Cyclida

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Cyclida
Cyclus americanus 34.JPG
Fossile di Cyclus americanus, ora noto come Americlus americanus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Crustacea
Classe Maxillopoda
Sottoclasse Branchiura
Ordine Cyclida

I ciclidi (Cyclida), precedentemente noti come cicloidi (Cycloidea), sono un gruppo di artropodi estinti, vissuti tra il Carbonifero e il Cretaceo (circa 345 - 70 milioni di anni fa). La loro classificazione è incerta, ma sono generalmente considerati un gruppo di crostacei maxillopodi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

I cicloidi possedevano una forma del corpo piuttosto simile a quella dei granchi, e si suppone che abbiano occupato una nicchia ecologica simile, e potrebbero essersi estinti a causa della diffusione e della diversificazione dei granchi. I cicloidi più grandi erano larghi oltre 6 centimetri. Le loro branchie sono spesso conservate in tre dimensioni, e non assomigliano a quelle dei crostacei attuali. I vari generi di cicloidi differiscono principalmente per il numero di zampe, la forma delle mandibole e altri caratteri (Dzik, 2008).

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Vi è una notevole incertezza riguardo alla classificazione dei cicloidi all'interno degli artropodi. Nonostante siano generalmente considerati crostacei di qualche tipo, sono stati espressi dubbi circa la loro appartenenza a questo taxon, e circa l'omologia delle strutture respiratorie dei cicloidi con quelle di altri crostacei; sono state quindi proposte altre classificazioni, che li vedrebbero imparentati con i chelicerati (Boxshall e Jaume, 2009).

La prima descrizione di un cicloide avvenne nel trattato del 1836 Illustrations of the Geology of Yorkshire di John Phillips; lo studioso descrisse la specie "Agnostus ? radialis" tra i trilobiti. Nel 1938, Hermann von Meyer descrisse una specie di trilobite, anche se all'interno del genere Limulus, e in seguito la spostò in un genere a sé stante, Halicyne, riconoscendo che vi era qualcosa di diverso dalle specie attribuite a Limulus. Nel 1841, Laurent-Guillaume de Koninck spostò la specie di Phillips in un nuovo genere, Cyclus, classificandola non come un trilobite ma come un organismo completamente diverso. I cicloidi vennero poi considerati membri degli xifosuri, dei veri granchi e dei branchiuri (Fraaje, 2003).

Nel 1989, in una tesi non pubblicata, Neil Clark propose che i cicloidi fossero copepodi. Nel 1997, un nuovo studio propose invece i cicloidi come un sister group dei copepodi all'interno dei maxillopodi (Schram et al., 1997), e nel 2008 Jerzy Dzik li considerò un ordine all'interno del gruppo di maxillopodi noti come Branchiura, che precedentemente contenevano solo i cosiddetti "pidocchi dei pesci" (Argulidae).

Tassonomia e stratigrafia[modifica | modifica sorgente]

I cicloidi sono noti da depositi che vanno dal Carbonifero al Cretaceo superiore (Maastrichtiano). Sono tra i soli tre gruppi di artropodi "generalmente paleozoici" ad essere sopravvissuti all'evento di estinzione del Permiano-Triassico, oltre agli euticarcinoidi e i tilacocefali.

L'ordine dei ciclidi include 15 generi, qui sotto elencati in ordine di apparizione stratigrafica:

  • Cyclus comprende numerose specie del Carbonifero.
  • Schramine comprende alcune specie precedentemente attribuite a Halicyne, del Carbonifero.
  • Americlus comprende alcune specie del Carbonifero precedentemente attribuite a Cyclus, tra cui la ben nota Cyclus americanus di Mazon Creek.
  • Apionicon apioides è noto dal Carbonifero di Mazon Creek.
  • Hemitrochiscus paradoxus è conosciuto nel Permiano della Germania.
  • Oonocarcinus insignis e Paraprosopon reussi sono noti nel Permiano della valle del Sosio, in Sicilia.
  • Halicyne comprende numerose specie del Triassico.
  • Carcinaspides pustulosus è noto in calcari di probabile età triassica della Germania.
  • Opolanka decorosa è conosciuto nel Triassico della Polonia.
  • Cyclocarcinoides serratus e Mesoprosopon triasinum sono noti nel Norico (Triassico superiore) dell'Austria.
  • Juracyclus posidoniae è conosciuto per fossili degli scisti nei pressi di Tubinga (Giurassico inferiore) in Germania.
  • Alsasuacaris nostradamus è conosciuto per resti del Cenomaniano (inizio del Cretaceo superiore) in Spagna.
  • Maastrichtocaris rostrata è conosciuto per fossili del Maastrichtiano (fine del Cretaceo) nella località tipo di questo piano geologico, in Olanda, e rappresenta l'ultimo cicloide noto.


Stagmacaris quenstedti, una specie del Kimmeridgiano (Giurassico superiore) della Germania, è stato reinterpretato come parte dell'addome di un paguro (Barry et al., 2011).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Phillips (1836). Part 2. The Mountain Limestone District. Illustrations of the Geology of Yorkshire. London: John Murray.
  • Frederick R. Schram, Ronald Vonk & Cees H. J. Hof (1997). "Mazon Creek Cycloidea". Journal of Paleontology 71 (2): 261–284. JSTOR 1306460.
  • René H. B. Fraaije, Frederick R. Schram & Ronald Vonk (2003). "Maastrichtiocaris rostratus new genus and species, the first Cretaceous cycloid". Journal of Paleontology 77 (2): 386–388. doi:10.1666/0022-3360(2003)077<0386:MRNGAS>2.0.CO;2. JSTOR 4094744.
  • Frederick R. Schram, Arjan C. Boere & Natalie Thomas (2006). "Cycloids of the Mississippian Bear Gulch limestone of central Montana" (PDF). Contributions in Science 504: 1–8.
  • Günter Schweigert (2007). "Juracyclus posidoniae n. gen. and sp., the first cycloid arthropod from the Jurassic" (PDF). Journal of Paleontology 81 (1): 213–215. doi:10.1666/0022-3360(2007)81[213:JPNGAS]2.0.CO;2.
  • Jerzy Dzik (2008). "Gill structure and relationships of the Triassic cycloid crustaceans" (PDF). Journal of Morphology 269 (12): 1501–1519. doi:10.1002/jmor.10663. PMID 18690662.
  • Geoff A. Boxshall & Damià Jaume (2009). "Exopodites, epipodites and gills in crustaceans" (PDF). Arthropod Systematics & Phylogeny 67 (2): 229–254.
  • Barry W. M. van Bakel, John W. M. Jagt, René H. B. Fraaije & Pedro Artal (2011). "A new family, genus and species of cyclid (Crustacea, Branchiura, Cyclida) from mid-Cretaceous reefal deposits in northern Spain" (PDF). Bulletin of the Mizunami Fossil Museum 37: 47–49.