Emilio Garroni

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Emilio Garroni (Roma, 14 dicembre 1925Roma, 6 agosto 2005) è stato un filosofo e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizia la sua attività in RAI, dove era entrato - per una felice intuizione dell'allora direttore generale Filiberto Guala - insieme ad un gruppo di giovani professori universitari, tra cui Leone Piccioni, Antonio Santoni Rugiu e Luigi Silori, come intervistatore e autore di trasmissioni su soggetti artistici. Affianca a questo lavoro l'opera intellettuale di critica e di riflessione sull'arte, grazie anche alla sua frequentazione del mondo artistico dell'epoca anni cinquanta), redigendo anche presentazioni e cataloghi d'arte[1][2].

Dal 1951 è assistente volontario di Filosofia teoretica presso la cattedra di Ugo Spirito alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza di Roma. Pur essendosi tenuto fino a quel momento ai margini della vita accademica, con La crisi semantica delle arti consegue nel 1964 la libera docenza diventando poi professore incaricato di Estetica dal 1964. Viene nominato ordinario di questa disciplina presso la medesima Facoltà nel 1973. Qui inizia la sua esperienza trentennale che porterà al rinnovamento dell'estetica italiana dopo Croce, culminante in una innovativa traduzione della "Critica della facoltà di giudizio" di Kant tesa a sottolinearne la coappartenza di tematiche estetiche ed epistemologiche.

Ha sempre affiancato al suo lavoro di filosofo quello di scrittore, in qualità di autore di racconti e romanzi, e di pittore. Nel 2006 è stato esposto al pubblico, presso la "Sala Santa Rita" di Roma il suo Autoritratto, opera del 1983-84[3].

È morto a Roma il 6 agosto 2005 e l'orazione funebre si è tenuta a Villa Mirafiori, a Roma, sede della facoltà di filosofia[4].

All'indomani della sua morte amici, allievi e colleghi hanno deciso di fondare un'associazione, la CiEG, Cattedra Internazionale Emilio Garroni, per far conoscere il suo pensiero e dare un seguito alle indagini filosofiche sui temi da lui affrontati.

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]

Secondo Garroni l'estetica è una "filosofia non speciale" il cui compito non deve limitarsi allo studio delle espressioni artistiche ("il bello"), ma è finalizzato ad una visione e ad una "costruzione" del mondo fondata sull'esperienza del senso che comunque, per Garroni, continua ad avere nelle arti la sua manifestazione esemplare[5].

Ha prefato opere di Rudolf Arnheim, Pierre Macherey, Octave Mannoni, György Lukács, Cesare Brandi, Mikel Dufrenne, Roman Jakobson e del Circolo linguistico di Praga e ha collaborato alla rivista "Rassegna di filosofia" (1951-56) (occasionalmente anche altrove), alle riviste cinematografiche "Cinema Nuovo" e "Filmcritica" e alla Enciclopedia Einaudi.

Tra gli artisti che ha presentato Silvio Benedetto, Franco Bottari, Mario Melis, Giannetto Fieschi, Sergio Vacchi, Alfredo Del Greco ecc.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Filosofiche[modifica | modifica sorgente]

Narrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Franco Monteleone, Storia della Radio e della Televisione italiana, Marsilio 1992
  2. ^ Una puntata del 1961, tratta da Rai Teche, del programma TV "Arti e Scienze", in cui Emilio Garroni parla del Bauhaus e intervista Bruno Zevi e Walter Gropius
  3. ^ Presentazione della mostra dell'Autoritratto di Emilio Garroni URL consultato il 17-04-2009
  4. ^ Articolo de La Repubblica sulla scomparsa del filosofo
  5. ^ Intervista a Emilio Garroni, che riassume il suo pensiero partendo dalla nozione di estetica come "filosofia non speciale". L'intervista fa parte dell'Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lorenzo Dorelli, «Garroni, Emilio» in Enciclopedia del Cinema, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]