Hovenia dulcis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Albero dell'uva passa
Hovenia dulcis SZ73.png
Hovenia dulcis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Rhamnales
Famiglia Rhamnaceae
Genere Hovenia
Specie H. dulcis
Classificazione APG
Ordine Rosales
Famiglia Rhamnaceae
Nomenclatura binomiale
Hovenia dulcis
Thunb., 1781

L'Albero dell'uva passa (Hovenia dulcis Thunb., 1781) è una piante della famiglia delle Rhamnaceae, originaria dell'Asia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Albero dell'uva passa a Århus, Danimarca

È un grande albero di altezza da 10 a 15 m, a foglie caduche, ed a portamento simile al faggio; le foglie sono lucide, verde scuro, lanceolate, coriacee, di discrete dimensioni. La corteccia è rugosa, colore marrone grigiastro.

I fiori sono a grappolo, piccoli e bianchi, la fioritura si ha in maggio-giugno. Tali grappoli, portanti i fiori e quindi poi i frutti si sviluppano pendenti all'estremità dei rami.

I frutti sono piccoli e sferici su grossi piccioli ramificati dicotomicamente (ogni picciolo si divide in due, ognuno diretto in direzioni opposte e variamente ritorto, a sua volta ramificato in due rami nello stesso modo, e più volte, a costituire una sorta di groviglio).

All'estremità finale delle multiple ramificazioni del picciolo vi sono i piccoli frutti costituiti da un guscio biancastro sferico, sottile ma coriaceo di circa 3–4 mm di diametro, contenente due semi di forma lenticolare appiattita di circa 2,5 mm di diametro massimo, durissimi, di colore marrone, a superficie lucida.

I grossi piccioli ramificati costituiscono in effetti la parte commestibile; tali piccioli sono ingrossati e succulenti, hanno un diametro di circa 5–6 mm, sono morbidi e traslucidi, hanno la consistenza, il colore ed il sapore dell'uva passa.

I semi (ed i piccioli) maturano in fine estate (agosto-settembre in clima caldo), più tardivamente con estati fresche.

I frutti terminali (che sono più piccoli dei piccioli), ed i semi contenuti invece non sono commestibili.

I detti piccioli succulenti si dipartono comunque da uno stelo pendente sottile e ramificato (grappolo), di consistenza legnosa, che ha un punto di abscissione (distacco) a maturità, nel punto di connessione al ramo. È quindi il grappolo completo che cade al suolo ad effetto del vento in autunno.

La dispersione dei frutti, e quindi dei semi contenuti si ha per asportazione dei piccioli succulenti da parte di animali ed anche da parte dell'uomo, nei grappoli caduti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La pianta è originaria delle zone di montagna della regione himalayana, della Cina continentale, della Corea e del Nord del Giappone.

La pianta è estremamente resistente al gelo, soprattutto nelle piante adulte (resistenza a -25 °C), le piante giovani sono più delicate.

La pianta è adatta a clima invernale nettamente ventoso e freddo, si sono avute difficoltà con coltivazioni in inverni tiepidi e molto umidi (ad esempio in Inghilterra), dove la pianta infatti in tali condizioni tende a passare, anche se solo parzialmente, alla fase vegetativa in inverno, e quindi è vulnerabile ai successivi geli; non è invece danneggiata da vento e freddo costanti.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Frutti di Albero dell'uva passa

Usi alimentari[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente la “frutta” è consumata allo stato fresco, spesso mescolata in macedonie con frutta più acida per attenuare la eccessiva tonalità dolce, ad ogni modo i “frutti” si conservano a lungo, anche se sono soggetti a disidratazione. In via del tutto teorica, data la dolcezza ed il sapore, si ritiene possibile la fermentazione. Sono possibili le preparazioni di paste, creme o succhi.

Il frutto è molto energetico e particolarmente dolce, contiene circa 11,5 % di glucosio, 4,5 di fruttosio, 12,5 % di saccarosio, (totale circa 28% in zuccheri). I semi contengono, oltre a carboidrati, il 15% di proteine e il 7,5-8% di grassi.

Usi medicinali[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è considerato, nella medicina tradizionale cinese, antispasmodico, febbrifugo e lassativo; i semi macinati hanno effetto diuretico, e sono considerati neutralizzatori degli effetti di ubriachezza ed intossicazione da alcool.

Studi del 2011 dell'University of California di Los angeles sembrano confermare che in estratti della pianta sia presente una molecola, indicata come Dhm, che nei ratti è in grado di ridurre gli effetti delle sbornie[1]. Ancora più significativamente, pare che tale molecola sia in grado di produrre un effetto depressivo sul bisogno di bere sperimentato da ratti abituati a consumare grosse quantità di alcolici, modificando i loro gusti in favori di bevande con minori quantità di alcool[1].

Sono stati effettuati inoltre studi sulla funzione sperimentale di epatoprotezione con l'assunzione dei frutti correlata ad eventi di intossicazione del fegato.

Altri usi[modifica | modifica sorgente]

Il legno è molto duro e durevole, può essere usato per costruzioni e mobili.

La pianta di ovenia viene citata nell'opera di Oscar Wilde "Il ritratto di Dorian Gray"[2] nel quale il protagonista dopo aver studiato gli influssi dei profumi sull'animo umano afferma che essa porta alla pazzia.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

La coltivazione non pone particolari problemi di suolo o di ambiente, tollerando suoli di qualunque tipo, ovviamente il terreno profondo e ricco permette un migliore sviluppo e produzione di frutto.

Riproduzione e moltiplicazione[modifica | modifica sorgente]

La riproduzione per seme è molto facile con semi freschi (appena raccolti); i semi conservati entrano in dormienza, e tardano a germinare se non sono scarificati.

I semi dormienti in natura germinano anche dopo un anno.

Moltiplicazioni per talea si effettuano in tardo autunno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Repubblica Salute: Arriva la pillola anti sbornia, Il segreto in una pianta cinese in Repubblica.it, 12 gennaio 2012. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  2. ^ Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, Giunti editore, 2012, p. p. 155. ISBN 9788809772885.

Riferimenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [1] Relazione di CRFG Fruit Facts (in inglese).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]