Potenziale di Lennard-Jones
Il potenziale di Lennard-Jones è il più noto e il più usato dei potenziali empirici per descrivere l'interazione interatomica ed intermolecolare.
A distanze interatomiche o intermolecolari molto piccole le densità elettroniche si sovrappongono generando forze repulsive molto intense, caratterizzate da un raggio d'azione molto corto e dal fatto che crescono rapidamente all'avvicinarsi delle molecole. Per esse non esiste un'equazione ricavata teoricamente che le descriva, dunque ci si deve affidare ad alcune funzioni potenziali empiriche.
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Il potenziale [modifica]
La più famosa funzione potenziale empirica, la legge 12-6,[1] che comprende anche la parte attrattiva dovuta all'interazione di van der Waals, è il potenziale proposto nel 1931 da John Lennard-Jones all'Università di Bristol:[2]
dove ε è la profondità della buca di potenziale e σ è il diametro della sfera che approssima l'atomo o la molecola in un modello a sfera rigida (chiamato diametro d'urto delle molecole). Questa espressione del potenziale tiene in considerazione anche l'azione delle forze attrattive di van der Waals.
La forza viene ricavata a partire dall'espressione precedente per il potenziale (utile per simulazioni di dinamica molecolare):
Il potenziale di Lennard-Jones è particolarmente adatto per simulazioni di gas nobili (e particolarmente per l'argon).
Forze attrattive e forze repulsive [modifica]
Il potenziale di Lennard-Jones è il risultato di due termini:
- la parte che va con la sesta potenza è il contributo attrattivo delle forze di Van der Waals (forze dipolo-dipolo e forze dipolo-dipolo indotto) e prevale a distanze grandi
- la parte che va con la potenza di dodici descrive le forze repulsive che si instaurano a corto range fra i nuclei che, a distanze piccole non sono più ben schermati dagli elettroni, e fra gli elettroni stessi, soggetti a una forza repulsiva che si genera quando due o più di essi tendono ad occupare gli stessi numeri quantici, in contrasto al principio di Pauli.
Le forze di Van der Waals hanno un range compreso fra qualche Ǻ e un centinaio di Ǻ, mentre le forze repulsive sopra citate entrano in gioco a distanze minori di qualche Ǻ. L'entità delle forze a lungo raggio è conoscibile a partire dalla teoria di Van der Waals, mentre le forze a corto raggio sono determinate per via empirica.
Espressioni alternative [modifica]
Il potenziale di Lennard-Jones può essere espresso come:
dove
è la posizione del minimo del potenziale, ovvero la distanza alla quale si ha la buca di potenziale.
La formulazione più semplice, usata spesso nei software di simulazione, è:
dove:



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Note [modifica]
- ^ il termine 12-6 fa riferimento ai valori degli esponenti nell'espressione del potenziale di Lennard-Jones.
- ^ Bird, op. cit., p. 521
Bibliografia [modifica]
- R. Byron Bird; Warren E. Stewart, Edwin N. Lightfoot, Enzo Sebastiani (a cura di), Fenomeni di trasporto, Milano, Casa editrice ambrosiana, 1979. ISBN 8840800514
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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![\displaystyle V(r)=4 \varepsilon \cdot \left[ \left( \frac{\sigma}{r} \right)^{12} - \left(\frac{\sigma}{r} \right)^6 \right]](http://upload.wikimedia.org/math/0/3/e/03eed793e3e8bcf2442d6c1a1d59d658.png)

![V(r) = \varepsilon \left[ \left(\frac{r_{min}}{r}\right)^{12} - 2\left(\frac{r_{min}}{r}\right)^{6} \right]](http://upload.wikimedia.org/math/0/9/7/09700a01e219a1d6c123b32c6ba58a75.png)




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