Taylorismo

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IMPIANTI INDUSTRIALI
Produzione industriale
Progettazione di prodotto
Progettazione di processo
Progettazione di sistema

Il taylorismo è una teoria riguardante il management esposta da Frederick Winslow Taylor nella sua monografia del 1911: The Principles of Scientific Management (L'organizzazione scientifica del lavoro).

Frederick Taylor 1856-1915

Il modello organizzativo[modifica | modifica wikitesto]

Partendo da una critica alla varietà di procedimenti e mansioni svolti all’interno dell’officina e da una supposizione secondo cui gli operai sfruttavano opportunisticamente la disomogeneità dei processi produttivi per minimizzare lo sforzo lavorativo, egli elaborò il suo metodo di organizzazione scientifica del lavoro: basata sulla razionalizzazione del ciclo produttivo secondo criteri di ottimalità economica, fu raggiunta attraverso la scomposizione e parcellizzazione dei processi di lavorazione nei singoli movimenti costitutivi, cui venivano assegnati tempi standard di esecuzione. Questo processo constava di tre fasi:

  1. analizzare le caratteristiche della mansione da svolgere,
  2. creare il prototipo del lavoratore adatto a quel tipo di mansione,
  3. selezionare il lavoratore ideale, al fine di formarlo e introdurlo nell'azienda.

Nella prima, la direzione d’impresa avrebbe dovuto raccogliere tutte le conoscenze tradizionali che costituivano il patrimonio dei  lavoratori, registrandole e schematizzandole a leggi e regole matematiche, laddove possibile; nella seconda, egli suggerì una selezione definita scientifica dei lavoratori che consistesse nell’osservare il loro comportamento, le loro capacità tecniche, le loro attitudini, oltre che il loro rendimento individuale; in terzo luogo, egli propose la ridistribuzione agli operai delle mansioni osservate, rilevate e schematizzate sulla base della diversità delle abilità di questi.

Il punto chiave è il n° 2, secondo il quale Taylor aveva proposto di identificare per ogni mansione da svolgere un lavoratore adatto al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questo avveniva negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione industriale, quando il fermento tecnologico era un'immediata conseguenza e c'era il rischio di non riuscire ad organizzare nella maniera adeguata il processo produttivo delle nuove industrie.

A seguito dell'alienazione, nella quale all'individuo non era richiesta una specifica conoscenza né una competenza particolare, poiché era semplicemente chiamato ad interagire con una macchina che avrebbe svolto per lui le funzioni prestabilite,

c'era un estremo bisogno di una figura che portasse delle effettive soluzioni a tali scompensi sociali, quali il malessere lavorativo, lo stress quotidiano, il malcontento e la scarsa resa produttiva.[senza fonte]

Tali concetti si sono concretizzati storicamente durante la rivoluzione industriale, dove spesso la mancanza di una abilità necessaria a compiere il lavoro prefissato faceva sì che i proprietari dell'industria prediligessero l'uso di donne e bambini, i quali potevano essere pagati di meno e risultavano più docili.[senza fonte]

La prima introduzione su vasta scala dei metodi tayloristici fu attuata da Henry Ford, che nel 1908 realizzò la catena di montaggio per avviare la produzione del modello T, l'automobile destinata a conquistare il mercato con i suoi prezzi particolarmente competitivi.[senza fonte]

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