Il bambino di Mâcon

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Il bambino di Mâcon
Il bambino di Mâcon.png
Titolo originale The Baby of Mâcon
Paese di produzione Gran Bretagna, Olanda, Germania, Francia
Anno 1992
Durata 119 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, grottesco
Regia Peter Greenaway
Soggetto Peter Greenaway
Sceneggiatura Peter Greenaway
Produttore Kees Kasander, Denis Wigman
Fotografia Sacha Vierny
Montaggio Chris Wyatt
Scenografia Ben Van Os, Jan Roelfs
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il bambino di Mâcon (The Baby of Mâcon) è un film grottesco-allegorico del 1993 diretto da Peter Greenaway.

È un film interamente costruito sui meccanismo e gli artifici illusionistici di stampo teatrale e sulla continua alternanza dei diversi livelli di rappresentazione scenica.[1]

Fu presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1993.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1659 una compagnia teatrale inscena un dramma morale di stampo medievale in tre atti di fronte alla corte di Cosimo III de' Medici. Il dramma, ambientato a Mâcon, è incentrato sulla figura di un bambino nato da una donna anziana, troppo vecchia per rimanere incinta. Lo straordinario evento viene letto dalla popolazione di Mâcon, afflitta da tempo dalla sterilità di coppia, come un dono divino. In effetti le nascite crescono e il bambino sembra possedere poteri sovrannaturali.

La venerazione attorno al bambino viene sfruttata dalla prima delle sue tre sorelle che, vergine, afferma di essere lei la madre e costringe al silenzio i vecchi genitori e la balia. Riesce così a diventare ricca, grazie alle elargizioni del popolino. La Chiesa non vuole essere da meno. Impersonata dal vescovo di Mâcon e da suo figlio, destinato a diventare anche lui alto prelato, vuole approfittare economicamente della situazione e riesce a strappare il bambino dalle mani della sorella che, per vendicarsi, lo soffoca.

Durante la finzione scenica vi sono continue intrusioni della realtà, soprattutto da parte dell'ingenuo principe diciassettenne, che si meraviglia per tutto come, per esempio, il fatto che i bambini nascano da una donna e che questa provi dolore. Alla fine, non discernendo più realtà da finzione, questi suggerisce che la vergine sorella, per espiare la colpa, venga stuprata dalla milizia. L'attrice è costretta a subire l'umiliazione del personaggio interpretato e muore dopo la sua orribile esperienza (208 stupri). L'intera sua famiglia muore di dolore.

La Chiesa poi decreta lo smembramento del bambino, i cui pezzi (come le sue secrezioni prima) vengono venduti a caro prezzo. Mâcon ricadrà quindi nella piaga della sterilità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Domenico De Gaetano, Il cinema di Peter Greenaway, Ed. Lindau, 1995, p. 179 ISBN 9788871807706
  2. ^ (EN) Official Selection 1993, festival-cannes.fr. URL consultato il 29 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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