Les biches (Poulenc)

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Les biches
Titolo italiano Le cerbiatte
Lingua originale francese
Paese Francia
Anno 1924
1a rappresentazione 6 gennaio 1924, Teatro del Casinò di Montecarlo
Compagnia Balletti russi
Genere balletto classico
Regia Bronislava Nijinska
Soggetto fiaba tradizionale
Sceneggiatura Jean Cocteau
Produzione Serge Diaghilev
Coreografia Bronislava Nijinska
Musiche Francis Poulenc
Scenografia Marie Laurencin
Les Biches
Compositore Francis Poulenc
Tipo di composizione suite orchestrale
Numero d'opera FP36
Epoca di composizione 1923 (rev.1939)
Dedica Raymonde Linossier[1]
Durata media 12 min ca.
Organico

vedi sotto

Movimenti

vedi sotto

Les biches è un balletto del 1923 scritto dal compositore francese Francis Poulenc (numero di opus: FP36) su commissione dei Balletti russi di Serge Diaghilev, con la sceneggiatura di Jean Cocteau e l'adattamento scenico di Marie Laurencin. Del balletto esiste anche una suite orchestrale, comprendente solo 5 movimenti del balletto originale e priva del coro, rielaborata dallo stesso compositore nel 1939 in versione finale.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Poulenc scrisse la partitura di questo balletto prendendo ispirazione da un quadro di Watteau intitolato "Le Parc aux Biches" rappresentante scene pastoral-idilliache del Settecento francese. A tale ispirazione si aggiunse la richiesta dell'impresario Diaghilev che desiderava un balletto che ricordasse "Les Sylphides" di Alexander Glazunov. Ne uscì una composizione che faceva riferimento sia alle musiche del tardo classicismo che alle sonorità più alla moda in quegli anni, costituite da modalità e influssi jazz (si veda il chiaro esempio del "Rag mazurka"). L'originalità di questo balletto risiede anche nell'inserimento del coro misto posizionato dietro la scenografia o, comunque, nascosto al pubblico, elemento presente nella musica dell'epoca solo nel "Dafni e Cloe" di Ravel.

Il soggetto[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si svolge in un ricco salone di una casa borghese dove una elegante signora (L’Hôtesse) intrattiene i convenuti: ci sono tre giovani ragazzi desiderosi di mostrare le loro abilità fisiche, c'è una strana ragazza vestita di blu (La Dame en Bleu), una coppia di ragazze vestite di grigio e tre altre giovani che portano dei lunghi pennacchi in testa e delle sigarette con il bocchino[2]. Come già detto, il soggetto è tratto da un dipinto di Watteau, trasformato in sceneggiatura dall'abile Jean Cocteau che, come fece per "Le Train Bleu" di Darius Milhaud costruisce una storia fantastica, quasi surreale che non parla di nulla di concreto ma si limita a dipingere le trasgressioni amorose di tre giovani ragazzi e le ambigue relazioni erotiche delle ragazze[3] in un contesto che è la parodia dell'idilliaco '700 ma è allo stesso tempo l'esatta fotografia della vita dei giovani borghesi degli anni venti. Leon Botstein scrisse che "il soggetto del balletto, se ve n'è uno, è il piacere sessuale"[4]. La leggerezza, la sensualità e l'ambiguità di questo soggetto fecero dire a Cocteau:

« Insomma con questo balletto sapete cosa sembra di vedere? Dalla casa di fronte, una mano maliziosa, perfida, abile, con uno specchietto dirige un raggio di sole su un viso di donna[5] »

Movimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Rondeau
  • Adagietto
  • Rag Mazurka
  • Andantino
  • Final

La prima esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

La première del balletto avvenne il 6 gennaio 1924 al Teatro del Casinò di Montecarlo per opera dei Balletti russi, ed ebbe per protagoniste la stessa coreografa Bronislava Nijinska nel ruolo principale e Vera Nemtchinova in quello di co-protagonista. Le scenografie e i vestiti furono di Marie Laurencin mentre la direzione dell'orchestra fu affidata a Ernest Ansermet.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

L'organico richiede 2 flauti con ottavino, 2 oboi con corno inglese, 2 clarinetti con clarinetto basso, 2 fagotti con controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, percussioni, celesta, arpa e archi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ duepuntiedizioni.it
  2. ^ dal sito di Mara Galeazzi
  3. ^ Scheda del balletto
  4. ^ Programma di sala per un'esecuzione della suite orchestrale
  5. ^ Il Gallo e l'Arlecchino, Firenze 1987, Passigli, pag.101

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]