La preda umana

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La preda umana
Titolo originale Run for the Sun
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1956
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventuroso
Regia Roy Boulting
Soggetto Dudley Nichols, Roy Boulting
Produttore Ross-Field Corporation
Distribuzione (Italia) Dear
Fotografia Joseph La Shelle
Montaggio Frederic Knudtdon
Musiche Frederick Steiner
Scenografia Alfred Ybarra
Costumi James H. Garlock
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La preda umana (Run for the Sun) è un film del 1956 diretto da Roy Boulting, interpretato da Richard Widmark, Jane Greer e Trevor Howard, tratto dal racconto La preda più pericolosa (The Most Dangerous Game) del 1924 di Richard Connell.

Il film si ispira sia al classico Pericolosa partita (1931), diretto da Irving Pichel e Ernest B. Schoedsack, e interpretato da Joel McCrea, Fay Wray e Leslie Banks, sia al remake A Game of Death (1945), diretto da Robert Wise e interpretato da John Loder.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La giornalista Kathy Connors giunge nello sperduto villaggio messicano di San Marcos, dove intende ritrovare e intervistare lo scrittore Michael Latimer, un celebre autore di romanzi d'avventura, che da tempo è scomparso dalla scena letteraria e ha fatto perdere le proprie tracce.

Kathy prende alloggio al Gran-Hotel di San Marcos e, la sera stessa, finge di incontrare casualmente Latimer, anch'egli ospite dell'albergo, senza rivelargli di essere una giornalista, ma esprimendogli fervida ammirazione per i suoi romanzi. Latimer non crede alla casualità dell'incontro ma ne è divertito, tanto che simpatizza per Kathy e la invita a una battuta di pesca l'indomani mattina.

I due trascorrono molto tempo insieme nei giorni successivi, ma Latimer, in preda a una forte crisi esistenziale, presto torna a rifugiarsi nell'alcol senza più uscire dalla sua stanza. Kathy, dopo aver comunicato telefonicamente al suo redattore di non voler più realizzare il servizio su Latimer, si reca dallo scrittore e questi le narra le vicissitudini, culminate con il tradimento da parte dell'amata moglie durante una partita di caccia grossa in Africa, che lo hanno portato a isolarsi a San Marcos e a smettere di scrivere.

Kathy decide di ripartire immediatamente per gli Stati Uniti ma, mentre sta lasciando l'albergo, viene intercettata da Latimer che le offre di accompagnarla a Città del Messico con il suo aeroplano biposto. Mentre si imbarca sul velivolo, Kathy appoggia la propria borsetta, contenente una penna magnetica, accanto agli strumenti della cabina di pilotaggio, danneggiandoli inconsapevolmente. Durante il volo, su richiesta di Latimer, la giornalista gli scrive il proprio indirizzo, completo dell'indicazione della rivista per cui lavora, su un foglietto che però Latimer intasca subito senza averlo letto, e quindi senza scoprire la vera identità di Kathy.

L'alterazione agli strumenti di bordo coglie di sorpresa Latimer, che all'improvviso scopre di non essere sulla rotta per Città del Messico ed è costretto a un atterraggio di fortuna nel mezzo della giungla messicana, causa la mancanza di carburante. I due sopravvivono alla manovra di emergenza, vengono subito soccorsi da un gruppo di cacciatori, accompagnati da un branco di cani dobermann, e condotti a una vicina fattoria di proprietà di un certo Browne, un misterioso inglese che dichiara di conoscere di fama Latimer e di aver letto tutti i suoi romanzi.

Durante la cena, Latimer e Kathy conversano con Browne e con il suo socio Van Anders, un archeologo olandese che sta cercando tracce di una civiltà pre-Maya nella zona. Latimer è perplesso circa l'identità di Browne, che ritiene di aver già conosciuto in passato. Malgrado la naturalezza del comportamento, i modi ingannevolmente soavi di Browne e Van Anders destano infatti forti sospetti in Latimer, soprattutto quando i due dichiarano di tenere alla fattoria i feroci dobermann, unicamente per garantire la disciplina tra i loro lavoranti indigeni e per costringerli a non allontanarsi la sera dalla fattoria.

Le perplessità di Kathy e Latimer aumentano quando, l'indomani mattina, essi non trovano più il loro aeroplano nel punto dell'atterraggio forzato. Browne ipotizza che sia stato rimosso dagli indigeni, ma nel frattempo ha perquisito i bagagli dei due, trattenendo la pistola di Latimer e dichiarando di aver trovato i loro effetti personali in una delle capanne dei lavoranti. Dopo aver notato che alla fattoria non c'è nemmeno un volume di archeologia, anche Kathy inizia a condividere i sospetti di Latimer. Non essendoci alcuna possibilità per Latimer e Kathy di trasmettere messaggi all'esterno, Browne e Van Anders si limitano a sintonizzare per loro la radio su un notiziario, da cui si apprende che le ricerche dell'aereo scomparso sono risultate al momento vane. Il cronista fa cenno alla vera identità di Kathy e alla sua professione di giornalista, scatenando quindi l'ostilità di Latimer, che si sente ingannato dalla donna.

Nella notte, Latimer esplora da solo la fattoria e scopre un'officina segreta, dove trova pezzi del suo aereo, la sua pistola scomparsa e un gran numero di fucili. La mattina seguente, malgrado il rancore per l'inganno di lei, Latimer comunica a Kathy la sua scoperta e i due si avviano per i dintorni, fingendo di fare una passeggiata innocente. Trovano un altro aereo, evidentemente di proprietà di Browne e sorvegliato a vista da uno dei suoi uomini, che poi si reca dal suo superiore a riferire. Rientrati alla fattoria, Latimer si rende finalmente conto di quale sia l'identità di Browne, ascoltandone il timbro di voce senza essere visto. I due anfitrioni vengono pertanto smascherati: Browne è un diplomatico inglese che, durante la seconda guerra mondiale, ha tradito la patria e si è stabilito in Germania, facendo propaganda antibritannica attraverso una serie di proclami radiofonici. Van Anders, cognato di Browne, è invece il colonnello tedesco Von Andre, uno dei più noti e peggiori criminali di guerra nazisti, responsabile di diversi massacri di civili inermi.

Consapevole dell'incerto destino che li attende, Latimer tenta di contrattare con Browne e Van Anders la liberazione di Kathy e la promessa di tacere su quanto ha scoperto, ma i due uomini rifiutano e costringono la coppia a restare nella fattoria, in attesa di decidere della loro sorte.

Latimer e Kathy si danno alla fuga la notte stessa, tentando invano di impadronirsi dell'aereo di Browne. Questi e Van Anders si accorgono subito dell'accaduto e iniziano ad inseguire i fuggitivi con l'ausilio dei dobermann. Latimer e Kathy vengono aiutati da uno dei lavoranti indigeni, che consegna loro un machete per aprirsi la strada nella giungla, liberando inoltre un puma che distoglie momentaneamente i cani dall'inseguimento.

La fuga è lunga ed estenuante, il percorso attraverso la foresta è particolarmente difficoltoso, e offre ai due disperati soltanto frutti selvatici e pesce per nutrirsi. Lo spirito di avventura e di iniziativa consente comunque a Latimer di mantenere il vantaggio sugli inseguitori, grazie anche all'ideazione di una trappola che neutralizza uno degli uomini di Browne ormai troppo vicino a raggiungerli. I fuggitivi continuano il percorso attraverso il tratto basso di un fiume, il che consente loro di confondere l'olfatto dei cani e di far perdere le proprie tracce. Nascostisi in una grotta, Latimer e Kathy vedono inseguitori e cani che oltrepassano il luogo e proseguono senza avvertire la loro presenza. Decidono così di fermarsi a riposare nella grotta e di tornare indietro l'indomani all'alba per tentare nuovamente il recupero dell'aereo di Browne.

Solo in quel momento Latimer ritrova in tasca il biglietto scritto da Kathy il giorno della partenza e comprende che la ragazza non aveva inteso di ingannarlo oltremodo. I due si riconciliano e capiscono di amarsi. Dopo poche ore di riposo vengono svegliati di soprassalto dall'abbaiare dei cani: Browne e Van Anders sono di ritorno e li stanno ancora una volta raggiungendo. Latimer e Kathy si trascinano nuovamente attraverso la giungla, stremati, cedendo sempre di più il terreno agli inseguitori.

Dopo essere stato raggiunto e aggredito con ferocia da un paio dei dobermann, Latimer riesce a liberarsi al termine di una lunga lotta e, pur ferito, raggiunge una delle capanne della fattoria e vi si barrica dentro con Kathy. Mentre Van Anders va a chiamare i lavoranti per sfondare la porta, Browne tenta di convincere Latimer a consegnarsi. Lo scrittore ha l'ultima decisiva intuizione per salvare la sua vita e quella di Kathy: ricorrendo a una pallottola che tiene sempre con sé come portafortuna (proveniente dal fucile di un soldato tedesco che Latimer riuscì a sopraffare all'epoca in cui era corrispondente di guerra), egli riesce a sparare un solo colpo attraverso un foro nel legno della porta, colpendo Browne alla schiena e uccidendolo.

Latimer e Kathy riprendono la corsa verso l'aereo, lo raggiungono e salgono a bordo mentre sta sopraggiungendo Van Anders con i suoi uomini. Riuscito a decollare in extremis con Kathy, durante la manovra Latimer investe Van Anders che sta tentando invano di sparare contro il velivolo. Latimer conclude felicemente il decollo, dirigendosi con l'amata Kathy verso la definitiva salvezza.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hollywood 1930/1959 di Mario Guidorizzi Verona 1986

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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