Fiumara Amendolea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Amendolea
Amendolea
Stato Italia Italia
Regioni Calabria Calabria
Lunghezza 68,75 km
Bacino idrografico 150,40 km²
Altitudine sorgente 1.805 m s.l.m.
Nasce Aspromonte
Affluenti Menta
Sfocia Mar Jonio tra Condofuri Marina e Bova Marina

L'Amendolea (Amendulìa Potamò in Greco di Calabria) è una delle fiumare dell'Aspromonte. Scorre in provincia di Reggio Calabria, di cui è il corso d'acqua più importante. Il suo nome potrebbe derivare dalla presenza, lungo le sue sponde, di parecchi alberi di mandorlo. Ancora oggi, nel dialetto locale, con il termine "mmenduli" si intendono le mandorle.

Come tutte le fiumare, è ricca d'acqua (spesso anche in piena) d'inverno, e quasi a secco durante il periodo estivo. Nel tratto iniziale le acque sono mosse e veloci, a valle diventano calme, con un letto vasto che le fa scivolare verso il mare. L'Amendolea nasce nel cuore del Parco Nazionale dell'Aspromonte, crea meravigliose cascate e poi percorre 31 chilometri per sfociare nel Mar Jonio, nei pressi di Condofuri. La fiumara, scendendo dalle montagne dell'Aspromonte ha creato nei millenni la rigogliosissima e fertile Valle dell'Amendolea. Nell'antichità l'Amendolea era un grande fiume, molto probabilmente navigabile, il che spiegherebbe la colonizzazione greca dell'entroterra in questa zona della Calabria (es. Bova, Roccaforte del Greco, Condofuri, Roghudi).

Il suo principale affluente è il torrente Menta, sul quale è stata costruita di recente una diga (Diga del Menta), che nei prossimi anni dovrebbe risolvere un problema di approvvigionamento idrico della città di Reggio Calabria.

In epoca greco-romana era molto più ricca di acqua, al punto che i geografi la descrivevano come navigabile fino all'attuale abitato di Amendolea.

Cascate del Maesano[modifica | modifica sorgente]

Le cascate del Maesano (dal nome della località) o Cascate del Menta (dal nome della fiumara) sono 4 cascate una sopra l'altra di 15 metri ciascuno sull'affluente Menta raggiungibili a piedi dalla Diga del Menta. Si pratica torrentismo.

Probabili riferimenti storici[modifica | modifica sorgente]

La tesi su quale delle fiumare del versante jonico reggino fosse il fiume Alece (o Alice, dal greco Αλήξ, Halex, "salato") - confine naturale tra le due polis magnogreche di Reggio e Locri Epizefiri - è dibattuta da tempo. Alcuni studiosi ritengono fosse l'Amendolea, altri la Fiumara di Palizzi. L'importanza strategica del confine naturale era enorme, poiché divideva le due più importanti città magnogreche della zona. Dopo molti scontri le due città stabilirono tacitamente il loro confine proprio sul corso d'acqua.

Dice a tal proposito il geografo greco Strabone (I secolo a.C.):

« Il fiume Alece, che divide il territorio di Rhegion dalla Locride passando attraverso una profonda valle, ha questa particolarità riguardo alle cicale: quelle sulla riva locrese cantano, mentre quelle sull'altra riva non hanno voce. Si congettura che ciò ne sia la causa: le seconde si troverebbero in un luogo ombroso, cosicché le loro membrane sarebbero sempre umide e non si distenderebbero mai; le prime, invece, stando in un luogo soleggiato, avrebbero le membrane asciutte e simili al corno, così da essere ben adatte ad emettere il suono. »
(Strabone, Geografia, VI, I, 8)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]