Fanò

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Fanò
frazione
Οθωνοί - Othoni
Fanò – Veduta
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Isole Ionie
Unità periferica Corfù
Comune Corfù
Territorio
Coordinate 39°51′00″N 19°24′00″E / 39.85°N 19.4°E39.85; 19.4 (Fanò)Coordinate: 39°51′00″N 19°24′00″E / 39.85°N 19.4°E39.85; 19.4 (Fanò)
Superficie 10,078 km²
Abitanti 663 (2001[1])
Densità 65,79 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 49100
Prefisso +30 26630
Fuso orario UTC+2
Targa KY
Nome abitanti othonioti
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Fanò
Fanò – Mappa
Fanò
Geografia fisica
Superficie 10,078 km²
Geografia politica
Stato Grecia Grecia
Centro principale Fanò
Demografia
Abitanti 663 (2001)
Cartografia

[senza fonte]

voci di isole della Grecia presenti su Wikipedia

Fanò[2] o Othoni[3] (in greco Οθωνοί; IPA: /ɔθɔˈni/, in greco antico Phanós o Othōnói[3]) situata nel Canale d'Otranto, è l'isola greca più occidentale[4] facente parte dell'arcipelago delle Diapontie,[5] incluse nella regione amministrativa delle isole Ionie.
È l'isola greca più vicina all'Italia, da cui dista solo 80 km.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista amministrativo costituisce una delle comunità o frazioni in cui è suddiviso il comune di Corfù nell'omonima prefettura.

Per quanto riguarda il punto di vista meramente geografico, l'isola di Fanò è una delle cinque isole che costituiscono l'arcipelago delle isole Diapontie e a sua volta costituisce un ulteriore arcipelago (che prende il suo stesso nome) di 44 tra isolette e scogli minori.[6]

L'isola è situata a 6 miglia nautiche dall'isola di Mathraki, 8 miglia nautiche da quella di Merlera, 12 miglia nautiche dal porto di Corfù e a 36 dalla città medesima, 38 miglia nautiche da Capo Linguetta in Albania[7] e a 43 miglia nautiche da capo d'Otranto in Italia.[8]

Il suo punto più alto è a 394 s.l.m.[9], mentre su di un precipizio posto alla sua estremità orientale sorgono le rovine di un antico castello veneziano, e nella zona di Kastri sorge invece un faro per segnalamenti marittimi alto 13 m che, costruito nel 1872, è per potenza il secondo di Grecia[10]

Nel suo porticciolo è pure presente un ufficio della guardia costiera greca ovvero della Λιμενικό Σώμα - Limeniko Soma (Λ/Σ) che funge da autorità portuale.[11]

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

  • La toponomastica del luogo lascia pensare che l'isola abbia avuto un ruolo nella mitologia omerica,[12] infatti si crede che la grotta[13] della baia di Calipso, un'insenatura sotto il faro più piccolo all'estremo sud dell'isola, sia il luogo in cui Calipso stregò Ulisse e lo tenne prigioniero per sette anni, coincidenze che la pongono come possibile candidata ad isola omerica di Ogigia, mai identificata con certezza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In tempi moderni, i primi abitanti di Othoni giunsero principalmente dall'isola di Passo e dal'Epiro. Gli othonioti dovettero combattere più volte contro le incursioni dei pirati algerini, infatti al centro dell'isola, sulla collinetta "Kalodiki" ad un'altezza di 217 m., si trova un monumento in memoria degli eventi che ebbero luogo sull'isola nel 1537, quando i pirati guidati dal famigerato Khayr al-Din Barbarossa, dopo una dura battaglia, uccisero un gran numero di isolani.[14]

Fu soltanto dopo la grande battaglia navale di Lepanto, nel 1571, quando la flotta cristiana della Lega Santa sconfisse quella Turca, che fu possibile ripopolare l'isola e viaggiare con maggior sicurezza. I nuovi abitanti provenivano in massima parte da Passo e Parga, con cui condividono molti cognomi.

La storia contemporanea vede l'isola di Fanò come possedimento veneziano, poi dopo un breve periodo sotto la dominazione francese, decretata dal Trattato di Campoformio che aveva assegnato ai transalpini l'Eptaneso, nonché la breve parentesi della Repubblica delle Sette Isole Unite, tra il 1800 e il 1807, il Trattato di Parigi del 1815 stabilì che essa, sempre insieme alle isole Ionie, divenisse protettorato del Regno Unito fino al suo passaggio alla Grecia avvenuto nel 1864.[15]

Dopo il 1850 iniziò un intenso flusso migratorio verso l'Australia e le Americhe.

Durante la Prima guerra mondiale, l'isola di Fanò fece parte di un'imponente sistema di sbarramento del Canale d'Otranto attuato dalla flotta alleata tra Brindisi in Italia, e Corfù sul lato albanese dell'Adriatico.

Tale blocco mirava ad impedire l'accesso al Mediterraneo alle unità dell'Imperial regia Marina austro-ungarica che avrebbero così potuto minacciare le operazioni alleate. Il blocco fu efficace nell'impedire alle navi di superficie austroungariche ad arrischiarsi di uscire dai propri porti dalmati, ma ebbe pochi effetti sui sottomarini con base a Cattaro, fino a quando, nel 1918, venne completato uno sbarramento fisico dell'intero canale d'Otranto con reti e boe[16][17] ma l'ultimo tentativo di forzamento dello stesso, pianificato dall'ammiraglio in capo della flotta Miklós Horthy, fallì il 10 giugno 1918, quando il gruppo di navi da battaglia partito da Pola con notevole ritardo, fu intercettato dai MAS 15 e 21 della Regia Marina comandati rispettivamente dal capitano di corvetta Luigi Rizzo e dal guardiamarina Giuseppe Aonzo[18][19], che affondarono nei pressi di Premuda la corazzata Santo Stefano.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (GR) Informazioni dell'istituto di statistica greco.
  2. ^ Per non dimenticare. Istituto Nautico Cappellini - Livorno.
  3. ^ a b Talvolta citata anche come Fanos, cfr. Nuova enciclopedia universale Rizzoli Larousse, vol.VII, p.756.
  4. ^ E quindi rappresenta il punto geografico più occidentale della Grecia
  5. ^ Isole Diapontie, ..::Corfuapartments.com - Appartamenti e case per vacanze a Corfu, Grecia::
  6. ^ Geografia
  7. ^ (EN) Riferimenti geografici di Othoni
  8. ^ Cartina nautica rappresentante il Canale d'Otranto.
  9. ^ Vedi cartina
  10. ^ Monumenti
  11. ^ Foto della capitaneria di porto di Othoni.
  12. ^ a b Mitologia
  13. ^ La grotta di Calipso è profonda 100m., larga dai 10 ai 15m. alta circa 20m. e ha due entrate
  14. ^ (EN) Storia di Othoni
  15. ^ (EN) Brief Historical Backgrounds
  16. ^ (EN) Austro-Hungarian Raids on the Otranto Barrage
  17. ^ Cartina rappresentante lo sbarramento del Canale d'Otranto
  18. ^ I due equipaggi:
    • MAS 15: capitano di corvetta Luigi Rizzo, capo timoniere di 2ª classe Armando Gori, cannoniere Giorgio Varchetta, fuochista Salvatore Annaloro, fuochista Giuseppe De Fano, torpediniere Eraldo Bertucci, marò Letterio Donato, marò Francesco Bagnato, volontario motonauta Emilio Manfredi.
    • MAS 21: guardiamarina Giuseppe Aonzo, nocchiere Luigi Rossi, cannoniere Querino Capuano, torpediniere Bruno Santarelli, torpediniere Lorenzo Feo, fuochista Giovanni Calipari, fuochista Ugo Tomat.
  19. ^ L'equipaggio italiano che, sotto il comando di Luigi Rizzo, affrontò in mare aperto la flotta austriaca ed affondò la corazzata Santo Stefano
  20. ^ Fatto che prenderà il nome di "impresa di Premuda".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Csonkaréti Károly; Horthy a tengerész. Budapest, Zrínyi, 1993. ISBN 9633271983
  • Gasparovich László; Csata az Adrián. Budapest, Gemini, 1998. ISBN 9789638168344
  • Sokol Hans; La guerra marittima dell'Austria-Ungheria 1914-1918. 4 volumi, Gorizia, LEG, 2007. ISBN 9788861020177

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]