Il tempo delle mele
| Il tempo delle mele | |
|---|---|
Una scena del film. |
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| Titolo originale | La Boum |
| Paese | Francia |
| Anno | 1980 |
| Durata | 110 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | commedia romantica |
| Regia | Claude Pinoteau |
| Soggetto | Claude Pinoteau, Danièle Thompson |
| Sceneggiatura | Claude Pinoteau |
| Fotografia | Marc Goldstave Dreville, Edmond Sechan |
| Montaggio | Marie-Josephe Yoyotte Ayers |
| Musiche | Vladimir Cosma |
| Scenografia | Jacques Bufnoir Ayers |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Il tempo delle mele (il titolo originale è La Boum, "La Festa") è un film francese del 1980 diretto da Claude Pinoteau.
Il film, che ebbe uno straordinario successo di pubblico in tutto il mondo, rappresentò l'esordio cinematografico di Sophie Marceau, protagonista nel ruolo di una studentessa tredicenne.
Indice |
[modifica] Trama
Il film è ambientato a Parigi e il racconto si apre sul primo giorno di scuola di Victoire "Vic" Berreton (l'attrice Sophie Marceau, doppiata in italiano da Susanna Fassetta), durante il quale vengono presentati al pubblico coloro che diventeranno i compagni di classe e i protagonisti di mille avventure quotidiane. Il film finisce il giorno del 14º compleanno della protagonista, per il quale viene finalmente organizzata l'agognata "festa".
Nel corso del film, Vic avrà modo di conoscere il primo grande amore, Mathieu, e di trepidare per le prime emozioni, le prime gelosie e i primi conflitti generazionali con i genitori François, dentista, e Françoise, illustratrice. Su tutto questo, si snodano le vicissitudini sentimentali dei genitori di Vic, basate sul tradimento reciproco, cui la protagonista risponde affidandosi alle attenzioni della bisnonna Poupette, arzilla ottantacinquenne prodiga di consigli e di cattivi esempi (e vera outsider del film).
L'ultima scena, della durata di pochi secondi, vede Vic interessarsi già ad un nuovo amore: ciò sottolinea la fugace intensità - e la contemporanea fragilità - dei rapporti sentimentali nei primi anni dell'adolescenza.
[modifica] Cast
Per scegliere il gruppo principale, la produzione valutò attentamente dai 3000 ai 4000 giovanissimi[1], sottoponendoli ad una selezione definita «sfibrante» (tutti i ragazzi dovettero recitare la medesima scena, ovvero il momento dell'invito di Raoul alla festa, rivolto a Pénélope e Vic di fronte alla scuola)[1]; alla fine vennero scelti:
- Pénélope (Sheila O'Connor), la migliore amica di Vic, ragazza alternativa ed emancipata;
- Samantha (Alexandra Gonin), sorellina di Pénélope, bambina minuta e irresistibile, ballerina dell'Opéra (anche nella realtà);
- Mathieu (Alexandre Sterling), ragazzo ombroso e affascinante, che diverrà il grande amore di Vic;
- Arnaud (Laurent N'Diaye), meticcio spensierato e ballerino eccezionale;
- Stéphane (Jean-Philippe Léonard), classico "sfigato" anni Ottanta, con apparecchio per i denti e lenti a fondo di bottiglia;
- Jean-Pierre (Christopher Beaunay), teppistello sfrontato, capellone e smaliziato, con la passione per il rock;
- Raoul (Alain Beigel), ragazzo di mondo, amico di tutti e organizzatore della prima festa (la prima e vera "Boum");
Qualche giorno prima la chiusura delle audizioni, la produzione non aveva ancora scelto la protagonista. Nonostante i responsabili e lo stesso Claude Pinoteau avessero setacciato per mesi (nel vero senso della parola) i cortili delle scuole, i centri sportivi e le società di casting alla ricerca di una 'illuminazione', si presentò spontaneamente, accompagnata dal padre, Sophie Danièle Sylvie Maupu, che venne archiviata con il numero 42 di quella giornata. Il regista venne colpito sia dal fascino della ragazzina che dall'intensità del provino: nacque così artisticamente Sophie Marceau.[1] Il progetto acquisì una protagonista importante, se non fondamentale, mentre il neonato decennio aveva già cristallizzato un'icona indimenticabile.
[modifica] Impatto culturale
Il titolo uscì nelle sale francesi il 17 dicembre 1980, giungendo in Italia un anno dopo. Inizialmente snobbato da pubblico e critica ed etichettato come "banale storiella per ragazzini", il film si trasformò rapidamente in un fenomeno popolare, cinematografico e internazionale, con oltre 4 milioni di spettatori in Francia e oltre 15 in tutta Europa, segnando fortemente l'immaginario collettivo di una generazione e diventando immediatamente icona dei neonati e disimpegnati anni Ottanta[1]. Come tutti i grandi fenomeni popolari, il film diffuse consuetudini all'epoca semi-sconosciute come "il quarto d'ora all'americana", ovvero le ragazze che scelgono il ragazzo con cui ballare, la discoteca riservata all'uso dei pattini a rotelle, l'appuntamento con gli amici minorenni al McDonald's che, all'epoca, non era ancora presente in Italia. Il personaggio di Vic frequentava una scuola di danza indossando gli scaldamuscoli al polpaccio (come anche nel sequel), con ripercussioni inimmaginabili sulla moda adolescenziale di allora (altri abiti cult saranno la "salopette" celeste indossata da Vic e le tute da ginnastica usate come vestito diurno per il liceo; per non dire delle pettinature, femminili e maschili).
Così come "La febbre del sabato sera" divenne sinonimo di Discomusic e di locali da ballo, contribuendo nel contempo alla diffusione del fenomeno, alla sua affermazione, segnando profondamente i costumi degli adolescenti fine anni 'Settanta, così "Il tempo delle mele" è divenuto referente per la generazione immadiatamente successiva, consacrando il sano e spensierato divertimento - scevro dalle rivendicazioni politiche del decennio precedente - caratterizzato da festicciole pomeridiane tra gli studenti delle scuole medie e superiori, i quali a loro volta ricorderanno le finestre oscurate per creare atmosfera, le bibite, il ballo e soprattutto i primi innamoramenti tra coetanei inseguendo il sogno del cosiddetto grande amore. Una tematica, questa, fortemente sottovalutata dagli adulti dell'epoca che, quasi "intimoriti" dalla popolarità del film e dalle manifestazioni pubbliche di fanatismo nei confronti dei protagonisti (oggetto di un vero e proprio culto, espresso anche tramite poster e riviste specializzate), avviarono profonde discussioni ed intimi confronti sull'assenza di dialogo tra adolescenti e genitori, sul potenziale sentimentale dei ragazzini e sull'emancipazione sessuale degli adolescenti più giovani.
In realtà la Gaumont (casa di produzione francese che ha ottenuto con La Boum uno dei maggiori successi commerciali di sempre[1]) intuì che esisteva un nuovo pubblico cui rivolgersi, sensibile e per certi versi già maturo nella percezione, assieme alle nuove tendenze culturali in atto tra i giovanissimi (disimpegno, maggiore dedizione all'intimo privato e meno al politico rispetto alla generazione precedente, emancipazione morale e culturale).
La protagonista Sophie Marceau, in particolare, divenne oggetto di vero e proprio culto da parte dei coetanei spettatori: durante la tournée italiana di promozione al film, nel 1981, si registrarono 25 feriti a Napoli e 1 a Roma causati dalla ressa (incredibilmente la pellicola ebbe maggiore successo in Italia rispetto alla madrepatria)[1]; a conferma di ciò si diffuse immediatamente, tra le ragazze, la moda di tagliare i capelli allo stesso modo di Sophie Marceau.
[modifica] Colonna sonora
Certamente ha contribuito allo straordinario successo di pubblico (e al ricordo romantico e leggendario dei quarantenni di oggi) la colonna sonora del film, composta da Vladimir Cosma: il brano principale Reality, cantato da Richard Sanderson e tema portante della storia, (nonché titolo del film nella versione inglese) è entrato a far parte della memoria indelebile della generazione di adolescenti in quegli anni. La scena in cui Mathieu mette le cuffie del walkman a Vic, nel bel mezzo di un ballo scatenato, per poter così isolarsi dal chiasso e danzare dolcemente abbracciato a lei sulle note del ritornello che recita "Dreams are my reality" ("i sogni sono la mia realtà"), è considerata una delle scene simbolo dell'adolescenza anni ottanta.
[modifica] Sequel
Due anni dopo, nel 1982, venne girato Il tempo delle mele 2 utilizzando il medesimo cast tecnico ed artistico. Venne aggiunto un unico personaggio protagonista, Philippe (Pierre Cosso).
Circola anche un Il tempo delle mele 3 (tit. orig. L'étudiante, ossia "La studentessa", 1988), il cui titolo è in realtà una trovata commerciale dei traduttori - non solo italiani - per promuovere una pellicola che nulla ha in comune con i primi due capitoli (a parte il regista, Claude Pinoteau, e la protagonista Sophie Marceau), sfruttando l'enorme popolarità di quest'ultima.
Durante un'intervista rilasciata nel 2003 in occasione dell'edizione del film in DVD, molti personaggi (Sophie Marceau in testa) hanno dichiarato la propria eventuale disponibilità ad interpretare un ipotetico terzo capitolo, che adatti all'attualità i ruoli e le età dei protagonisti (alcuni dei quali hanno ormai superato abbondantemente i quarant'anni e, a loro volta, sono padri e madri di famiglia).[1]
[modifica] Note
- ^ a b c d e f g "Les Enfants de La Boum", documentario allegato come 'extra' all'edizione italiana in DVD de Il tempo delle mele (2003)
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Il tempo delle mele dell'Internet Movie Database
- Scheda su Il tempo delle mele de Il mondo dei doppiatori
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