Inghilterra-Ungheria 3-6

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Il 25 novembre 1953 le Nazionali di Inghilterra e Ungheria, allora campione olimpica e imbattuta da 24 incontri, disputarono un'amichevole a Wembley: la gara è passata alla storia per il successo ungherese, col risultato di 6-3, che dimostrò una superiorità tecnica e tattica.

La situazione prima dell'incontro[modifica | modifica wikitesto]

Fino ad allora, l'Inghilterra era stata battuta tra le mura amiche in una sola occasione: nel 1949, per mano dell'Irlanda. All'epoca la Federcalcio nazionale era nota per l'atteggiamento di superiorità che lasciava trasparire: gli inglesi si ritenevano, in quanto inventori del calcio, tatticamente superiori a tutti mentre metodi di allenamento e schemi di gioco di derivazione straniera venivano ignorati. La Nazionale scendeva spesso in campo con il sistema (o WM), un modulo ormai obsoleto: per giunta, l'allenatore Walter Winterbottom era alla sua prima esperienza professionistica.

Dal canto suo, l'Ungheria era soprannominata squadra d'oro per lo spettacolo che era solita offrire: la squadra era nata da un progetto del CT Gusztáv Sebes, desideroso di promuovere tale sport in uno Stato comunista. Le caratteristiche di gioco dell'Ungheria erano, almeno in parte, assimilabili al calcio totale ed improntate ad un gioco offensivo: il ruolo del cosiddetto centravanti di manovra era ricoperto da Nándor Hidegkuti.

L'incontro[modifica | modifica wikitesto]

Il match è stato giocato il 25 novembre 1953, di fronte a 105.000 spettatori, a Wembley. Gli inglesi schieravano il consueto modulo WM e potevano contare su giocatori del calibro di Stanley Matthews, Stan Mortensen, il portiere Gil Merrick, il futuro CT Alf Ramsey e il capitano Billy Wright, che era ampiamente considerato come uno dei migliori difensori al mondo. D'altra parte gli ungheresi puntavano sul loro innovativo modulo creato proprio dal commissario tecnico Gusztáv Sebes, e schieravano giocatori come József Bozsik a centrocampo, Nándor Hidegkuti libero di muoversi sulla trequarti e in attaco, le punte Ferenc Puskás e Sándor Kocsis, che sfruttavano la profondità fornita dai centrocampisti Zoltán Czibor e László Budai.

Primo Tempo[modifica | modifica wikitesto]

L'Ungheria passò subito in vantaggio al primo minuto con una rete di Hidegkuti che trafisse con facilità Merrick. Fin dall'inizio dell'incontro fu evidente come gli ungheresi sovrastavano in tecnica il modulo degli inglesi, e come superavano con facilità la loro difesa. Gli inglesi erano in difficoltà specialmente a centrocampo, dove Johnston non riusciva a contrastare in nessun modo gli avversari, liberi di vagare per il campo. L'Inghilterra riuscì comunque a produrre alcune buone azioni offensive e Mortensen lanciò a rete Sewell, che al quindicesimo batté Grosics per il pareggio.

Tuttavia l'Ungheria si dimostrò molto aggressiva e andò poco dopo a segnare il gol del 1-2 ancora una volta con Hidegkuti. I magiari non si fermarono e marcarono anche il terzo gol, stavolta con Puskás, l'azione che portò a questa rete fu memorabile: l'attaccante ungherese saltò il capitano inglese Wright utilizzando un drag-back ovvero facendo scivolare il pallone all'indietro per poi beffare l'avversario con un tiro a incrociare che trafisse il portiere. Al 27' Puskás segnò il quarto gol deviando una punizione di Bozsik. L'Inghilterra si riprese e andò a sfiorare la rete del 2-4 con un tiro di Robb, respinto da Grosics e poi segnò con Mortensen. Il primo tempo fu chiara immagine della netta superiorità sul campo della nazionale Ungherese.

Secondo Tempo[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo tempo si svolse nello stesso modo del primo: completo dominio ungherese sia tecnicamente che tatticamente, con la squadra inglese che giocava disordinatamente. Bozsik al cinquantaduesimo minuto segnò il gol del 2-5; Hidegkuti completò la sua tripletta personale con un tiro al volo al 55': 2-6. L'Inghilterra riuscì ad alleggerire il parziale con un gol di Ramsey su calcio di rigore. Per il resto l'Ungheria mantenne il controllo totale dell'incontro chiudendo con 35 tiri in porta contro i soli cinque della squadra avversaria.

Tabellino[modifica | modifica wikitesto]

Londra
25 novembre 1953
Inghilterra Inghilterra 3 – 6
referto
Ungheria Ungheria Wembley
Arbitro Paesi Bassi Horn

Le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La vittoria magiara andò ben oltre il successo sul rettangolo verde: vincendo l'incontro, gli ungheresi divennero i primi europei ad espugnare Wembley (fino ad allora, mai violato da formazioni del vecchio continente). Dopo questo match e le conseguenze che ebbe in patria, la Federcalcio inglese chiese e ottenne di disputare una rivincita per poter recuperare l'onore perduto e dimostrare che la sconfitta di Wembley era stata solo un caso. La rivincita si tenne a Budapest, il 23 maggio 1954, ma non andò come i britannici si aspettavano, poiché l'Ungheria non solo riuscì ad imporsi nuovamente, ma inflisse agli inglesi un passivo ancora più umiliante (7-1, tuttora la peggiore sconfitta di sempre della nazionale inglese).

Le due brucianti sconfitte riportate nell'arco di pochi mesi si tradussero in un pesante impatto sul calcio inglese: in seguito, le squadre britanniche modificarono sostanzialmente il proprio metodo di allenarsi e di stare in campo. Tali cambiamenti segnarono, di fatto, la chiusura di un'era: quella del WM. L'incontro rimane celebre anche per le conseguenze, sia pur inizialmente involontarie, a cui ha portato: nei mesi seguenti al successo di Wembley, i calciatori magiari presero ad autoproclamarsi campioni del mondo. Da questo momento l'Ungheria iniziò a porsi come obiettivo la vittoria al successivo campionato del mondo.

Analisi della partita e successive discussioni[modifica | modifica wikitesto]

Il risultato è stato principalmente determinato dall'impreparazione e dall'ingenuità tattica di Winterbottom, soprattutto il centrocampo inglese era totalmente fuori posizione e non riusciva a sostenere l'impeto degli avversari. L'utilizzo di Puskás e di Kocsis in attacco si dimostrò una mossa ben più che azzeccata, visto che la difesa britannica si trovò spaesata e incapace di marcarli. I giocatori magiari avevano anche il vantaggio di giocare insieme anche a livello di club e questo portò a una maggiore efficacia in campo: il giornalista Pat Ward-Thomas del Guardian disse:

"L'immenso vantaggio di giocare insieme molto spesso, con un sistema di allenamento migliore (gli Ungheresi cercavano sempre i giocatori più tecnici e capaci di esprime un gioco più spettacolare) e la loro intesa sul campo erano straordinari".

Il Guardian scrisse anche che l'Inghilterra prima di quel match si credeva tra le più grandi al mondo, ma a incontro concluso, fu evidente quanto gli inglesi avessero dovuto fare prima di poter tornare ai vertici del calcio mondiale. Si disse che la squadra britannica era lenta e impacciata, e di tutto l'undici messo in campo da Winterbottom si era salvato solo Stanley Matthews[1]. Sir Bobby Robson commentò la partita dicendo:

"Oggi abbiamo visto uno stile di gioco, degli schemi, una squadra che non avevamo mai visto prima. Non conoscevamo Puskás, non sapevamo nulla di questi fantastici giocatori, pare che siano marziani. Sono venuti in Inghilterra, sono venuti a Wembley, non avevamo mai perso a Wembley, pensavamo che questa partita finisse 3-0, 4-0 o addirittura 5-0, l'Inghilterra che umilia un piccolo stato. E invece siamo stati umiliati, la nostra difesa veniva trafitta ogni istante, il nostro modulo è risultato impotente contro la loro brillantezza di gioco. Prima di questa partita pensavamo di essere i padroni del calcio, professori che insegnavano a giocare agli altri, ora siamo solo semplici alunni"[2]

Anche il capitano Billy Wright commentò l'incontro dicendo:

"Abbiamo completamente sottovalutato i nostri avversari e non solo sul piano tattico [3], quando stavamo entrando in campo, mi abbassai e vidi ai piedi degli Ungheresi uno strano tipo di scarpette, come degli stivaletti tagliati al malleolo, mi girai verso Stan Mortensen e gli dissi: Stan, siamo apposto oggi, questi non hanno nemmeno le scarpette giuste[4]"

Sei giocatori della nazionale Inglese (Bill Eckersley, Alf Ramsey, George Robb, Harry Johnston, Stan Mortensen e Ernie Taylor, questi ultimi tre militanti nel Blackpool) dopo questo incontro non vennero mai più convocati in nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hungary's Famous Victory
  2. ^ http://www.zoltech.net/h/hufoci.html
  3. ^ Peter Gillatt, Blackpool FC on This Day: History, Facts and Figures from Every Day of the Year, Pitch Publishing Ltd, 30 novembre 2009, ISBN 1-905411-50-2.
  4. ^ Puskás on Puskás, Hardcover: 240 pages. Publisher: Robson Books Ltd (23 Oct 1998) ISBN 1-86105-083-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]