Mark Sykes

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Mark Sykes

Mark Sykes (Londra, 16 marzo 1879Parigi, 16 febbraio 1919) è stato un diplomatico britannico.

Il colonnello Sir Mark Sykes fu un viaggiatore inglese, membro del Partito Conservatore e un diplomatico. Durante la prima guerra mondiale firmò assieme a François Georges Picot l'Accordo Sykes-Picot con il quale Francia e Gran Bretagna si spartivano i possedimenti dell'Impero Ottomano in Medio Oriente. Mark Sykes era l'unico figlio di Sir Tatton Sykes e di Christina Anne Jessica Cavendish-Bentinck.

Fin da giovane viaggiò molto con il padre soprattutto in Medio Oriente e nel Mediterraneo ma anche in India, nei Caraibi, in Canada, Messico e negli Stati Uniti. Frequentò l'Università di Cambridge e 25 anni aveva già pubblicato quattro libri: D'Ordel's Pantechnicon (1904), una pariodia delle riviste dell'epoca, D'Ordel's Tactics and Military Training, un'altra parodia e due libri di viaggi, Dar-Ul-Islam (La Casa dell'Islam, 1904) e Through Five Turkish Provinces (1900).

Nonostante fosse l'erede di un baronetto e godesse di vaste proprietà immobiliari nello Yorkshire, Sykes si arruolò nella Seconda guerra boera e combatté in Sudafrica per due anni. Nel 1912 venne eletto in parlamento tra le file dei conservatori nel collegio di Hull Central e presto divenne amico di Lord Hugh Cecil. Durante la prima guerra mondiale Sykes venne posto al comando di un'unità di riservisti, il 5º battaglione dei Green Howards ma non li condusse mai in battaglia.

Il suo talento era stato notato da Lord Kitchener, il ministro della Guerra britannico, che lo inserì nella Commissione de Bunsen incaricata di coadiuvare l'Ufficio per gli affari mediorientali. Proprio in qualità di esperto di Medio Oriente venne incaricato di trovare una sistemazione per quell'area che prevedesse una divisione in due aree di influenza, una francese, l'altra britannica. Sykes partecipò alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919.

Qui incontrò il giovane diplomatico e futuro primo ministro britannico Harold Wilson che di lui scrisse: “È grazie alla sua infinita perseveranza, al suo entusiasmo e alla sua dedizione che il nazionalismo arabo e il sionismo divennero due delle nostre armi migliori durante la guerra”. Sykes morì a soli 39 anni il 16 febbraio 1919, a Parigi, nell'hotel dove risiedeva durante la Conferenza, colpito dall'epidemia di influenza spagnola.

Il suo corpo venne trasportato a Sledmere House, nello Yorkshire, dove è sepolto. Nonostante fosse cattolico venne tumulato nel cimitero della chiesa anglicana di St. Mary. Nel 2007, quasi 90 anni dopo la sua morte, i suoi resti sono stati riesumati per effettuare alcuni studi sull'influenza spagnola. Sykes infatti venne sepolto in una bara foderata di piombo che molto probabilmente ha permesso la conservazione di alcuni virus.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Janet Wallach, Desert Queen, Anchor Books, New York, 1999
  • David Fromkin, A Peace To End All Peace, Avon Books, New York, 1990
  • Benny Morris, Righteous Victims, Vintage Books, New York, 2001
  • Jonathan Cape, Mark Sykes: Portrait of an Amateur, London, 1975
  • Christopher Simon Sykes, The Big House: The Story of a Country House and Its Family, Harper Perennial, London, 2005

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