Pininfarina Bluecar

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Pininfarina Bluecar

Pininfarina Bolloré B0.jpg

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Costruttore: Pininfarina
Descrizione generale
Tipo principale Utilitaria
Altre versioni
Produzione dal 2010
Sostituisce la: [[]]
Sostituita da: [[]]
Esemplari prodotti
Stelle Euro NCAP:
Premio Auto dell'anno nel [[{{{auto_dell'anno}}}]]

La Pininfarina Bluecar è un'autovettura elettrica realizzata dalla casa automobilistica italiana Pininfarina presentata al pubblico prima con un prototipo (denominato Pininfarina B0) al salone dell'auto di Parigi nel ottobre 2008 e successivamente in veste definitiva al Salone dell'auto di Ginevra nel marzo 2009.

Indice

[modifica] Il contesto

Bluecar è la prima vettura destinata alla produzione in serie prodotta dalla casa automobilistica torinese e venduta col proprio marchio (altre vetture col marchio Pininfarina o erano basate su altre vetture, come la Pininfarina Spider Europa "Volumex" oppure sono stati modelli mai prodotti in serie, come la Pininfarina Sigma (berlina), o la Pininfarina Nido, o la Pininfarina Sintesi).

Si tratta di una vettura elettrica frutto di una joint venture sviluppata con la Bollorè, azienda diretta da Vincent Bolloré produttrice di accumulatori elettrici. La vettura, difatti, è alimentata da batterie ai polimeri di litio dette Lithium Métal Polymère (LMP) più super-capacitori (che recupera e immagazzina l'energia in frenata, per poi renderla disponibile alla ripartenza del mezzo), con una potenza complessiva di 50 kW e di circa 250 km di autonomia, tale alimentazione permetterà di raggiungere i 130 km/h di velocità massima autolimitata, con un'accelerazione 0-60 km/h in 6,3 secondi [1] o circa 8 secondi da 0-100 km/h in effetti le performance di accelerazione sono equivalenti a quelle di veicoli con motore a combustione interna dello stesso segmento (B/C).

Pininfarina inoltre dichiara che la Bluecar è in grado di funzionare a temperature estreme che vanno dai -20° a +60° e dichiara una durata minima delle batterie ai polimeri di litio è di almeno 200.000 km. Le batterie richiedono tempi di ricarica di 5 ore per una carica completa, e la possibilità di una ricarica veloce di 5 minuti per disporre di 25 km di autonomia. Inoltre le celle solari sul cofano contribuiscono all’alimentazione degli equipaggiamenti elettrici. Le batterie non richiedendo alcuna manutenzione, oltre ad avere una durata di vita di circa 200.000 km, fornisce una sicurezza ineguagliabile dato che l’alloggiamento della batteria, sotto al pianale e fra i due assali, permette anche, grazie al baricentro basso, una tenuta di strada della vettura non comune. Inoltre, l’auto elettrica non emette alcun gas, nessuna particella fine e nessun rumore: le batterie LMP permettono quindi di lottare concretamente contro l’inquinamento atmosferico.

In termini di sicurezza, la posizione della batteria, collocata all'interno del pianale, risponde a precisi criteri di sicurezza dinamica e passiva. La batteria si trova in posizione protetta da eventuali urti.

Coerentemente con un approccio globale ecologicamente responsabile dato il tipo di vettura, tutti i materiali utilizzati per la costruzione, la batteria e materiali interni sono stati attentamente scelti per il loro basso impatto ambientale e sono riciclabili o riutilizzabili.

La vettura viene prodotta a partire dalla fine del 2009 negli stabilimenti italiani Pininfarina a San Giorgio Canavese. Sono già aperte le prenotazioni perché sarà commercializzata a partire dal 2010.[2] La vettura deriva dal prototipo Pininfarina B0.

Il gruppo Bolloré sta studiando anche la messa a punto di pannelli di celle fotovoltaiche che potranno essere installate in luoghi privati o pubblici, assicurando una ricarica parziale o totale delle batterie attraverso la sola energia solare.

[modifica] Modalità di commercializzazione

Per la commercializzazione della vettura, salvo richieste eccezionali presso il centro commerciale Francese, la Pininfarina ha scelto una strategia singolare, difatti la vettura non viene venduta ma affittata ai clienti, tale strategia viene messa in pratica per andare incontro alla clientela ancora insicura riguardo alla gestione di un'auto elettrica. Per la commercializzazione della vettura l'azienda mette a disposizione in 6 paesi europei (Italia, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna) una rete distributiva e di assistenza. La vettura è stata resa pre-prenotabile a partire dalla sua presentazione definitiva al salone di Ginevra del 2009 e quindi dal marzo dello stesso anno, tramite una pre-prenotazione (anche online), la produzione e quindi la commercializzazione effettiva è a partire da gennaio 2010 e sarà limitata a 2000 unità fino al 2011 per diventare 8000 l'anno successivo. La politica commerciale prevede un affitto minimo di 3 mesi e un'assistenza stradale 24h su 24.[3] Una curiosa similitudine, sia sulla tipologia di veicolo che le nella modalità di commercializzazione, vi è con la vettura General Motors EV1, difatti anche la EV1 era spinta da un propulsore elettrico e la General Motors decise proprio la politica commerciale del noleggio anziché quello della vendita, inoltre la EV1 fu la prima vettura prodotta in serie e commercializzata dalla GM con il marchio GM sul cofano, proprio come è successo per Pininfarina con la Pininfarina Bluecar.

[modifica] Pininfarina B0

Il prototipo "B0" viene presentato in anteprima al salone dell'auto di Parigi nel 2008. Si tratta di una berlina a 5 porte (4 sportelli più portellone del bagagliaio) con carrozzeria monovolume, di dimensioni compatte, caratterizzata da una linea in parte ispirata alla concept "Pininfarina Nido" (come per esempio le proporzioni dei volumi), in parte ispirata dalla Pininfarina Sintesi (per esempio le linee del lunotto posteriore). La vettura presenta un frontale caratterizzato da una presa d'aria molto sottile e un gruppo ottico con tecnologia a LED, tecnologia usata anche per i fanali posteriori. sia il cofano che il tetto del veicolo presentano dei pannelli fotovoltaici che servono per il mantenimento dei dispositivi elettronici di bordo. Il concept viene presentato con una scelta cromatica che punta sul contrasto fra il bianco e il nero, sia negli esterni che negli interni, quest'ultimi presentano uno stile molto minimalista, la strumentazione è limitata a due schermi informativi LCD posti al centro dell'abitacolo il quale è anche caratterizzato dall'originale profilo estetico delle bocchette d'aerazione che sono poste in modo orizzontale e coprono quasi l'intera larghezza del cruscotto. La vettura è omologata per 4 posti ed è a trasmissione automatica. Il prototipo B0 presenta tutti i dati preannunciati e dichiarati dalla casa automobilistica nella futura produzione in serie, infatti Pininfarina ha dichiarato che il prototipo corrisponde al 90% al modello di produzione.[4]

[modifica] Note

  1. ^ Materiale ufficiale Pininfarina su autoblog.it
  2. ^ Articolo su autoblog.it
  3. ^ Articolo su omniauto.it
  4. ^ Articolo su Quattroruote

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