Ondata di freddo dell'inverno 1709

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L'inverno del 1709 fu una stagione di freddo eccezionale in Europa.[1] Si ritiene sia stato l'inverno più freddo degli ultimi 500 anni in Europa. Nel Regno Unito venne chiamato Great Frost (in inglese "grande gelo") e in Francia divenne noto come Le Grand Hiver ("Il Grande Inverno" in francese).[2][3][4]

L'evento avvenne nel periodo storico definito dagli studiosi "piccola era glaciale", fissata tra l'inizio del Trecento e la metà dell'Ottocento e può essere paragonato, in tempi storici, solo agli inverni del 1407 e 1408. Il 1709 è anche un anno contenuto all'interno del minimo di Maunder (1645-1715), un periodo di tempo durante il quale le macchie solari divennero estremamente rare. Un rapporto di causa-effetto tra la bassa attività delle macchie solari e gli inverni più freddi è però ancora oggetto di discussione.[5]

Dinamica e svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Dipinto di Gabriele Bella che raffigura la laguna di Venezia ghiacciata

Nel dicembre 1708 il freddo si impadronì della Russia, portando un gelo inusuale anche per tali regioni. Poi si "gonfiò" e si verificò il cosiddetto Anticiclone Termico Russo, fenomeno non presente negli ultimi anni. Nella notte dell'Epifania, tra il 5 e il 6 gennaio 1709, irruppe tenacemente in Europa.

Ne conseguì un evento di portata eccezionale, che colpì in particolar modo l'Europa Centrale e Mediterranea, ma quasi nessuna area del Vecchio Continente venne risparmiata (probabilmente solo la Scandinavia, in un secondo momento, riuscì a rimanere isolata dall'onda gelida, poiché divenne sede dell'Anticiclone): in poche ore si gelarono fontane, pozzi, rivi e anche piccoli laghi, vi furono abbassamenti repentini fino a 20°, anche le regioni meridionali furono colpite duramente. In breve ghiacciarono tutti i fiumi europei, compresa la Senna, il Rodano e pure l'Ofanto; stessa sorte toccò a laghi e lagune: il lago di Garda venne attraversato da carri pesanti, unica volta nella storia, così come pure la Laguna Veneta; nemmeno il mare fu risparmiato e le navi rimasero intrappolate nei ghiacciati porti mediterranei come quelli di Genova e Marsiglia; gelò addirittura la foce del Tago a Lisbona: il freddo record certificato del XX secolo per questa città è -1.1°.

A Roma tra il 6 e il 24 gennaio nevicò 10 volte, in Pianura Padana cadde 1 metro e mezzo di neve; si raggiunsero temperature eccezionali: a Parigi -23.1° nel centro e -25°/-26° nei sobborghi e per 10 giorni non si salì mai sopra -10° con minime sui -20°; a Venezia -17,5° (il record del XX secolo è -13,6° misurati nel 1963) con forte bora; a Berlino -29.4° e nelle campagne intorno -35° e la media del mese fu -13.2° (seguono i -11.6° del gennaio 1823), con svariate giornate dove non si superarono i -20°.

Ovviamente con un simile gelo le piante non resistettero: si seccarono tutti gli ulivi e gli altri frutti e addirittura intere foreste, dato che neppure gli alberi cresciuti spontaneamente erano resistenti a ciò. In Emilia-Romagna giunsero a seccare gli alberi di melo, susino, noce e ciliegio, piante che generalmente resistono fino a temperature di -40°. Un dubbia misurazione di -36° a Faenza (probabilmente registrato nei dintorni) sembrerebbe confermare questi valori. Si ipotizza che una -22° a 850 hPa (circa 1450 metri di altezza) sia entrata stabilmente nella Pianura Padana (nel 1985 è arrivata una -15° con -16°/-17° a nord-est, tra l'altro con durata nettamente inferiore) e valori nettamente inferiori ai -10° a 850 hPa siano arrivati fino all'estremo Sud con punte estese di -14-16°, sempre a tale quota, tanto quanto basta per misurare giornate di ghiaccio anche sulle coste tirreniche, oltre ovviamente su quelle adriatiche (oltretutto in quel periodo le isole di calore non eran come quelle attuali).

A fine mese, dopo il 26 gennaio, vi fu una risalita, accentuata in Francia: a Parigi piovve, anche se era pioggia fredda; la Laguna Veneta si liberò dal gelo completo il 29 gennaio (pezzi di ghiaccio galleggianti rimasero). A inizio febbraio ritornò il gelo, molto forte, anche se non ai livelli di gennaio; tuttavia gelarono molti fiumi e laghi che si erano temporaneamente liberati. Continuò fino a marzo e, nelle regioni a Nord, fino ad aprile (in questo mese il mar Baltico era ancora congelato), anche se vi furono molte riprese successive; in Germania vi furono notizie di gelate fino a inizio luglio. A Berlino febbraio ebbe una media di -6.9° con una punta di -26°; marzo una media di 0.2, ma si contarono ben 22 minime sotto lo 0°. L'inverno, se consideriamo l'intero trimestre dicembre (media di -4.5°), gennaio e febbraio ebbe la media di -8.2°, il più freddo da quando iniziarono le misurazioni nel 1701, seguito dal 1829/30, con -6.6°.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1709: The year that Europe froze - environment - 07 February 2009 - New Scientist. URL consultato il 9 settembre 2009.
  2. ^ European Seasonal and Annual Temperature Variability, Trends, and Extremes Since 1500 - Luterbacher et al. 303 (5663): 1499 - Science. URL consultato il 9 settembre 2009.
  3. ^ Hiver 1709 : - 30 °C à Paris... - Collège Robert Doisneau de Gonesse
  4. ^ Hiver 1709
  5. ^ Le grand hiver de 1709
  6. ^ L'inverno del 1709 in Europa - MeteoGiornale.it

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]



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