Passer hispaniolensis

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Passera sarda
Gorrion moruno-Passer hispaniolensis (♀) (6385150433).jpg

Passer hispaniolensis (1).jpg
Femmina (in alto) e maschio

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Passeridae
Genere Passer
Specie P. hispaniolensis
Nomenclatura binomiale
Passer hispaniolensis
Temminck, 1820

La passera sarda, o passera spagnola (Passer hispaniolensis Temminck, 1820) è un uccello passeriforme della famiglia Passeridae.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La passera sarda differisce dalle altre specie di passeri presenti in Italia prevalentemente per la colorazione del petto. Inoltre non presenta alcuna macchia guanciale come nella passera mattugia. Il maschio presenta una colorazione nera molto marcata ma a tratti del petto mentre la femmina è indistinguibile dalla femmina della passera europea. Inoltre il maschio presenta un sopracciglio bianco leggermente più marcato della passera d'Italia.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La si trova in Italia prevalentemente in Sardegna e in Sicilia e poi in piccole colonie anche sull'Adriatico. Si può trovare in Nord Africa durante tutto l'anno, e dalla Croazia alle sponde del Mar Caspio come areale riproduttivo abbandonato durante l'inverno. Nella parte meridionale della Spagna e nella parte costiera del Marocco, invece, si può osservare durante la migrazione.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Essendo onnivoro, mangia di tutto, semi, frutta, insetti.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La passera sarda nidifica spesso in grandi colonie situati in boschetti e zone con arbusti alti. Il nido è costruito prevalentemente con rami e erba. Inoltre, anche se più raramente la si può trovare in cavità di nidi di uccelli più grandi come le cicogne

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Ne sono conosciute 2 sottospecie:[senza fonte]

  • Passer hispaniolensis hispaniolensis
  • Passer hispaniolensis transcaspicus

Secondo recenti studi genetici è individuabile nella passera sarda un'altra sottospecie da alcuni non ancora accettata, ovvero passer hispaniolensis maltae detta volgarmente passera di malta e diffusa soprattutto in sicilia e nelle isole del canale di Sicilia. Secondo altri ricercatori non sarebbe invece altro che un caso di ibridazione della passera sarda e la passera d' italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2009, Passer hispaniolensis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Passeridae in IOC World Bird Names (ver 4.4), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 9 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Metzmacher, M. & Dubois, D. (1981). Estimation des dégâts causés par les oiseaux aux céréales en Algérie. Rev. Ecol. (Terre et Vie) 35 : 581-595.
  • Metzmacher, M. (1983). Le menu des jeunes Moineaux domestiques, Passer domesticus L., et espagnols, Passer hispaniolensis Temm., en Oranie (Algérie). Cahiers d'Ethologie appliquée, 3 : 191-214.
  • Metzmacher, M. (1986 a). Moineaux domestiques et Moineaux espagnols, Passer domesticus et P. hispaniolensis, dans une région de l'ouest algérien : analyse comparative de leur morphologie externe. Le Gerfaut, 76 : 317-334.
  • Metzmacher M. (1986 b). Organisation spatio-temporelle de la reproduction chez le Moineau espagnol Passer hispaniolensis en zone semi-aride. L'Oiseau et la Revue Française d'Ornithologie, 56 : 229-262.
  • Metzmacher, M. (1990). Climatic factors, time activity budget and breeding success of the Spanish sparrow (Passer hispaniolensis TEMM.). pp 151 – 168. In : Granivorous birds in the agricultural landscape. Pinowski J. & Summers-Smith J.D.(eds). PWN-Polish Scientific Publishers, Warsaw.

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