Quirino De Giorgio

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Quirino De Giorgio (Palmanova, 27 dicembre 1907Padova, 19 aprile 1998) è stato un architetto italiano, dapprima aderente alla corrente futurista, quindi, dopo il secondo conflitto mondiale, alla corrente razionalista, di cui fu uno dei più rilevanti esempi in Italia.

Giovanissimo è affascinato da Antonio Sant'Elia, ed lui si ispirano i primi disegni.

Quirino De Giorgio si iscrive all'Istituto Superiore di Architettura di Venezia, ma - estremamente preso dall'attività professionale, che inizia giovanissimo – conseguirà la laurea solo in età matura, il 23 dicembre 1959 (tale fatto gli provocherà anche qualche problema, negli anni '50, con gli ordini professionali, che lo accusano di esercitare la professione senza essere iscritto all'Albo). Si iscriverà all'Ordine degli Architetti il 14 ottobre 1960, dopo aver svolto l'attività professionale per più di 30 anni.

Dopo un periodo di pratica presso uno studio di architettura in Francia, rientrerà in patria avviando rapporti con molti esponenti del movimento futurista: con Filippo Tommaso Marinetti dal 1931 al 1944, con Carlo Maria Dormal, Gerardo Dottori, Fortunato Depero, Bruno Giordano Sanzin, Tullio Crali. Con i futuristi partecipa a numerose mostre d'arte a Padova, Napoli, Bologna e Mantova.

Negli anni '30 riceve molti incarichi di progettazione da parte della pubblica amministrazione: sono di questo periodo le Case del Fascio di Noventa Padovana, di Sant'Urbano, di Vigonza, di Pontelongo, di Piazzola sul Brenta, le sedi dei gruppi rionali fascisti a Padova in via Giordano Bruno, in Via Cristoforo Moro. Progetta ex novo i nuovi nuclei dei paesi di Vigonza e di Candiana, che vengono realizzati in tempo di record, poco più di due mesi. In questo periodo Quirino De Giorgio vive tra Padova e Roma.

Al termine della guerra, ha un periodo di scarsa attività in quanto ritenuto vicino alle posizioni del fascismo, ma riprende l'attività già entro la fine degli anni '40 realizzando i cinema Altino (in Via Altinate a Padova) e Quirinetta (in Piazza Insurrezione a Padova).

« Questo Cinematografo, con i suoi impianti tecnici, è stato progettato e realizzato da Quirino De Giorgio.

Sarà gradita la presenza della S.V. alla inaugurazione del Cinematografo "ALTINO" che avrà luogo sabato 24 p.v. alle ore 18, con la proiezione, in novità assoluta, del film Il Cristo proibito di Curzio Malaparte.
La V.D.S.
E' PRESCRITTO L'ABITO SCURO »

(Dal cartoncino d'invito per l'inaugurazione del Cinema Altino)

Nei decenni successivi egli realizza numerosissimi progetti sia in Italia che all'estero.

Alcune sue opere non sono più presenti, una perduta era il grande complesso sportivo situato in Via Giordano Bruno a Padova, lungo le mura rinascimentali della città, che comprendeva il Teatro dei 10.000, un grande teatro all'aperto costruito sullo stile di una arena romana, demolito negli anni '60 (sorgeva a fianco del Gruppo Rionale Fascista Bonservizi). È stato abbattuto per far posto a dei campi da tennis.

Negli ultimi anni della sua vita abita ad Abano Terme, dove ha studio ed abitazione in un complesso residenziale e commerciale da lui progettato in Piazza della Repubblica. Di indole generosa, egli si dedica anche con passione alla formazione dei giovani architetti, e, sino alla fine della sua vita, egli accoglie volentieri gli studenti ed i giovani laureati a fare pratica nel suo studio, e molti aiuta anche negli studi.

Tra gli ultimi progetti si ricorda quello per la nave fluviale per turismo Regina del Nilo, che però è realizzato in maniera abbastanza difforme al suo progetto originario.

Nel 1996, De Giorgio dona al Comune di Vigonza il proprio archivio professionale (od almeno ciò che rimaneva in seguito alle numerose dispersioni di materiale, negli ultimi anni tutto il materiale recuperato era stato accuratamente ordinato e conservato dalla moglie Gina Tromben), costituito prevalentemente da progetti, disegni, preventivi, foto, modellini e campioni di materiali. Il materiale, tuttavia, subisce diversi spostamenti che ne compromettono gravemente l’ordinamento e la conservazione, finendo per essere immagazzinato alla rinfusa in due stanze inagibili di Villa Da Peraga (Vigonza). Oggi il materiale è in via di riordinamento. Tale archivio era già stato comunque oggetto di segnalazione da parte di studiosi del ramo alla Soprintendenza ai Beni Archivistici a Roma nel 1993.

Caratteristica dell'architetto Quirino De Giorgio era la sua ecletticità, versatilità progettuale e profonda preparazione tecnica, per cui egli curava non solo il progetto architettonico, ma anche l'arredamento, i calcoli statici, gli impianti tecnici dell'edificio, nonché capitolati e contratti, sino nei minimi dettagli. Quirino De Giorgio, oltre all'attività di progettazione, si dedicava anche al disegno ed alla fotografia, oltre che essersi personalmente impegnato, come pilota – da giovane – nell'automobilismo sportivo, partecipando a numerose Mille Miglia.

Alcune delle opere [modifica]

  • 1931: Vari disegni: Metropolis, Museo della Rivoluzione, Garage con ascensori esterni (2500 box, sale comuni, officina, negozi), Monumento ai Caduti dell'Aria, Faro, Monumento ai Caduti del Mare, Viletta con elicottero, Studio per una villa
  • anni '30: Ex-abitazione di Quirino DeGiorgio, Strada dei Colli, Padova
  • 1932: Casa in Via Giotto, Padova
  • 1932: Casa del Fascio, Via Montà, Padova
  • 1934: Casa Doriguzzi in Via Nizza, Padova
  • 1934: Casa del Fascio, Noventa Padovana (Padova)
  • 1936: Casa del Fascio, Sant'Urbano (Padova)
  • 1936: Casa del Fascio, Vigonza (Padova)
  • 1936-1937: Borgo Rurale Fratelli Grinzato, Vigonza (Padova) [complesso di villette rurali con teatro]
  • 1937-1938: Borgo Rurale Littorio, Candiana (Padova)
  • 1937-1938: Sede del Gruppo Rionale Fascista Bonservizi, Padova, Via Giordano Bruno (ora Centro Universitario Sportivo)
  • 1938: Sede del Gruppo Rionale Fascista Cappellozza, Via Cristoforo Moro, Padova (ora edificio scolastico), inaugurato 27/1/1938
  • 1938: Teatro dei Diecimila, Padova (in Via Giordano Bruno, non più esistente)
  • 1938: Casa del Fascio, Pontelongo (Padova)
  • 1938: Casa del Fascio, Piazzola sul Brenta (Padova)
  • 1945: Cinema La Quirinetta, Piazza Insurrezione 28 aprile 1945, Padova
  • 1946: Cinema Altino, Via Altinate - angolo Via Carlo Cassan -, Padova
  • fine anni '40: Stazione di servizio Shell, Monselice (Padova) (ora Stazione di servizio IP)
  • 1963: Complesso commerciale e residenziale Mantegna, Camisano Vicentino (Vicenza)
  • 1968-1969: Villa Venere, Santa Giustina in Colle (Padova)
  • fine anni '70: Villa dr. Derderian, Via Manfrotto, 3, Conselve (Padova)
  • 1973: Caffè Speak Easy, Piazza della Repubblica, 4, Abano Terme - Padova
  • 1974: Nuovo Cimitero di S.Giorgio delle Pertiche (Padova)
  • 1974: Progetto di riqualificazione urbanistica e territoriale del centro di S.Giorgio delle Pertiche (Padova) [P.R.G. Centro Storico / Spostamento e restauro campanile]
  • 1975: Mobilificio De Toni, Arsego (Padova)
  • 1976-1977: Scuola Media di S.Giustina in Colle, dedicata a J.F. Kennedy, Piazza Martiri, 46, Santa Giustina in Colle (Padova)
  • 1980: Villa Urania, Abano Terme (Padova)
  • 1983-1984: Nave per crociere sul Nilo Rein du Neil, Egitto
  • 1986: Villa Nicolè, Tribano (Padova)
  • 1986: Progetto di concorso per il nuovo Ponte dell'Accademia, Venezia

Alcune "citazioni" [modifica]

QUIRINO DE GIORGIO - P.R.G. PER IL CENTRO STORICO DI S.GIORGIO DELLE PERTICHE - (1974-1978)

Riqualificazione urbanistica con recupero e valorizzazione di territorio turistico nella storica zona del "reticulum romanum e Castrorum Romanum Turris"

Premesso che i gestori delle pubbliche amministrazioni nei comuni periferici temono e talvolta detestano dotarsi del P.R.G. perché è oramai diffusa l'opinione che tale strumento trascini con sé notevoli responsabilità fra cui l'impopolarità e la conseguente defezione dei voti politici motivo rilevante ed irrinunciabile nel crisma di ogni politicante, ecco perché ancora oggi assistiamo al massacro di vaste zone verdi autorizzato dalla incosciente e tollerante permissivit… che pur di non crearsi fastidi o nemici si manda a "carte quarant'otto anche l'avvenire della Comunità" - Basta agire sotto l'ombrello protettivo di un qualsiasi squalificato piano di fabbricazione purchŠ la pace con gli elettori sia salva! E lo stato di degradazione e di abbandono del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, anche se denunciato, viene, per amor di pacifismo e di manifesta impotenza sistematicamente archiviato. Ma nel prossimo futuro si ricorderà e si capirà come la crescita disarmonica delle industrie ed il conseguente abbandono delle zone agricole, le inutili strade irrazionali e l'uso speculativo delle aree stiano cancellando bruscamente gli aspetti umani della civiltà producendo una frattura storica irreversibile nel canale dell'oscurantismo e lasciamo pure ai posteri l'amaro esame di queste situazioni, prodotto diretto di una poltizzazione comoda e antiproducente e rientriamo nel quadro della reazione minoritaria esponendo ed illustrando il programma di salvaguardia delle opere culturali più significative insite nel comprensorio territoriale.

- Intervento quindi nell'ambito della valorizzazione storico-turistica con l'approfondimento analitico conoscitivo nel tracciato reticolare romano espresso nella tavola 2 perciò ricerca restauro valorizzazione. Ecco il problema e restano aperte tre strade congiuntamente operanti allo stesso scopo che veniamo a sintetizzare come segue:

1: Convergere ogni sforzo sui sindaci all'osservanza delle più elementari norme di salvaguardia del loro territorio, dalla tipologia edilizia alla protezione del patrimonio artistico e paesaggistico;

2: Imporre il nulla-osta rigido ed inequivocabile della Soprintendenza alle Antichità per ogni concessione comunale di intervento urbanistico di demolizione o ristrutturazione;

3: Sensibilizzare i direttori didattici affinché incrementino nei temi scolastici le ricerche storiche sul territorio con lo scopo di localizzare i ruderi e reperti ancora sepolti nell'ambito comprensoriale su cui è insito il reticulum romanum - Castrorum Romanorum Turris -

Questa vasta zona di cui la tavola 2 ne illustra la chiarezza urbanistica dell'Impero Romano inizia in quel di Arsego spingendosi ad Est fino a lambire il centro di Mirano Veneto indicando i presidi storici del tempo con le sue torri di guardia su cui più tardi il cristianesimo eresse le sue torri campanarie dove un esempio più evidente si può ammirare nella base della torre di S.Giorgio - vedi foto A-B-C-D tav. 3° - ora furtuitamente sottoposta alle cure e salvaguardia del P.R.G.

Purtroppo questa meravigliosa mole, da sempre trascurata nei secoli, è tuttora in pericolo di franare sia perché colpita varie volte dal fulmine che ne lacerò alcune zone portanti sia perché la vetustà di innumerevoli mattoni sia per la preoccupante pendenza, causa diretta della rottura e spappolamento di alcuni conci di pietra della base romana - tavola 3 foto E - sia per le secolari infiltrazioni d'acqua dal vicino fiume Tergola.

Il primo intervento di restauro intrapreso nella torre fu quello di diminuire lo strapiombo adottando il metodo "QDG" che consiste nell'ammorbidimento forzato e controllato del terreno nella zona meno compressa - vedi tavola 3 fig. K & H - tale sistema iniziato in loco nel giugno del '74 ha già ridotto la pendenza da cm 65 a 41 quindi proseguirà fino al raggiungimento dell'equilibrio statico della torre.

Turismo e ricettività alberghiera:

È qui doveroso segnalare che statisticamente la zona in esame e quella limitrofa per un'area di circa 300 km² esistono pochissimi alberghi degni di esistenza! Quindi sarebbe augurabile la formazione graduale di una nuova rete alberghiera razionalmente funzionante che adotti tutti i presupposti tecnici di conforto come pareti e solai fonoassorbenti - porte con guarnizioni antisonore - erogazione e deflusso dell'acqua silenziosi nei servizi - impianti di riscaldamento con flusso d'aria in movimento lentissimo impercettibile ed a ricambio totale nelle camere da letto.

Ristoranti:

le attrezzature sono antiquate o inesistenti. - Le celle frigorifere nei casi più frequenti consistono in un camerino raffreddato con un apparecchio artigianale inefficiente. - Nessun ristorante in zona risulta dotato di celle multiple divise per materia commestibile, gli odori delle cucine invadono le sale da pranzo e di soggiorno e l'igiene nelle cucine, in alcuni casi, è spaventosa.

Bibliografia [modifica]

  • E. Pietrogrande Frammenti di Architetture Venete, Padova 1999
  • AA.VV., Quirino De Giorgio: Architetture negli anni Trenta, Padova 1991