Maram al-Masri

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Maram al-Masri

Maram al-Masri, anche al-Massri, al-Misri, Misri مرام المصري (Latakia, 2 agosto 1962), è una poetessa e scrittrice siriana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive a Parigi dal 1982 ed è autrice delle seguenti raccolte di poesie:

Il suo stile poetico non si può facilmente inquadrare in una ben precisa corrente letteraria, occidentale o araba. Nello stesso tempo, sembra che abbia fatto scuola tra molte giovani poetesse arabe.

La sua è una poesia d'amore di tipo intimistico, libera nel verso e nella metrica, la cui originalità consiste nella resa, in pochi versi, di immagini poetiche pregnanti e d'effetto, e nella frequente ricerca del verso finale "a sorpresa", ironico o straniante.

Le definizioni di poetessa della naïveté e di poesia di myricae [1] si inseriscono in riferimento al linguaggio usato che risulta, a una prima lettura, ingenuo, scarno e infantile, ma in realtà frutto proprio di quest'attenta ricerca dell'immagine poetica essenziale, racchiusa in poche battute fulminee. Gesti e oggetti quotidiani vengono semantizzati, umanizzati e caricati di forti significati: dal cappotto al bottone, la finestra, la bambola, le caramelle e le bolle di sapone.

Per via della brevità di alcune poesie, scritte come se fossero frammenti, e del loro contenuto amoroso, Guy Bennett [1] ha avuto l'impressione che richiamassero fortemente la poesia di Saffo, per questa tendenza a focalizzarsi su una singola idea o azione.

Queste considerazioni valgono in generale, perché, a un'analisi più approfondita delle sue opere, si ricavano anche altri temi, oltre l'amore, che hanno sempre un sapore autobiografico, come: la solitudine dell'immigrato (la poetessa è di origini siriane ma trapiantata in Francia), la nostalgia della propria terra e la libertà della donna. Cambiando le tematiche, cambia anche il linguaggio che diventa più descrittivo e ornato.

I suoi libri sono stati tradotti in italiano, inglese, francese, corso, serbo-croato e spagnolo. In Spagna, Te miro è rimasto per un mese tra i primi dieci libri di poesia più venduti. Ha scritto anche dei racconti pubblicati in riviste letterarie arabe ed europee. Alcune sue poesie sono state inserite in recenti antologie di poeti arabi contemporanei.

Giudizi critici[modifica | modifica wikitesto]

Giudizi critici positivi sono stati espressi da Adunis e da Michael Binyon[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni in arabo[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni in arabo dei libri di Maram al-Masri:

  • مرام المصري, منذر المصري, محمّد سيدة, أنذرتك بحمامة بيضاء, دمشق, عن الوزارة السورية للتربية والتعليم, ١۹۸٤ (al-Masri Maram, al-Masri Monzer [2], Sayyida Muhammad, Ti minaccio con una colomba bianca, Damasco, ed. Ministero dell’Educazione, 1984)
  • مرام المصري, كرزة حمراء على بلاط ابيض, تونس, دار تبر الزمان, ١۹۹٧ (al-Masri Maram, Ciliegia rossa su piastrella bianca, Tunisi, ed. L’or du temps, 1997)
  • مرام المصري, أنظر إليك, بيروت, شركة المطبوعات للتوزيع والنشر, ٢٠٠٠ (al-Masri Maram, Ti guardo, Beirut, ed. La società della stampa per la distribuzione e la pubblicazione, 2000)

Edizioni tradotte[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni in lingua spagnola[modifica | modifica wikitesto]

  • al-Masri Maram, Cereza roja sobre losas blancas (traduzione spagnola di Rafael Ortega, bilingue arabo-spagnolo), Granada, Editorial, collana “Lancelot”, 2002[3]
  • al-Masri Maram, Te miro (traduzione spagnola di Rafael Ortega, bilingue arabo-spagnolo), Murcia, ed. Lancelot, 2005[4]
  • al-Masri Maram, El retorno (traduzione spagnola di Rafael Ortega), Granada, ed. Universidad de Granada, 2007

Edizioni in lingua francese[modifica | modifica wikitesto]

  • al-Masri Maram, Cerise rouge sur carrelage blanc, trad. fr. (traduzione francese di François-Michel Durazzo), Esch-sur-Alzette (Lussemburgo), editions Phi/Trois-Rivières (Québec), ed. Écrits des Forges, 2003, 2007 (seconda edizione).
  • al-Masri Maram, Je te regarde (traduzione francese di Touria Ikbal, bilingue arabo-francese), Rabat, ed. Marsam, 2003.
  • al-Masri Maram, Doux Leurre (poesie scelte e tradotte in francese da Najeh Jegham in collaborazione con l’autrice, traduzione rivista da Miloud Gharrafi), Toulouse, L’aile éditions, 2004.
  • al-Masri Maram, Je te regarde (nuova traduzione di François-Michel Durazzo in collaborazione con l’autrice), Neuilly-sur-Seine, ed. Al Manar, 2007.
  • al-Masri Maram (poesie di), Youssef Abdelké (disegni di), Je te regarde, Neuilly-sur-Seine, ed. Al Manar, 2007.
  • al-Masri Maram, Je te menace d’une colombe blanche (traduzione in francese di François-Michel Durazzo), Editions Seghers], collana “Autour Du Monde”, settembre 2008[5].
  • al-Masri Maram (poesie di), Héléni Fistili (posfazione di), Khadija Nahar (qualche parola di), Les Âmes aux pieds nus, ed. Le Temps des cerises, 2009.

Edizioni in lingua inglese[modifica | modifica wikitesto]

  • al-Massri Maram, A red cherry on a white-tiled floor: selected poems, trad. ing. di Khaled Mattawa, bilingue arabo-inglese, Tarset, Bloodaxe Books, 2004
  • al-Masri Maram, A Red Cherry on a White-Tiled Floor: Selected Poems (traduzione inglese di Khaled Mattawa), Copper Canyon Press, 2007[6]

Edizioni in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • al-Masri Maram, Ciliegia rossa su piastrelle bianche (traduzione in italiano di François-Michel Durazzo, bilingue arabo-italiano), Genova, ed. Liberodiscrivere, 2005[7]
  • al-Masri Maram, Ti minaccio con una colomba bianca (traduzione in italiano di Bianca Carlino), Liberodiscrivere edizioni, collana “Libero di stile”, ottobre 2008[8]
  • al-Masri Maram, Ti guardo (traduzione dall'arabo di Marianna Salvioli), Multimedia Edizioni / Casa della poesia, 2009

Altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

  • al-Masri Maram, Chjarasgia rossa è pavimentu biancu (traduzione in corso di Ghjacumu Thiers), Ajaccio, ed.Albiana, 2003[9]
  • al-Masri Maram, Crvene trešnje na bijelim pločicama (traduzione in lingua serba di David Šipovski), Zadužbina “Petar Kočić”, Banja Luka – Belgrado, 2006
  • El Masri Maram, Taknisya zeggaghen ghef waggens amellal (traduzione in lingua masira di Brahim Tazaghart), Béjaïa, ed. Tira, marzo 2008

Premi letterari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Banipal (UK) Magazine of Modern Arab Literature - Book Reviews - A Red Cherry on a White-tiled Floor
  2. ^ The Times del 28 agosto 2004, in riferimento all'edizione inglese di Ciliegia Rossa.
  3. ^ Scheda del libro sul sito Unilibro.es.
  4. ^ Scheda del libro sul sito Unilibro.es.
  5. ^ Scheda del libro sul sito dell'editore.
  6. ^ Scheda del libro su Amazon.com.
  7. ^ Scheda del libro sul sito della casa editrice.
  8. ^ Scheda del libro sul sito della casa editrice.
  9. ^ Scheda dell'edizione in lingua corsa sul sito della casa editrice.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]