Istituto Giannina Gaslini

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Istituto Giannina Gaslini
Stato Italia Italia
Località Genova
Indirizzo Largo Gerolamo Gaslini
Fondazione 15 maggio 1938
Posti letto 516
Numero ricoveri annui 44.000
Numero impiegati 2.000
Direttore generale Paolo Petralia
Direttore sanitario Silvio Del Buono
Direttore amministrativo Paolo Faravelli
Sito web http://www.gaslini.org/

L'Istituto Giannina Gaslini è un importante ospedale pediatrico situato a Genova Quarto, a pochi metri dal mare, fondato da Gerolamo Gaslini, conte di san Gerolamo, su progetto dell’architetto Angelo Crippa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L’idea di costruire questa grande opera nasce in Gerolamo Gaslini durante la prima guerra mondiale, subito dopo la prematura scomparsa della figlia Giannina nel 1917 per una peritonite non diagnosticata in tempo. Idea che si concretizza nel 1921 quando prende contatti con l’allora presidente degli Ospedali civili di Genova, Mattia Moresco. Il suo progetto sin dall’inizio non è quello di costruire un normale ospedale, anche se necessario in un paese molto arretrato in campo sanitario, ma una struttura dedicata alla “cura, difesa e assistenza dell’infanzia e della fanciullezza[1]. Solo che, per diversi motivi, i tempi si allungano e soltanto nel 1938 ha luogo a Palazzo Venezia un’udienza interamente dedicata all'Istituto, grazie anche a Mussolini che ne ha preso a cuore la nascita e che parteciperà all’inaugurazione prevista per il 15 maggio.

Gerolamo Gaslini e la moglie Lorenza decidono di finanziare quest'opera come impegno per sostenere la sanità e sperare che la sorte della figlia sia evitata a tutti i bambini e fanciulli [2] . Gaslini si dedica tanto a quest’ospedale che verrà definita come la sua Passione [3]; non è una semplice struttura che finanzia come qualsiasi altra impresa, ma è un impegno che lui stesso decide di prendere mettendo in campo tutte le sue conoscenze e le sue capacità finanziare e imprenditoriali, risultando un vero innovatore in un campo fino ad allora estraneo a lui, quello sanitario[4].

La struttura viene inaugurata il 15 maggio 1938 [5], con la presenza straordinaria di Mussolini che ne è stato sempre un sostenitore, e già nel 1939 viene riconosciuto come l’ospedale pediatrico di prima categoria. Durante la seconda guerra mondiale oltre che a continuare la sua normale attività, l’ospedale si presta anche a curare i feriti di battaglia. Inoltre, il famoso conte di San Gerolamo, già in vita decide di donare l’intero patrimonio all’istituto pediatrico da lui fondato, tanto che anche la moglie e la figlia Germana rinunciano all’eredità. Tutta questa sua dedizione nasce dal fatto di voler rendere massima l’efficienza della struttura pubblica di così tanta importanza per la cura e la ricerca per la salute dell’infanzia. I soldi da lui investiti sono circa 55 milioni mentre le spese di gestione sono a carico degli enti coinvolti. E sono continui anche gli aiuti finanziari dei suoi uomini di fiducia con lo scopo di fronteggiare la crisi degli ospedali civili durata tra il 1943 e 1945.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La struttura è organizzata in padiglioni immersi nel verde e affacciati sul mare della riviera ligure. Il progetto è stato realizzato dall'architetto Angelo Crippa e prevedeva un enorme complesso di 17 edifici su un terreno complessivo di 64.000 metri quadrati comprensivi di spaziosi giardini, strade interne e vialetti. Dopo sei anni di lavori di costruzione questi spazi oggi comprendono gli ambulatori, l’università, padiglioni speciallizzati nelle cure di malattie infettive, la scuola per infermiere pediatriche e l’istituto di rieducazione psichica e morale dell’infanzia deficiente e anomala. Quindi una struttura polifunzionale a dir poco all’avanguardia, senza togliere il merito di aver costruito un’opera centrata sulla tutela della salute e del bambino e sull’uguaglianza del trattamento. Come afferma lo stesso Gaslini non opera ospedaliera pura; ma un istituto complesso di assistenza in generale, per tutta l’infanzia abbandonata e sofferente[6].

Dopo la seconda guerra mondiale, a seguito dei danni subiti dall'Istituto, Gerolamo Gaslini si impegna a ripristinarne la funzionalità e a potenziarne le capacità. In particolare si aggiungono 5 nuovi centri di indagine clinica, cura e assistenza (immaturi, auxologico, streptomicinico, ortottico, antipoliomielitico); quattro nuovi reparti: chirurgia sperimentale, anatomia e istologia patologica, fisioterapia e cateterismo cardiaco, tre nuove divisioni ospedaliere e tre ambulatori; accoglie nuove cliniche universitarie come quella ortopedica e traumatologica [7].

Dotato di un laboratorio di analisi tra i più avanzati e avveniristici dell'area mediterranea, oggi, l'Istituto Giannina Gaslini, è considerato uno dei maggiori istituti pediatrici d'Europa, conosciuto non solo in Italia, ma anche a livello mondiale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paride Rugafiori, Rockfeller d'Italia, Gerolamo Gaslini imprenditore e filantropo, Donzelli Editore, Roma 2009, pp. 206

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit., pp. 78-79.
  2. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit., p. 157.
  3. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit.
  4. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit.
  5. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit., p. 83.
  6. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit., p. 81.
  7. ^ Rugafiori, Rockefeller d'Italia, op. cit., pp. 113-114.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]