Hunaldo di Aquitania

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Hunald (? – 774) fu duca d'Aquitania e duca di Guascogna. Era figlio del duca Oddone il Grande e di Valtrude.

Indice

[modifica] Biografia

Nel 735, quando il padre si ritirò in convento, gli subentrò nei titoli di duca d'Aquitania e duca di Guascogna.

Continuò la politica paterna di ritenersi indipendente dai regni Franchi e quindi dal maggiordomo d'Austrasia e di Neustria, Carlo Martello, che attraversò la Loira e mise l'assedio a Bordeaux ed a Blaye proponendo a Hunaldo di lasciargli i ducati a condizione che gli giurasse fedeltà. Il patto fu mantenuto sino alla morte di Carlo Martello ed i loro rapporti tra il 736 ed il 741 furono buoni.

Ma, nel 741, alla morte di Carlo Martello, si dichiarò nuovamente indipendente; si alleò a Odilone di Baviera ed a Grifone figlio naturale di Carlo Martello, nel 743, attraversò la Loira, conquistò e bruciò Chartres. I figli di Carlo Martello, Pipino e Carlomanno, reagirono e minacciarono Hunaldo obbligandolo, nel 744, ad abdicare, lasciando i titoli al figlio Waifer e, nel 745, ritirarsi in un Monastero, molto probabilmente sull'Isola di Ré. Probabilmente lasciò veramente il ducato solo nel 748.

Ma, prima di abdicare, nel 744, volle punire, facendolo accecare, suo fratello, Hattone, che si era schierato con Pipino e Carlomanno; per le conseguenze dell'accecamento Hattone morì.

Sembra che poi si rifugiò in Italia presso i Longobardi, dove forse fu lapidato.

Alla morte di Pipino sembra che l'Hunaldo che guidò la ribellione dell'Aquitania poi repressa da Carlo Magno e dal fratello Carlomanno, fosse proprio lui. Ma ciò è molto improbabile.

[modifica] Discendenza

  • Waifer (?-768), duca d'Aquitania e duca di Guascogna.

[modifica] Voci correlate

Predecessore: Duca d’Aquitania e Duca di Guascogna Successore:
Oddone il Grande 735–748 Waifer I
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Oddone il Grande {{{data}}} Waifer

[modifica] Bibliografia

  • Christian Pfister, "La Gallia sotto i franchi merovingi: vicende storiche", cap. XXI, vol. I (La fine del mondo antico) della Storia del Mondo Medievale, pp. 688-711.
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