Piace a troppi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da E Dio creò la donna)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il remake del 1988, vedi E Dio creò la donna (film 1988).
Piace a troppi
Femme sposi.jpg
Jean-Louis Trintignant e Brigitte Bardot
Titolo originale Et Dieu... créa la femme
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1956
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico
Regia Roger Vadim
Sceneggiatura Roger Vadim, Raoul Lévy
Fotografia Armand Thirard
Montaggio Victoria Mercanton
Musiche Paul Misraki
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Ha il coraggio di fare quello che vuole e quando vuole »
(Eric)

Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme), noto anche col titolo E Dio creò la donna è un film diretto nel 1956 da Roger Vadim.

È il film che lancia a livello internazionale Brigitte Bardot come sex symbol. Con lei diventano popolari anche il protagonista maschile Jean-Louis Trintignant e il regista Roger Vadim, che l'aveva sposata nel 1952 e da cui divorzierà nel 1957.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Uscita dall'orfanotrofio, Juliette va a vivere in un villaggio di pescatori dove con la sua bellezza ingenua e perversa riesce a portare lo scompiglio tra gli uomini.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione italiana la parentela tra Antoine e Michel Tardieu, che si contendono Juliette, venne cambiata; mentre nell'edizione originale sono fratelli qui divengono cugini.

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

L'allora sconosciuto villaggio di pescatori dove è girato il film diventerà un luogo di fama internazionale. Si tratta di Saint-Tropez, dove la stessa Bardot acquisterà qualche anno più tardi una villa (la famosa Madrague) che costituirà un richiamo per il jet-set e, qualche anno più tardi, il ritiro dell'attrice quando deciderà di uscire dalle scene.

Alcune scene sono state inoltre girate a La Croix-Valmer, a Gassin e a Ramatuelle.

Le riprese si sono svolte dal 3 Maggio al 7 luglio 1956.[1]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Venne distribuito nelle sale francesi il 28 novembre 1956; in Italia uscì nel settembre 1958 col divieto ai minori di 16 anni, divieto tolto nel 1996.[2]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Un soggetto come questo non è troppo lontano dai rosei canovacci delle commedie hollywoodiane, ma lo diventa per il modo tutto francese con cui è trattato, in toni cioè intellettualistici e libertini. Più che una favola si ha un albo di immagini della Bardot, snodata in tutti i sensi, svestita in tutti i modi, ingenuamente (ma davvero?) provocante. [...] Essa ci vuol apparire come la donna unica, primigenia, in cui è la carica di tutte le donne che verranno. [...] »
(Leo Pestelli su La Stampa del 26 settembre 1958[3])
« Tutta Parigi lo ha visto, tutta Parigi ne parla; ci sono quelli che si lamentano: “Non è nemmeno cochon!” e quelli che si adombrano: “È indecente”. Et Dieu créa la femme, per il quale c’era motivo di temere dopo la campagna pubblicitaria gratuita condotta dalla censura, è un film sensibile e intelligente nel quale non si riscontra una sola volgarità; è un film tipico della nostra generazione perché è amorale (in quanto rifiuta la morale corrente e non ne propone nessuna altra) e puritano (in quanto è cosciente di questa amoralità e se ne inquieta). [...] »
(François Truffaut, 1975[4])
« In realtà, se la protagonista di Piace a troppi fosse una qualsiasi Marisa Allasio non varrebbe nemmeno la pena di soffermarsi su questa pellicola, il cui unico motivo d’interesse è dato dall'aver “lanciato” il mito di Brigitte Bardot. Regista mediocre, intriso di intellettualismo e di letteratura a poco prezzo, Roger Vadim ha avuto il solo sprazzo di originalità nella creazione di questo personaggio inquietante e indubbiamente non sprovvisto di vitalità e di anticonformismo. Ma sarebbe ingenuo non accorgersi di quanta convenzionalità si celi dietro questo proclamato anticonvenzionalismo. [...] »
(Vittorio Spinazzola su Cinema Nuovo 1957[5])

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Curiosità sul film su movieplayer.it
  2. ^ Dettagli della revisione italiana
  3. ^ Recensione completa
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema