Falce e carrello
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| Falce e carrello Le mani sulla spesa degli italiani |
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| Immagine:Falce e carrello.jpg | |
| La copertina del libro | |
| Autore: | Bernardo Caprotti |
| Anno (1ª pubbl.): |
2007 |
| Genere: | Cronaca |
| Sottogenere: | Economia |
| Ambientazione: | Italia |
| Anno di ambientazione: | 1957 - 2007 |
| Protagonista: |
Esselunga |
| Coprotagonisti: |
Grande distribuzione |
| Antagonista: | |
| EDIZIONE DI RIFERIMENTO | |
| Anno: | 2007 |
| Editore: | Marsilio |
| Edizione: | 1ª |
| Collana: | Gli specchi del presente |
| Pagine: | 192 |
| ISBN | 8831793721 9788831793728 |
| Portale economia, portale letteratura | |
Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani è il libro denuncia, pubblicato da Marsilio Editori nel mese di settembre 2007, scritto da Bernardo Caprotti, patron di Supermarkets Italiani (Esselunga). I ricavi dalla vendita del libro sono devoluti in beneficenza.[1]
Indice |
[modifica] Soggetto
Bernardo Caprotti racconta lo sbarco della grande distribuzione in Italia negli anni del Boom economico e la successiva competizione con i supermercati della Lega delle Cooperative (Coop, Conad), tema portante del libro.
Il primo capitolo propone un ritratto della borghesia brianzola fra le due Guerre. Reduce dalla Prima guerra mondiale dove ha prestato servizio come ufficiale nel Corpo degli Alpini, Giuseppe Caprotti gestisce l'azienda tessile di famiglia. Le leggi razziali prima e la dichiarazione di guerra alla Francia (la moglie era francese) e all'Inghilterra ne fortificano gli ideali antifascisti tradotti al figlio Bernardo.
La fine della guerra libera un paese dall'autarchia e lo apre ad un'era di sviluppo tecnologico da cui era stato tagliato fuori. [2] Nelson Rockefeller, intenzionato a portare in Italia la grande distribuzione, prende contatti con la Rinascente quando la discussione fra i fratelli Brustio, al vertice dell'azienda italiana, viene ascoltata casualmente nella hall di un albergo di Saint Moritz da Guido Caprotti e Marco Brunelli. I due decidono così di accordarsi con Rockefeller al posto della Rinascente per creare la Supermarkets Italiani Spa, prima catena di supermercati italiana, in posizione di minoranza.[3] Ritenendo quel mercato estremamente più dinamico ed innovativo del tessile, Bernardo Caprotti deciderà di dedicarvisi completamente abbandonando la guida dell'attività di famiglia ereditata dal padre.
Dopo aver acquistato la quota di maggioranza (51%) della controllante IBEC (Rockefeller) per quattro milioni di dollari del 1961, e nel frattempo essere entrato in competizione con Marco Brunelli, che intanto ha fondato la Romana Supermarket (poi GS), Bernardo Caprotti si ritrova alla guida di un'azienda in rapida espansione.
La fine degli anni Sessanta vede in azienda un aspro scontro con il sindacato. I sindacati chiedono e ottengono aumenti salariali e una turnazione fatta su misura per l'industria ma inadeguata alla vendita al dettaglio.[4] Gli scontri sono all'ordine del giorno e la mobilitazione è pressoché permanente spaventa la clientela. La scarsità di scorte sugli scaffali induce a fermare la pubblicità ai punti vendita per due anni[5] Seguono assunzioni di dipendenti per compensare il generale calo di produttività.
Di fronte a nuove richieste da parte dei sindacati, l'ottobre 1988 vede il primo cospicuo esubero di lavoratori: 904 su 5.684. A differenza delle volte precedenti, la linea dura di Bernardo Caprotti risulta vincente grazie al supporto dei colletti bianchi, all'apertura nello stesso anno di un magazzino automatizzato a Limito e all'introduzione dei lettori a codici a barre nelle casse che permettono di mantenere operativi il punto vendita e la catena distributiva anche in carenza di forza lavoro.[6]
[modifica] La concorrenza delle Coop
| Per approfondire, vedi la voce Esselunga. |
Nel libro l'autore racconta la storia della propria azienda e dei contrasti con le da lui definite Coop rosse.
Il libro accusa scorrettezze da parte di alcune delle Cooperative che gestiscono i supermercati Coop (in particolare le coop emiliano-romagnole), parlando di "attacchi contro la Repubblica e concorrenza sleale" dichiara l'ottantaduenne autore.[senza fonte]
[modifica] Risvolti giudiziari
- Dopo la pubblicazione del libro Coop ha querelato e citato in giudizio civile Bernardo Caprotti per diffamazione.[7]
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Smentendo precedenti illazioni giornalistiche che volevano il libro in distribuzione gratuita ai clienti Esselunga, il sito ufficiale del libro riporta che «[t]utti i proventi derivanti dal libro saranno devoluti in beneficenza all’Associazione per il Bambino Nefropatico – Clinica pediatrica G e D. De Marchi – Via della Commenda 9, Milano. Perché il libro non è gratuito, falcecarrello.com, verificato il 1º maggio 2008.
- ^ Cfr. op. cit., p. 45.
- ^ Op. cit., pp. 50-51.
- ^ Nel 1978 l'azienda cede ai turni: «[u]na squadra di lavoratori lavorava solo al mattino ed un'altra soltanto al pomeriggio. [...] I negozi però erano chiusi per gran parte della presenza dei lavoratori medesimi. In altre parole, gli addetti c'erano, ma il negozio, il nostro impianto, era chiuso, fermo». Cfr. op. cit., p. 64
- ^ Cfr. p. 63.
- ^ Cfr. p. 68.
- ^ Il sole 24 ore - Coop chiede i danni a Caprotti

