Guglielmina Ronconi

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Guglielmina Cornelia Maria Ronconi (Pesaro, 12 gennaio 1864Roma, 1936) è stata un'insegnante e pedagoga italiana.

[modifica] Biografia

Guglielmina Ronconi, così chiamata in onore di Gioacchino Rossini per la sua famosa opera Guglielmo Tell, era l'ultima di sei fratelli e sorelle, figlia dell'avvocato Francesco e di Caterina Fattori, morti quando Guglielmina aveva appena dodici anni. A diciannove anni, nel 1883, entra a far parte dell'Associazione di Nostra Signora del Sacro Cuore e nel 1884 fu mandata dal cognato a studiare a Roma nell'Accademia di S. Luca preferendo però l'iscrizione al Magistero Superiore Femminile sorto dalla volontà dello storico Raffaello Giovagnoli e del poeta Giuseppe Aurelio Costanzo. Terminò gli studi di laurea nel 1888 con la tesi Parini e la società incipriata. Il suo primo insegnamento fu a Vercelli presso la Real Scuola Normale "Rosa Stampa". Fece la sua prima conferenza a Pesaro su Torquato Tasso. In seguito ad una malattia e dietro insistenza del medico, senatore Cardarelli, fu costretta a trasferirsi da Vercelli a Firenze nell'anno 1902 ed ospite delle Suore di Carità. Dal 1907 si occupò delle detenute nei carceri romani e dei loro bambini come insegnante. In quel periodo ricevette l'incarico da parte del Ministero degli Interni di organizzare a livello nazionale dell'organizzazione delle asili infantili carcerarii.

Nel 1909 fondò la Vita morale allo scopo di fornire istruzione morale delle donne "dei ceti inferiori". Questa organizzazione fu alla base della propaganda patriottica durante la Prima guerra mondiale. Tra il 1915 e il 1918 Ronconi fu a capo della CNDI (Consiglio Nazionale delle Donne Italiane) e dal 1921 a capo della Sezione Moralità. Tra gli scopi dell'organizzazione durante la guerra, era quello di combattere il disfattismo, anche tramite l'istruzione di altre insegnanti e la creazione di una "rete pedagogica" nazionale focalizzata alla diffusione della propaganda bellica tra le donne dei ceti meno istruiti, riconoscendo in queste una potente arma di diffusione di idee:

"Se vogliamo salvare la Patria, guardiamo alle fondamenta, alla donna del nostro popolo, incosciente, ma possente incitatrice di bene e di male. Bisognerebbe lasciare i teatri e penetrare nelle stalle, questo io credo."

Una scuola elementare le è stata dedicata a Roma, in via Pietro Antonio Micheli.

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