Isoglossa

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Rappresentazione di alcune isoglosse nell'arcipelago delle Isole Fær Øer

Isoglossa è parola composta dal prefisso greco ισο- (derivato dall'aggettivo ἴσος, "uguale") e da γλῶσσα, "lingua".

Un'isoglossa è una linea che, su una carta geografica, delimita la zona di un territorio che condivide un tratto linguistico comune, di qualunque tipo esso sia: lessicale, fonetico (in questo caso alcuni usano il termine isofona), morfologico o sintattico. Si noti che un'isobara e un'isoipsa, o curva di livello, sono linee che invece uniscono la prima i punti con una medesima pressione atmosferica e la seconda i punti che si trovano alla stessa altitudine.

Per estensione i linguisti chiamano isoglossa anche il tratto linguistico condiviso dai parlanti della zona compresa.

Si dice che la lingua/dialetto A e la lingua/dialetto B condividono o non condividono una data isoglossa a seconda che abbiano in comune o meno quel certo tratto o fenomeno linguistico. Di fatto, un'isoglossa segna il confine tra due aree che presentano una o più differenze linguistiche. Essa è impiegata, soprattutto dai dialettologi, per distinguere le varietà dialettali di una determinata zona geografica.

L'isoglossa più importante della penisola italiana è la linea Massa-Senigallia, detta anche La Spezia-Rimini, che divide le parlate settentrionali, fra le quali i più estesi sono dialetti gallo-italici (il gallico era una delle antiche lingue celtiche), le quali documentano alcuni fenomeni linguistici caratteristici comuni.

Ad esempio, i dialetti settentrionali attestano una sistematica lenizione, o sonorizzazione, delle consonanti sorde in posizione intervocalica, mentre l'italiano standard, derivato dal toscano (specialmente fiorentino) che territorialmente si trova al di sotto dell'isoglossa La Spezia-Rimini, non presenta che eccezionalmente il fenomeno (la parola luogo, da lat. locus, è uno dei pochi esempi). La stessa assenza è riscontrata nei dialetti italiani meridionali. Ebbene, la lenizione intervocalica è un fenomeno riscontrabile in tutte le lingue attuali che hanno come sostrato una lingua celtica, cioè in tutta la cosiddetta Romania (pron. Romània) occidentale, che comprende, per indicare soltanto le lingue maggiori, lo spagnolo, il portoghese, il francese e, appunto, i dialetti gallo-italici del nord-Italia. Molti studiosi attribuiscono pertanto la lenizione dei dialetti gallo-italici proprio al sostrato gallico.

La seconda isoglossa più importante è quella Ancona-Roma, che individua il limite tra le parlate centrali e quelle del Mezzogiorno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Tagliavini, Le origini delle lingue neolatine. Bologna, Pàtron, 19695, pp. 131-139.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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