Rhodophyta

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Alghe rosse
Laurencia.jpg
Laurencia sp.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Biliphyta
Phylum Rhodophyta
Wettstein, 1922
Classi

Le alghe rosse o Rhodophyta (dall'antico greco ῥόδον, rhódon "rosa" e φυτόν, phytón "pianta", quindi "pianta rosa o rossa") sono organismi autotrofi eucarioti tra i più antichi,[1] privi di flagelli, fotosintetizzanti, che contengono clorofilla a e d (dovuta alla presenza di cianobatteri simbionti), ficobiline contenute nei ficobilisomi e comprendenti specie plurinucleate. Vivono soprattutto nelle acque di mare calde e se ne annoverano circa 4.000 specie,[2] (altri studi indicano 5-6000 specie[3] e qualcuno fino a 10.000[4]) gran parte delle quali pluricellulari. Sono organismi bio-costruttori, in quanto la loro crescita dà luogo a edifici calcarei di origine organica noti come piattaforme carbonatiche, e contribuiscono alla costruzione di vere e proprie scogliere organogene.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La parete cellulare è povera di cellulosa ma ricca di agar agar (polisaccaride acido) e carragenani; in alcune alghe rosse manca la cellulosa, al posto della quale ci sono xilani e mannani.

I cloroplasti di queste alghe hanno tilacoidi[4] che restano isolati, disposti più o meno parallelamente tra loro e non associati in lamelle. Un unico tilacoide periferico avvolge tutti quelli interni. Lungo le membrane tilacoidali si trovano allineati i ficobilisomi. I cloroplasti hanno forma stellata, reticolata o lobata. Non hanno reticolo endoplasmatico. Hanno il pirenoide. La loro sostanza di riserva è l'amido delle floridee.

La maggior parte della alghe rosse ha un tallo molto elaborato, fatto dall'aggregazione di numerosi filamenti cellulari nei quali le singole cellule sono collegate mediante delle sinapsi chiamate Pit connections,[5] che sono delle perforazioni che mettono in comunicazione cellule contigue di uno stesso filamento e nelle quali si deposita materiale glicoproteico di forma lenticolare. Tra cellule di filamenti diversi si possono formare delle Pit connections secondarie, in questo caso, preliminarmente si forma una cellula laterale che poi viene riassorbita. Pit connections secondarie si possono formare anche tra cellule di organismi diversi, legati tra loro da un rapporto simbiontico.

Utilizzo da parte dell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Alcune specie di alghe rosse sono utilizzate dall'uomo come cibo; le specie Palmaria palmata[6] e la Porphyra[7] sono molto diffuse nelle tavole dell'Arcipelago britannico.[8]

Nella cucina asiatica le rodofite sono utilizzate sia come alimento (nori) o per produrre agar agar, carragenina o altri additivi alimentari. L'alto contenuto di vitamine (soprattutto la vitamina C), il buon contenuto proteico e la facilità di coltivazione, hanno favorito l'utilizzo alimentare di queste alghe che si è sviluppato in Giappone già a partire da oltre 300 anni fa.

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lee, R.E., Phycology, 4th edition, Cambridge University Press, 2008, ISBN 978-0-521-63883-8.
  2. ^ Peter S. Dixon, Biology of the Rhodophyta, Reprint., Koenigstein, Koeltz, 1977, ISBN 0-05-002485-X.
  3. ^ D. Thomas, Seaweeds, Life Series. Natural History Museum, London, 2002, ISBN 0-565-09175-1.
  4. ^ a b W. J. Woelkerling, An introduction in K. M. Cole & R. G. Sheath (a cura di), Biology of the Red Algae, Cambridge University Press, Cambridge, 1990, pp. 1–6, ISBN 0-521-34301-1.
  5. ^ Clinton J. Dawes,, Scott, Flora M.; Bowler, E., A Light- and Electron-Microscopic Survey of Algal Cell Walls. I. Phaeophyta and Rhodophyta in American Journal of Botany, vol. 48, nº 10, Botanical Society of America, 1961, pp. 925–934, DOI:10.2307/2439535, JSTOR 2439535.
  6. ^ Dulse: Palmaria palmata, Quality Sea Veg. URL consultato il 28 giugno 2007.
  7. ^ T. F. Mumford & A. Muira, Porphyra as food: cultivation and economics in C. A. Lembi & J. Waaland (a cura di), Algae and Human Affairs, Cambridge University Press, Cambridge, 1988, ISBN 0-521-32115-8.
  8. ^ M. D. Guiry, Rhodophyta: red algae, National University of Ireland, Galway. URL consultato il 28 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2007).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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