Gloria (fenomeno ottico)

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Esempio di gloria, o spettro di Brocken

Una gloria è un fenomeno ottico prodotto dalla luce riflessa verso la sua fonte da una nuvola di goccioline d'acqua di dimensioni uniformi. Più concretamente, essa è un'illusione di un enorme ingrandimento dell'ombra proiettata dall'osservatore, quando il Sole è basso, sulla superficie delle nuvole che circondano una montagna su cui l'osservatore si trova. Solitamente è caratterizzata dalla presenza di una corona luminescente intorno al capo o comunque alla parte più alta della figura.

L'apparente ingrandimento che l'osservatore percepisce è un'illusione causata dal fatto che la superficie delle nuvole relativamente vicine viene giudicata alla stessa distanza degli oggetti al suolo visibili negli squarci tra le nubi, in realtà molto più lontani.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un fenomeno di rara osservabilità: poiché è visibile in direzione opposta a quella del Sole, si osserva più comunemente quando si è in volo, con la gloria che circonda l'ombra proiettata dall'aeroplano sulle nuvole.[1]
Essa può avere uno o multipli anelli colorati. La dimensione angolare è molto minore di quella di un arcobaleno, circa da 5° a 20°, a seconda della dimensione delle goccioline.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La gloria fu osservata e descritta da Johann Esaias Silberschlag nel 1780.

Un nome storico di questo fenomeno è Spettro di Brocken o Arco di Brocken. Il nome deriva dal monte Brocken, la più alta vetta della catena dell'Harz, in Germania. Poiché la vetta è sopra il livello delle nuvole e la zona è spesso nebbiosa, le condizioni per cui un'ombra viene proiettata su uno strato di nuvole viene relativamente favorita. L'apparizione di ombre giganti che sembrano muoversi da sole a causa del movimento dello strato di nubi (questo movimento è un'altra parte della definizione di Spettro di Brocken) e che sono circondate da una gloria può aver contribuito alla reputazione dei monti dell'Harz come rifugio per streghe e spiriti maligni. Nel Faust di Goethe il Brocken viene chiamato Blocksberg ed è il luogo del sabba delle streghe nella Notte di Valpurga.

Wilson vide una gloria mentre lavorava come osservatore temporaneo alla stazione meteorologica Ben Nevis. Ispirato dalla visione impressionante decise di costruire un apparecchio per creare nuvole in laboratorio così da poter creare glorie sintetiche su piccola scala. Il suo lavoro portò direttamente alla costruzione della camera a nebbia, un apparato per individuare le radiazioni ionizzanti.

In Cina questo fenomeno viene chiamato Luce di Buddha (佛光). Veniva spesso osservato su alte montagne coperte di nubi, come lo Huang shan e il Monte Emei; registrazioni di questo fenomeno sul Monte Emei risalgono al 63 d.C. Poiché l'aureola colorata circonda sempre l'ombra dell'osservatore, era spesso considerata indice di illuminazione personale dell'osservatore associata al Buddha o a qualcosa di divino, fino a quando la scienza moderna spiegò l'ottica che sta dietro al fenomeno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tratto da Le meraviglie del cielo. Guida al riconoscimento e alla fotografia dei fenomeni atmosferici e astronomici visibili a occhio nudo di Paolo Candy. Ed. Il Castello, 1997

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