Dose equivalente a una banana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Dose equivalente ad una banana)

Una dose equivalente a una banana è un concetto usato occasionalmente per mettere in relazione di scala le radiazioni confrontando le esposizioni con la radiazione generata da una comune banana.

Molti cibi sono naturalmente radioattivi; il cibo contribuisce per il 10% all'esposizione totale di una persona alla radioattività, per un totale di 400 μSv all'anno in media[1]. Tuttavia, le banane lo sono in modo particolare, dato che contengono l'isotopo radioattivo 40K del potassio che ha un tempo di dimezzamento di 1,277 miliardi di anni. La dose equivalente a una banana è la dose di radiazioni che si riceve mangiando una singola banana.

Ponendo la radioattività di una banana pari a 130,24 Bq/kg, si ottiene una radiazione di 19,24 Bq per una banana di 150 g che mediamente contiene 525 mg di potassio.[2] Mangiando una banana al giorno per un anno si otterrebbe una dose di 36 μSv. Comparando l'esposizione da installazioni nucleari o da radiografie (spesso in sottomultipli del sievert) con la dose equivalente a una banana si può a volte ottenere una valutazione più intuitiva del rischio reale.

Confronto con altri fattori di rischio[modifica | modifica sorgente]

È da notare che il concetto di dose equivalente a una banana nasce per esemplificare la presenza di sorgenti radioattive naturali in generale e nel cibo in particolare, e non vuole suggerire in alcun modo che le banane siano pericolose. In particolare, nell'elenco dei cibi più radioattivi si annoverano anche le noci, le patate e i semi di girasole; le noci del Brasile possono raggiungere o superare i 1.400 Bq/kg a causa di un livello di radio più alto che negli altri cibi[3].

Le banane, come pure la ceramica e la comune sabbia per la lettiera dei gatti, sono sufficientemente radioattive da attirare l'attenzione dei controllori nei porti americani.[4]

Un altro modo di considerare lo stesso concetto è confrontando il rischio di morire per un cancro contratto a causa delle radiazioni con quello di morire per altre cause. Ad esempio, un'esposizione a 100 μSv (che corrisponde all'ingestione di tre banane al giorno per un anno) incrementa il rischio di morte di circa un milionesimo, lo stesso rischio di morte che si corre con comuni attività della vita quotidiana, come guidare un'autovettura per 65 km, volare su un aviogetto per 4 000 km, mangiare 40 cucchiai da tavola di burro d'arachidi, fumare 1,4 sigarette, dedicarsi al canoismo per 6 minuti o trascorrere 2 giorni a New York (esponendosi all'inquinamento urbano).[5]

Paragone con il disastro di Černobyl'[modifica | modifica sorgente]

Per fare un altro esempio, secondo una ricerca pubblicata nel 1997 dall'Istituto Superiore di Sanità,[6] l'esposizione media della popolazione italiana nei 10 anni successivi alle ricadute della nube di Chernobyl è stimata intorno a 0,7 mSv e potrebbe essere quindi espressa come 11,5 banane equivalenti al giorno.

Paragone con la centrale nucleare di Three Mile Island[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'incidente alla centrale nucleare di Three Mile Island, il National Research Council ha rilevato iodio radioattivo nel latte del luogo a livelli di 0,74 Bq/dm³,[7] una dose molto minore di quella che si riceverebbe se si mangiasse una banana. Dunque un bicchiere di 35 cl del latte leggermente radioattivo avrebbe all'incirca 1/75 banane equivalenti.

L'obiezione omeostatica[modifica | modifica sorgente]

È stato suggerito[8] che, dato che il corpo regola omeostaticamente il potassio apportato dalle banane, queste non causano una dose più alta. In ogni caso, il corpo ha bisogno di tempo per eliminare il potassio in eccesso, durante il quale si accumula una dose. Infatti, l'emivita biologica del potassio è più lunga di quella del trizio,[9][10] un materiale radioattivo a volte perso o volutamente scaricato in piccole quantità da centrali elettronucleari. Inoltre, le banane comportano esposizioni a radiazioni anche quando non ingerite; per esempio, stare in piedi vicino a una cassetta di banane causa una dose misurabile. Infine, cibi diversi dalle banane (esempio, la noce del Brasile) sono radioattivi a causa della presenza di radio o di altri isotopi che il corpo non mantiene sotto regolazione omeostatica.[11]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Radiation. Risks and Realities, US Environmental Protection Agency
  2. ^ CRC Handbook on Radiation Measurement and Protection, Vol 1 p. 620 Table A.3.7.12, CRC Press, 1978
  3. ^ Brazil Nuts. Orau.org.
  4. ^ Issue Brief: Radiological and Nuclear Detection Devices. Nti.org. Retrieved on 2011-01-20.
  5. ^ Radiation and Risk. Physics.isu.edu. Retrieved on 2011-01-20.
  6. ^ Antonia Rogani ed Eugenio Tabet, Incidente di Chernobyl: valutazioni delle dosi in Italia e in Europa in Ann. Ist. Super. Sanità, vol. 33, n. 4, 1997.
  7. ^ A Brief Review of the Accident at Three Mile Island
  8. ^ Bananas are radioactive—But they aren't a good way to explain radiation exposure. Boing Boing. Retrieved on 2010-10-19.
  9. ^ T Rahola e M Suomela, On biological half-life of potassium in man in Annals of clinical research, vol. 7, n. 2, 1975, pp. 62–5. PMID 1181976.
  10. ^ Environmental Health-Risk Assessment for Tritium Releases at the NTLF at LBNL: Chapter 2. Lbl.gov. Retrieved on 2010-10-19.
  11. ^ Brazil Nuts. Orau.org. Retrieved on 2010-10-19.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

energia nucleare Portale Energia nucleare: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di energia nucleare