Cervi (Grecia)
| Cervi comune |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Periferia | Peloponneso | ||||||
| Unità periferica | Laconia | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate | 36°29′N 22°57′E / 36.48333°N 22.95°ECoordinate: 36°29′N 22°57′E / 36.48333°N 22.95°E | ||||||
| Altitudine | 0-276 m s.l.m. | ||||||
| Superficie | 19,992 km² | ||||||
| Abitanti | 746 (2001) | ||||||
| Densità | 37,31 ab./km² | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Cod. postale | 230 53 | ||||||
| Prefisso | 27340 | ||||||
| Fuso orario | UTC+2 | ||||||
| Localizzazione | |||||||
Cervi (in greco Ελαφόνησος, Elafonisos) è un'isola della Grecia tra il Peloponneso e Cerigo.
Facilmente raggiungibile via traghetto dal Peloponneso, dal quale dista solo 300 metri, o da Neapolis, l'isola offre ai visitatori alcune tra le più belle spiagge di sabbia di tutta la Grecia. L'isola sta conoscendo negli ultimi anni un'intensa attività di urbanizzazione legata al turismo.
Indice |
Storia [modifica]
L'isola era unita alla terraferma da una lingua di terra fino a pochi secoli or sono. Divenuta un'isola i veneziani poterono rivendicarne e ottenerne il possesso dagli Ottomani che avevano occupato il Peloponneso. Dopo aver fatto parte dell'effimera Repubblica delle Sette Isole Unite, passò all'Impero britannico nel 1815 e alla Grecia indipendente nel 1864.
I veneziani le diedero il nome di Cervi perché la forma dell'isola ricorda quella della testa del cervo. Analogo significato ha il nome greco.
Amministrazione [modifica]
Dal punto di vista amministrativo, l'isola è formata dal comune omonimo. Fino al gennaio 2011 era considerato una comunità della prefettura di Laconia, successivamente, a seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis[1], è diventato comune della periferia del Peloponneso (unità periferica della Laconia). Al censimento 2001 aveva 746 abitanti[2]
Note [modifica]
- ^ piano Kallikratis. URL consultato in data 15 marzo 2011.
- ^ popolazione comuni greci. URL consultato in data 15 marzo 2011.
Bibliografia [modifica]
- (EN) Dana Facaros, Linda Theodorou, Greece, London, 2003, p. 311
Collegamenti esterni [modifica]
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