Quirino De Giorgio

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Quirino De Giorgio (Palmanova, 27 dicembre 1907Padova, 19 aprile 1998) è stato un architetto italiano, aderente al movimento futurista..

Giovanissimo è affascinato da Antonio Sant'Elia, ed cui sono ispirati suoi primi disegni di architettura.

Si iscrive all'Istituto Superiore di Architettura di Venezia, interrompendo tuttavia gli studi, che riprenderà alcuni decenni dopo. Dopo un periodo di pratica presso uno studio di architettura in Francia rientra in patria, avviando rapporti con alcuni esponenti del movimento futurista: Filippo Tommaso Marinetti (dal 1931), con Carlo Maria Dormal, Gerardo Dottori, Fortunato Depero, Bruno Giordano Sanzin, Tullio Crali, con cui partecipa a numerose mostre d'arte a Padova, Napoli, Bologna e Mantova.

Negli anni '30 riceve numerosi incarichi di progettazione da parte delle autorità fasciste: sono di questo periodo le Case del Fascio di Noventa Padovana, di Sant'Urbano, di Vigonza, di Pontelongo, di Piazzola sul Brenta, le sedi dei gruppi rionali fascisti a Padova in via Giordano Bruno e in Via Cristoforo Moro. Progetta ex novo i nuovi nuclei dei paesi di Vigonza e di Candiana, che vengono realizzati a tempo di record, in poco più di due mesi. In questo periodo De Giorgio vive tra Padova e Roma.

Al termine della guerra ha un breve periodo di inattività professionale in quanto emarginato a seguito della sua adesione al fascismo, riprendendo tuttavia a lavorare alla fine degli anni '40 progettando e realizzando i cinema Altino[1] (in Via Altinate a Padova) e Quirinetta (in Piazza Insurrezione a Padova). Nei decenni successivi realizza numerosi progetti sia in Italia che all'estero.

Pur avendo svolto attività professionale per oltre 30 anni consegue la laurea solo in età matura nel 1959, iscrivendosi all'Ordine degli Architetti nell'anno successivo, dopo una lunga polemica con gli ordini professionali che lo avevano accusato di esercitare la professione senza essere iscritto ad alcun Albo.

Tra gli ultimi progetti si ricorda quello per la nave fluviale per turismo Regina del Nilo, realizzato tuttavia in maniera difforme.

Negli ultimi anni della sua vita De Giorgio abita ed esercita la professione ad Abano Terme, in un complesso residenziale e commerciale da lui progettato in Piazza della Repubblica. Nel 1996 dona al Comune di Vigonza il proprio archivio professionale (od almeno ciò che ne rimaneva a seguito alle numerose dispersioni di materiale), ordinato e conservato dalla compagna Gina Tromben, costituito prevalentemente da progetti, disegni, preventivi, foto, modellini e campioni di materiali. Dopo aver subito diversi spostamenti che ne compromettono gravemente l’ordinamento e la conservazione, finendo per essere immagazzinato alla rinfusa in stanze inagibili di Villa Da Peraga (Vigonza). Oggi il materiale è in via di riordinamento. Tale archivio era già stato comunque oggetto di segnalazione da parte di studiosi di architettura alla Soprintendenza ai Beni Archivistici di Roma nel 1993.

Tra le sue opere perdute è da ricordare il grande complesso sportivo situato in Via Giordano Bruno a Padova, lungo le mura rinascimentali della città, a fianco del "Gruppo Rionale Fascista Bonservizi": esso comprendeva il Teatro dei 10.000, un grande teatro all'aperto costruito sullo stile di una arena romana, demolito negli anni '60 per far posto a dei campi da tennis.

De Giorgio, oltre all'attività di progettazione, si è dedicato anche al disegno ed alla fotografia, oltre che essersi personalmente impegnato come pilota – da giovane – nell'automobilismo sportivo, partecipando a numerose Mille Miglia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1931: Vari disegni: Metropolis, Museo della Rivoluzione, Garage con ascensori esterni (2500 box, sale comuni, officina, negozi), Monumento ai Caduti dell'Aria, Faro, Monumento ai Caduti del Mare, Viletta con elicottero, Studio per una villa
  • anni '30: Ex-abitazione di Quirino DeGiorgio, Strada dei Colli, Padova
  • 1932: Casa in Via Giotto, Padova
  • 1932: Casa del Fascio, Via Montà, Padova
  • 1934: Casa Doriguzzi in Via Nizza, Padova
  • 1934: Casa del Fascio, Noventa Padovana (Padova)
  • 1936: Casa del Fascio, Sant'Urbano (Padova)
  • 1936: Casa del Fascio, Vigonza (Padova)
  • 1936-1937: Borgo Rurale Fratelli Grinzato, Vigonza (Padova) [complesso di villette rurali con teatro]
  • 1937-1938: Borgo Rurale Littorio, Candiana (Padova)
  • 1937-1938: Sede del Gruppo Rionale Fascista Bonservizi, Padova, Via Giordano Bruno (ora Centro Universitario Sportivo)
  • 1938: Sede del Gruppo Rionale Fascista Cappellozza, Via Cristoforo Moro, Padova (ora edificio scolastico), inaugurato 27/1/1938
  • 1938: Teatro dei Diecimila, Padova (in Via Giordano Bruno, non più esistente)
  • 1938: Casa del Fascio, Pontelongo (Padova)
  • 1938: Casa del Fascio, Piazzola sul Brenta (Padova)
  • 1945: Cinema La Quirinetta, Piazza Insurrezione 28 aprile 1945, Padova
  • 1946: Cinema Altino, Via Altinate - angolo Via Carlo Cassan -, Padova
  • fine anni '40: Stazione di servizio Shell, Monselice (Padova) (ora Stazione di servizio IP)
  • 1963: Complesso commerciale e residenziale Mantegna, Camisano Vicentino (Vicenza)
  • 1968-1969: Villa Venere, Santa Giustina in Colle (Padova)
  • fine anni '70: Villa dr. Derderian, Via Manfrotto, 3, Conselve (Padova)
  • 1973: Caffè Speak Easy, Piazza della Repubblica, 4, Abano Terme - Padova
  • 1974: Nuovo Cimitero di S.Giorgio delle Pertiche (Padova)
  • 1974: Progetto di riqualificazione urbanistica e territoriale del centro di S.Giorgio delle Pertiche (Padova) [P.R.G. Centro Storico / Spostamento e restauro campanile]
  • 1975: Mobilificio De Toni, Arsego (Padova)
  • 1976-1977: Scuola Media di S.Giustina in Colle, dedicata a J.F. Kennedy, Piazza Martiri, 46, Santa Giustina in Colle (Padova)
  • 1980: Villa Urania, Abano Terme (Padova)
  • 1983-1984: Nave per crociere sul Nilo Rein du Neil, Egitto
  • 1986: Villa Nicolè, Tribano (Padova)
  • 1986: Progetto di concorso per il nuovo Ponte dell'Accademia, Venezia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esso fu inaugurato con la proiezione, in novità assoluta, del film Il Cristo proibito di Curzio Malaparte (dall'invito).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]