Luigi Gaetano Marini

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Luigi Gaetano Marini (Santarcangelo di Romagna, 18 dicembre 1742Parigi, 7 maggio 1815) è stato uno storico, archeologo, giurista, epigrafista e filosofo naturale italiano.


Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Filippo Marini e della contessa Francesca Baldini, dopo aver ricevuto una solida educazione di base al collegio di San Marino e al seminario di Rimini, fu in grado di sostenere brillantemente gli studi giuridici e filologici all'Università di Bologna (1762) e in seguito di laurearsi a Ravenna in diritto canonico e civile.

Si recò a Roma nel dicembre 1764, dove divenne amico dei cardinali Alessandro Albani e Giuseppe Garampi. Entrò in relazione con i più noti studiosi del suo periodo e mantenne con loro una intensa corrispondenza. Nel 1772 fu nominato coadiutore di Marino Zampini, prefetto agli archivi del Vaticano e di Castel Sant'Angelo [1]. In seguito, sotto la Repubblica Romana, Marini fu nominato prefetto di ambedue gli archivi, nonché presidente dei Musei Vaticani e della Biblioteca Vaticana[1]. Il 18 agosto 1800, Pio VII lo fece primus custos della biblioteca e prefetto degli archivi. Nel gennaio 1805, fu nominato cameriere d'onore del Papa.

Quando gli archivi della Curia romana furono trasferiti a Parigi da Napoleone, li seguì e raggiunse Parigi l'11 aprile 1810. Dopo la caduta di Napoleone il conte di Artois, vice-reggente e fratello del re, emise un decreto il 9 aprile 1814, per la restituzione alla Santa sede degli archivi, di tutti i documenti e manoscritti, e di diverse altre collezioni. Il 28 aprile i commissari pontifici, de Gregorio, Gaetano Marini, e suo nipote Marino Marini, presero in carico l'intera proprietà; ma Gaetano Marini, che da tempo era malato, morì a Parigi.

Padroneggiava latino, greco ed ebraico, possedeva grandi conoscenze giuridiche, e era interessato ai problemi di filosofia naturale. La sua grande opera sui papiri è un lavoro di riferimento sulle indagini di papiri. Il suo libro sui Fratelli Arvali dell'antica Roma portò alla luce moltissimo materiale nuovo, e il suo aspetto ha creato scalpore. La sua classificazione di cinquemila iscrizioni, sia cristiane e pagane, nella Galleria Lapidaria in Vaticano, gli ha procurato il titolo onorifico di "restauratore" dell'epigrafia latino [2]. Marini era un chierico, ma non un sacerdote. Pregava spesso per ore davanti al Santissimo Sacramento, e andava alla comunione tre volte alla settimana. Durante il suo soggiorno a Parigi, diede in elemosina 3000 scudi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Moroni, Dizionario ..., IV, p. 283.
  2. ^ ["Inscriptiones (solo conservate in manoscritto) christianæ Latinæ et Græcæ ævi Milliarii conlegit digessit adnotationibusque auxit Caietanus Marinus a Bibliotheca Vaticana item a scriniis sedis apostolicæ. Duæ partes"]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Degli Archiatri Pontifici (1784)
  • Gli atti e monvmenti de' fratelli Arvali (1795)
  • I papiri diplomatici (1805)
  • Memorie istoriche degli Archivi... (postuma)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 9835231 LCCN: n87912657