Il cielo è rosso (film)

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Il cielo è rosso
Titolo originale Il cielo è rosso
Paese di produzione Italia
Anno 1950
Durata 79 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Claudio Gora
Soggetto Giuseppe Berto
Sceneggiatura Cesare Zavattini, Claudio Gora, Leopoldo Trieste, Lamberto Santilli
Produttore Arrigo Atti per ACTA Film
Distribuzione (Italia) ACTA Film
Fotografia Václav Vích
Montaggio Giancarlo Cappelli
Musiche Valentino Bucchi
Scenografia Arrigo Equini
Interpreti e personaggi

Il cielo è rosso è un film del 1950 diretto da Claudio Gora e tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Berto.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Prodotto da Arrigo Atti per la Acta Film dei Fratelli Atti di Bari, tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Berto. Sempre nel 1950 la stessa Acta ha prodotto anche il film Alina.

Il film fu girato tra le rovine di Treviso e di Frascati.

Tra gli interpreti, figurano Jacques Sernas, Marina Berti, Amedeo Trilli e Anna Maria Ferrero. La pellicola venne distribuita in prima proiezione in Italia il 15 marzo 1950, mentre in Francia è stato immesso nel circuito cinematografico solo l'8 febbraio 1952 (con il titolo Le ciel est rouge) e negli Stati Uniti il 26 maggio sempre del 1952 con il titolo The Sky Is Red. Il titolo fiammingo adottato per la distribuzione in Belgio è De hemel is rood.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Daniele, un ragazzo sedicenne studente in un collegio, dopo un bombardamento aereo fugge per tornate alla sua famiglia, ma trova la casa devastata e con i genitori morti sotto le bombe. Si ritrova così improvvisamente solo al mondo e mentre vaga tra le rovine del paese incontra Tullio un altro sbandato, si unisce a lui ed insieme al gruppo di ragazzi e ragazze con cui vive.

Nel rifugio dove i giovani profughi abitano, Daniele incontra Carla, una giovane che per vivere si prostiutisce, Giulia, in precarie condizioni di salute e Maria una piccola orfana. Tullio che vive di furti e scorrerie chiede a Daniele di associarsi a lui, ottenendone un rifiuto.

Durante una delle tante scorrerie notturne Tullio viene ucciso dai Carabinieri, Daniele colpito dalla tragedia vaga per il paese e incontra un amico che gli offre un lavoro. Nel frattempo la salute di Giulia, malata di tubercolosi, si aggrava ulteriormente sino a provocarne la morte, questo ulteriore dolore spinge Daniele verso il suicidio, ma Carla lo salverà in tempo, il giovane deciderà comunque di allontanarsi per tentare altrove una nuova vita.

La critica[modifica | modifica sorgente]

Gianni Rondolino, nel Catalogo Bolaffi del cinema Vol 1 « Il film d'esordio nella regia dell'attore Claudio Gora fedele trascrizione del romanzo di Berto, corretta e cinematograficamente pregevole, accurata, che dimostra nel suo autore, una maturità di linguaggio già raggiunta, ma che si rivela inutile perché esteriore allo spirito del romanzo più ancora che ai fatti narrati. La crisi di una generazione sopravvissuta alla guerra, simboleggiata nella figura di un giovane che decide di ricominciare altrove la propria vita (nel romanzo invece si suicida), è seguita passo passo da una cinepresa che registra i fatti, le reazioni dei personaggi, ma che si rivela incapace di giustificarli sul piano dell'espressione artistica, di dar loro una ragione non puramente figurativa. Ed è un peccato perché la narrazione è corposa, lo stile sciolto, e avrebbe potuto dar luogo a un'opera che, come il romanzo cui si ispira, affonda le sue radici in un'analisi acuta della crisi dei valori della società uscita dalla guerra »

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Incasso accertato sino a tutto il 31 dicembre 1952 £ 72.900.000

Note[modifica | modifica sorgente]

La pellicola restaurata nel 2008, dalla Cineteca Nazionale, venne presentata alla Mostra di Venezia, dello stesso anno, nella retrospettiva "Questi fantasmi: Il cinema italiano ritrovato 1946/1975".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Catalogo Bolaffi del cinema 1945/1955
  • Dizionario dei film a cura di Pino Farinotti SugarCo 1990

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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