Il furore della Cina colpisce ancora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il furore della Cina colpisce ancora
Furore della Cina colpisce ancora.jpg
Hsiao Mi (Boss, sinistra) contro Cheng Chao-An (destra)
Titolo originale Tang shan da xiong (anche conosciuto come: The Big Boss)
Paese di produzione Hong Kong
Anno 1971
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione
Regia Lo Wei
Produttore Golden Harvest Company, National General Pictures
Fotografia Chen Ching Chu
Montaggio Fan Chia Kun
Musiche Peter Thomas, Fu-ling Wang
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il furore della Cina colpisce ancora (cinese: 唐山大兄, noto anche come Fists of Fury) è un film del 1971 diretto da Lo Wei. Gli attori principali sono Bruce Lee (Cheng Chao An), Maria Yi e James Tien. È il primo film di Bruce Lee con cui l'attore acquista notorietà internazionale. Non era stato pensato per lui ma Lee entrò in seconda battuta, come anche il regista Lo Wei, chiamato a sostituirne un altro a riprese iniziate. Il film batté tutti i record di Hong Kong con oltre 3 milioni di dollari locali di incasso. In Italia uscirà nel maggio 1973 incassando poco più di 200 milioni di lire, uscendo dopo Dalla Cina con furore (in realtà girato dopo di esso ma uscito prima in Occidente). In America esce per secondo e col titolo scambiato per errore della distribuzione (la National General): doveva intitolarsi The Chinese Connection mentre uscirà come Fists of Fury (viceversa Fist of Fury, cioè Dalla Cina con furore, uscì come The Chinese Connection).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un ragazzo di nome Chen arriva dalla campagna in una piccola città, in cerca di lavoro. Chen è un grande campione di arti marziali, ma ha promesso alla madre (e tale promessa è rappresentata da un ciondolo che porta al collo) che non avrebbe più combattuto. Viene ospitato da un cugino e da alcuni suoi amici, flirta molto platonicamente con la bella cugina, e riesce a trovare lavoro in una fabbrica di ghiaccio. Il primo giorno di lavoro però, rompe una colonna di ghiaccio, e due amici del cugino trovano al suo interno dei pacchetti pieni di droga.

Il direttore della fabbrica prima cerca di corromperli, e non riuscendoci li fa uccidere. Insospettito dalla loro scomparsa, il cugino di Chen va a chiedere spiegazioni al padrone della fabbrica (il direttore si era giustificato dicendo che gli scomparsi erano stati invitati da lui), minaccia di chiamare la polizia e viene ucciso anche lui. Esasperati da queste sparizioni e dal comportamento del direttore, troppo superficiale, gli operai della fabbrica decidono di scioperare. Vengono chiamati degli scagnozzi dalla villa del padrone, si scatena una dura rissa durante la quale il ciondolo di Chen si rompe.

Chen allora si scatena mettendo fuorigioco tutti gli scagnozzi. Per tenerlo buono, il direttore prima lo nomina custode, poi lo invita a cena e lo fa ubriacare, portandolo in seguito in un bordello. L'intenzione è di far credere ai suoi amici che si è lasciato comprare, e il piano riesce. Chen viene abbandonato dai suoi compagni.

Il ragazzo comunque non si arrende, e grazie all'informazione di una prostituta (uccisa subito dopo dal figlio del padrone, che pedina Chen) scopre la droga, e anche i cadaveri degli scomparsi, nascosti nei blocchi di ghiaccio. Il figlio del boss, insieme ai suoi uomini, attacca Chen, ma vengono tutti sconfitti, e il figlio del boss viene ucciso. Sconvolto per aver ucciso qualcuno, Chen decide di andarsene, ma scopre che i suoi amici sono stati tutti assassinati nel sonno e la cugina è stata rapita.

Decide allora di vendicarli, recandosi alla villa del boss. Lo affronta e lo uccide dopo una dura lotta, per poi, nella scena finale, arrendersi davanti alla polizia chiamata dalla cugina (la ragazza era stata liberata da una cameriera durante lo scontro), la quale lo rassicura sul fatto che non verrà condannato per quanto commesso, essendo i fatti dalla sua parte.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema