Ember - Il mistero della città di luce

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Ember - Il mistero della città di luce
Ember - Il mistero della città di luce.jpg
Una scena del film.
Titolo originale City of Ember
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 2008
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere avventura, fantastico
Regia Gil Kenan
Soggetto Jeanne Duprau
Sceneggiatura Caroline Thompson
Produttore Gary Goetzman, Tom Hanks, Steve Shareshian
Casa di produzione Playtone, Walden Media
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Xavier Pérez Grobet
Montaggio Adam P. Scott, Zach Staenberg
Musiche Andrew Lockington
Scenografia Martin Laing
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ember - Il mistero della città di luce (City of Ember) è un film del 2008 diretto da Gil Kenan.

Tratto dal romanzo per ragazzi La città di Ember della scrittrice Jeanne DuPrau pubblicato in Italia dalla Fabbri Editori nel 2003 e da Rizzoli nel 2008 con lo stesso titolo del film, è un film fantasy con interpreti Saoirse Ronan, Harry Treadaway, Bill Murray e Tim Robbins.

Il film è uscito negli Stati Uniti il 25 settembre 2008,[1] in Italia fu distribuito dalla Eagle Pictures a partire dal 19 dicembre 2008.[1] In Italia, ha fatto il suo primo passaggio televisivo il 25 luglio 2011 su Italia 2 ed è stato seguito da 116.000 telespettatori con l'1,19% di share.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un futuro a noi abbastanza vicino, a causa di un grosso evento catastrofico di non precisata natura (si intuisce che possa trattarsi di una guerra nucleare), l'umanità è condannata e la superficie del pianeta Terra rimarrà inabitabile per moltissimo tempo. L'unico sistema per consentire al genere umano di perpetuarsi consiste nel costruire una città sotterranea nelle profondità della Terra e sigillare in essa alcune centinaia di persone per 2 secoli, in modo che i loro discendenti, allo scoccare del duecentesimo anno, quando si ritiene che le conseguenze del disastro saranno venute meno, potranno riemergere e sperare di ricominciare a vivere alla luce del Sole.

Viene così costruita la città di Ember, i cui abitanti, nelle generazioni a venire, saranno tenuti completamente all'oscuro della loro reale situazione, insegnando e facendo loro credere fin da bambini che Ember è l'unico punto di luce e sicurezza in un mondo totalmente buio e pericoloso. Solo il sindaco della città, designato di volta in volta a guidare la popolazione, saprà la verità e avrà anche il compito di tramandare ai suoi successori una cassetta metallica chiusa da una serratura a tempo, che si aprirà allo scadere di un conto alla rovescia riportato su un display presente su di essa, inizialmente impostato proprio su 200 anni. Nemmeno lo stesso sindaco è però a conoscenza del fatto che nella scatola sono contenute anche le istruzioni scritte dai Costruttori (il team dei progettisti di Ember) per consentire alla popolazione futura di uscire dalla città alla scadenza dei 200 anni stabiliti, per abbandonare l'esistenza sotterranea e riemergere alla luce del sole.

Alla settima generazione di sindaci però avviene un gravissimo imprevisto: il Sindaco di turno muore improvvisamente e non fa in tempo a consegnare la scatola metallica al suo successore. La scatola finisce per essere riposta e quindi dimenticata. In questo modo le generazioni che seguono non hanno modo di andare incontro alla salvezza e restano a vivere rinchiuse nelle profondità della terra anche ben oltre lo scoccare della data prevista. La scatola giace per molto tempo dimenticata da tutti nel ripostiglio di un'anziana signora, pronipote del sindaco morto prematuramente.

Intanto la città di Ember, che non è stata costruita per resistere al logorio del tempo oltre i due secoli previsti, sta andando progressivamente in rovina, e molti dei suoi abitanti sembrano essersi resi conto del fatto che il mondo reale non può effettivamente consistere solo in quella città fatiscente e male illuminata, come è stato loro insegnato da bambini. Il grande generatore idroelettrico che fornisce l'energia per la luce artificiale di Ember inizia a perdere colpi, i terrorizzanti black out che iniziano a verificarsi si fanno via via più lunghi e frequenti e nel buio si muovono animali mostruosi, dalle dimensioni sproporzionate. I cittadini, a beneficio dei più giovani, cercano di nascondere con una frenetica attività quotidiana la paura sempre più grande che li attanaglia, consapevoli di quanto stia diventando incerto e preoccupante il loro futuro. Sempre più sentite sono perciò le cerimonie tradizionali: ad esempio tutti gli adolescenti aspettano il solenne Giorno dell'assegnazione, in cui viene assegnato loro un lavoro attraverso un sorteggio casuale, e l'intera popolazione si ritrova una volta l'anno nella piazza principale, alla presenza delle autorità, per celebrare con un coro il Giorno dei canti.

Mentre il Sindaco in carica, uomo decisamente noncurante, superficiale ed egoista, si preoccupa solo di accumulare le sempre più ridotte scorte di viveri in una sorta di bunker segreto e ben protetto, due ragazzi intelligenti ed irrequieti, Lina Mayfleet e Doon Harrow, di professione rispettivamente messaggera ed addetto alle tubazioni del generatore elettrico, iniziano pian piano a ribellarsi ai ruoli loro imposti dal dovere di obbedienza alle tradizioni di Ember, e riescono a ricostruire, un po' alla volta, i segreti della loro bizzarra esistenza. Lina, in particolare, rimasta orfana dopo che il padre ha tentato invano di abbandonare la città, finendo per annegare, trova la scatola perduta dal settimo Sindaco ormai aperta e con il display che indica come tempo rimanente 000: con l'aiuto di Doon, ricompone e decodifica i fogli danneggiati scoperti al suo interno, grazie ai quali, nonostante l'avversione del Sindaco e del suo esercito di fedelissimi, che scatenano contro di loro una caccia all'uomo, facendone dei ricercati, riescono infine a trovare la via per guadagnare la superficie.

I due ragazzi e la sorellina minore di Lina, dopo lunghe peripezie, emergono all'aria aperta, dove scoprono una natura fiorita ed illuminata dal sole, e trovano il modo di mandare un messaggio alla popolazione di Ember, gettando un biglietto (avvolto intorno ad un sasso) in un profondo pozzo del terreno, da cui si intravvede la cupola della città sotterranea. Il messaggio avrebbe potuto finire in un fossato o su un tetto, eppure fortunatamente cade proprio ai piedi del padre di Doon, e la storia lascia presagire che anche gli altri abitanti del sottosuolo riusciranno a tornare all'aperto, per intraprendere l'inizio di un nuovo cammino dell'umanità.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato con l'intento di avere una resa il più verosimile possibile, infatti la quasi totalità della città di Ember è stata realmente costruita all'interno di uno studio cinematografico. La riproduzione in scala 1:1 di questo set (in un hangar a Belfast con un'altezza disponibile di 30 metri)[3] ne ha fatto il più grande mai costruito nella storia del cinema.[4][5]

Un'ingenuità tecnica è stata commessa nella creazione della cassetta metallica. Si può facilmente notare (soprattutto all'inizio del film, dove c'è un primo piano) che le cifre del timer sono visualizzate tramite un display a valvole termoioniche, di tipo Nixie, ma è impossibile che dopo oltre due secoli i numeri possano ancora essere visibili, in quanto il filamento che riscalda il catodo di tali valvole si logora irreparabilmente dopo poche centinaia di migliaia di ore di funzionamento continuo[6] (similmente a quanto accade per il filamento di una lampadina ad incandescenza), inoltre nessuna fonte di alimentazione elettrica attualmente esistente avrebbe potuto durare per tanto tempo fornendo così tanta energia in maniera continua.

Differenze con il romanzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Mancano almeno un paio di scene importanti, come quella in cui Lina va sul tetto del municipio e il ritrovamento del taccuino scritto da una delle prime abitanti di Ember, essenziale anche per un eventuale seguito.
  • Secondo il libro il padre di Lina lavorava alle serre ed era morto di tosse durante un'epidemia, invece che per annegamento nel tentativo di fuga da Ember come spiegato nel film.
  • Nel libro le talpe giganti che popolano l'oscurità che circonda Ember non esistono.
  • Alla fine del romanzo non è il padre di Doon a trovare il messaggio di suo figlio e Lina, ma un altro personaggio, Mrs. Murdo.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con un budget stimato in 55 000 000$,[7][8] in Italia il film ha guadagnato 1 618 068$,[9] mentre negli USA ha incassato di 7 873 007$;[8] l'incasso totale del film è stato di 17 929 684$.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Ember - Il mistero della città di luce | Release Info, IMDb. URL consultato il 1º luglio 2014.
  2. ^ Michele Biondi, Ascolti 25 luglio 2011 in tvblog, BLOGO, 26 luglio 2011. URL consultato il 1 luglio 2014.
    «Italia 2 all'1,19% di fascia con la prima tv Ember».
  3. ^ Cecilia Spaziani, Ember - Il Mistero della Città di Luce in FilmFilm.it. URL consultato il 1 luglio 2014.
    «La città è stata ricostruita in un hangar usato per dipingere gli scafi di grandi navi, a Belfast nel Nord Irlanda. L'altezza di 30 metri ha consentito la ricostruzione di edifici alti fino a tre piani e la grande piazza dove tutte le strade confluiscono.».
  4. ^ Contenuti extra del Blu-ray, capitolo Il set più grande del mondo
  5. ^ (EN) Ore checks out the giant City of Ember set in cbbc news, BBC, 10 ottobre 2008. URL consultato il 5 luglio 2014.
  6. ^ Tubo Nixie: il display numerico in audiovalvole.it, Nexus Services. URL consultato il 1 luglio 2014.
    «La durata di un nixie dell'ultima generazione può arrivare a 200.000 ore, mentre era di circa 5000 ore nei primi modelli immessi sul mercato.».
  7. ^ (EN) Ember - Il mistero della città di luce | Box office/business, IMDb. URL consultato il 1º luglio 2014.
  8. ^ a b c (EN) City of Ember, Box Office Mojo. URL consultato il 1º luglio 2014.
  9. ^ (EN) City of Ember | Foreign, Box Office Mojo. URL consultato il 1º luglio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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