Lo zoo di Venere
| Lo zoo di Venere | |
|---|---|
| Titolo originale | A Zed & Two Noughts |
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Gran Bretagna, Olanda |
| Anno | 1985 |
| Durata | 115 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | drammatico, grottesco |
| Regia | Peter Greenaway |
| Soggetto | Peter Greenaway |
| Sceneggiatura | Peter Greenaway, Walter Donohue |
| Fotografia | Sacha Vierny |
| Montaggio | John Wilson |
| Musiche | Michael Nyman |
| Scenografia | Ben van Os, Jan Roelfs |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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| « Pensi che la zebra sia un animale bianco con strisce nere o un animale nero con strisce bianche? » |
| (Dai dialoghi del film) |
Lo zoo di Venere è un film del 1985 diretto dal regista Peter Greenaway.
Il titolo originale, A Zed & Two Noughts, "una zeta e due zeri", è una rappresentazione figurata del termine zoo, l'ambientazione principale del film, e richiama i nomi dei protagonisti (Oswald e Oliver).
Indice |
Trama [modifica]
Due etologi, Oswald e Oliver Deuce (Brian Deacon e Eric Deacon), fratelli gemelli (e siamesi separati), perdono in un bizzarro incidente d'auto (con un cigno!) entrambe le mogli. Questo tragico evento non fa che aggravare la loro ossessione per la decomposizione animale.
I due cominciano a frequentare Alba (Andréa Ferréol), che nello stesso incidente ha perso una gamba e instaurano con lei una bizzarra relazione a tre, complicata ulteriormente dall'inquietante Van Hoyten (Joss Ackland), il chirurgo che l'ha amputata. Dopo aver perso anche l'altra gamba e aver dato alla luce due gemelli, di cui "il" padre sono i fratelli Deuce, Alba si lascia morire.
Non potendo utilizzare il suo corpo per le proprie ricerche, i fratelli infine decidono di diventarne loro stessi le cavie finali.
L'ispirazione [modifica]
Tra le diverse fonti di ispirazione del film, lo stesso Greenaway ne individua tre ben precise: [1]
- un filmato della decomposizione velocizzata di un topo (nel film Greenaway mostra più di un filmato del genere, partendo da quella di un frutto, passando per quella di alcuni gamberi fino ad arrivare a quella di una zebra),
- una scimmia, nello Zoo di Rotterdam, priva di una gamba (amputata in seguito all'infezione causata dalla catena),
- una fotografia, utilizzata in un film precedente, The Falls, dei fratelli Quay, gemelli identici, animatori in stop-motion, una tecnica non così dissimile dalla ripresa accelerata.
Dal punto di vista estetico, il riferimento esplicito è il pittore olandese Jan Vermeer, l'ossessione di uno dei personaggi del film, Van Hoyten.
Location [modifica]
Il film è stato girato nello zoo di Rotterdam.
Cast [modifica]
Prima di scegliere Andréa Ferréol come protagonista femminile, Greenaway aveva pensato per quel ruolo a Isabelle Huppert e Hanna Schygulla. Al termine del film, Andréa Ferréol si lamentò pubblicamente con il regista di averla utilizzata come "un oggetto di arredamento", negandole ogni capacità espressiva.
Fotografia [modifica]
Questo film segna l'inizio del lungo e fruttuoso sodalizio artistico con il direttore della fotografia francese Sacha Vierny, storico collaboratore di Alain Resnais.
Colonna sonora [modifica]
La colonna sonora è del collaboratore abituale di Greenaway, Michael Nyman. Le tracce:
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Note [modifica]
- ^ The cinematic endeavours of Peter Greenaway. 30-9-2007
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Lo zoo di Venere dell'Internet Movie Database
- Scheda del Dizionario Morandini. 30-9-2007
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