Notazione grafica

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L'espressione notazione grafica è utilizzata in vari ambiti culturali.

È ad esempio una notazione musicale che utilizza dei simboli e delle indicazioni testuali non convenzionali per indicare il modo in cui deve essere interpretato un pezzo di musica. È usata spesso nella musica sperimentale, che molto spesso è difficile trascrivere utilizzando la notazione standard. Assume un valore particolare con Karlheinz Stockhausen[1] e John Cage[2], preceduto da Christian Wolff che fu tra i primi a farne uso completamente nuovo[3].

In ambito informatico è usata per indicare determinati simboli grafici[4][5].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DEEN) David Schidlowsky [Hg./ed.], musikalische Grafik - graphic music. León Schidlowsky. Wissenschaftlicher Verlag Berlin, Berlin 2011 - ISBN 978-3865736208.
  • (EN) John Cage, Notations, Reprint Services Corp, ISBN 0-685-14864-5.
  • (EN) Theresa Sauer, Notations 21, Mark Batty Publisher, ISBN 978-0-9795546-4-3.
  • (DE) Karlheinz Stockhausen: Musik und Graphik. In: Darmstädter Beiträge zur neuen Musik III, Schott Verlag, Mainz 1960
  • (DE) Göllner, Theodor (ed.): Notenschrift und Aufführung. Symposium zur Jahrestagung der Gesellschaft für Musikforschung 1977 in München. Tutzing (Hans SchneiderVerlag), 1980. Part of a series: Münchner Veröffentlichungen zur Musikgeschichte Bd. 30.
  • (DE) Erhard Karkoschka, Das Schriftbild der Neuen Musik, Moeck, 4. Aufl. (1991) - ISBN 978-3875490022

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cinque secoli di stampa musicale in Europa books.google.it
  2. ^ Mario Pasi, Sandro Boccardi books.google.it
  3. ^ Convegno di studi, Riva del Garda, auditorium del Conservatorio, 3-10 settembre 2002 : atti books.google.it
  4. ^ Introduzione alla programmazione con il linguaggio Java di Stefano Mizzaro (Googlebooks.it)
  5. ^ Marino Della Puppa (Googlebooks.it)