Noi (Zamjatin)

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Noi
Titolo originale Мы
Autore Evgenij Ivanovič Zamjatin
1ª ed. originale 1924
1ª ed. italiana 1963
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza, distopia, satira
Lingua originale russo

Noi (in russo Мы) è un romanzo dello scrittore russo Evgenij Ivanovič Zamjatin scritto tra il 1919 e il 1921 e pubblicato per la prima volta nel 1924 (tradotto in lingua inglese). Il titolo è il pronome che nella lingua russa indica la prima persona plurale.

È un romanzo a carattere satirico ambientato nel futuro ed è spesso considerato un capostipite del genere dell'utopia negativa o distopia. In esso il totalitarismo e il conformismo caratteristici dell'Unione Sovietica del primo Novecento vengono portati agli estremi, dipingendo un'organizzazione statale che individua nel libero arbitrio la causa dell'infelicità, e che pretende di controllare matematicamente le vite dei cittadini attraverso un sistema di efficienza e precisione industriale di tipo tayloristico.

Fu scritto in seguito alle esperienze personali dell'autore durante la Rivoluzione russa del 1905 e quella del 1917, oltre al periodo trascorso a Jesmond, un sobborgo di Newcastle upon Tyne, e al lavoro nei cantieri navali sul fiume britannico Tyne (1916-17), dove egli osservò la razionalizzazione del lavoro tipica delle grandi imprese.

Storia e influenze[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto fu il primo romanzo ad essere messo al bando dal Glavlit, l'ente sovietico preposto alla censura, nel 1921, sebbene la sua bozza iniziale risalisse al 1919. Effettivamente gran parte delle basi del romanzo erano già presenti nella novella Gli isolani, iniziata a Newcastle nel 1916. La posizione letteraria di Zamjatin andò deteriorandosi nel corso degli anni 1920, e nel 1931 gli venne infine concesso di emigrare a Parigi, dopo l'intercessione di Maksim Gorkij presso Stalin.

Il romanzo fu pubblicato in inglese nel 1924, ma la prima edizione russa giunse solamente nel 1988, quando venne pubblicato congiuntamente con 1984 di Orwell. Orwell conosceva Noi, avendone letto e recensito l'edizione francese nel 1946, e ne fu influenzato durante la scrittura di 1984.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è raccontata in prima persona dal suo protagonista, D-503, sotto forma di un diario che raccoglie sia le sue osservazioni di lavoro come ingegnere che le sue disavventure con un gruppo di resistenti noto come Mefi (dal nome Mefistofele). Il diario ha lo scopo di raccontare la felicità finalmente conseguita dai cittadini dello Stato Unico e di presentarla alle civiltà extraterrestri che la nave spaziale alla cui costruzione D-503 sovrintende, l'Integrale, incontrerà nel suo viaggio.

L'innovativa visione futuristica di Zamjatin comprende abitazioni (e qualsiasi altro oggetto) costruite esclusivamente in vetro e materiali trasparenti, così che chiunque sia visibile in ogni momento.

Giochi di parole[modifica | modifica wikitesto]

I nomi dei protagonisti - O-90, D-503 e I-330 - derivano quasi certamente dai parametri ingegneristici della Saint Alexander Nevskij, la nave rompighiaccio preferita di Zamjatin (che fu ingegnere navale e si vantò di averne firmato personalmente i disegni preparatori). Alcuni sostengono che i numeri siano in realtà un codice biblico.

I nomi sono inoltre legati al sesso dei personaggi: gli uomini hanno nomi che iniziano per consonante e sono caratterizzati da numeri dispari, mentre tutti i nomi femminili iniziano per vocale e contengono numeri pari.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore italiano Pierluigi Castellano ha preso ispirazione dal romanzo nella scrittura del suo terzo album Noi, My, Us del 1990[1]. Il gruppo musicale italiano NiHiL si è ispirato a Noi nella stesura del brano "Root Of Negative One" (2009).
Il gruppo musicale italiano Manovalanza ha dedicato al romanzo un brano musicale dal titolo La città di vetro, nell'album Anziani a vent'anni (2011).

Il titolo della canzone Integral dei Pet Shop Boys è un omaggio all'autore e richiama il nome dell'astronave.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

(elenco parziale)

  • Evgenij Ivanovič Zamjatin, Мы, 1921.
  • Evgenij Zamyatin, Noi, traduzione di Ettore Lo Gatto, collana Universale Economica, Feltrinelli, 1963, pp. 148.
  • Evgenij Zamjatin, Noi, traduzione di Barbara Delfino, collana I Rimossi, Lupetti, 2007, pp. 191.
  • Evegnij Zamjatin, Noi, traduzione di Alessandro Niero, Voland, 2013, pp. 282.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ World Music Anno I n. 2 marzo/aprile 1991

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edizioni di Noi in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.