Corrado Simioni

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Corrado Simioni (Venezia, 1934) ex- terrorista italiano.

Tra i principali studiosi di Luigi Pirandello, inizia la sua attività politica militando nelle file del Movimento giovanile socialista con Bettino Craxi, tuttavia viene espulso dal partito per indegnità morale nel 1965, circostanza questa che sara' da lui negata successivamente. Secondo alcune fonti collaborerà con l’USIS, (United States Information Service) [1]. In seguito si trasferisce a Monaco di Baviera per approfondire gli studi di latino e teologia, per poi ritornare a Milano all'inizio del Sessantotto.

Leader di un collettivo operai-studenti, mentre lavorava alla Mondadori, fonda con Renato Curcio, l'8 Settembre 1969, "collettivo politico metropolitano" milanese, gruppo che teorizzando lo scontro aperto vine considerato il progenitore per la nascita delle Brigate Rosse [2].

Partecipa, assieme a circa settanta persone, tra cui componenti del collettivo (quali Renato Curcio, Margherita Cagol, Giorgio Semeria, e Vanni Mulinaris) ed elementi cattolici del dissenso, al convegno di Chiavari (1-5 novembre 1969) nella sala Marchesani, adiacente la pensione "Stella Maris" [3] , ove un gruppo di partecipanti, guidati da Curcio dichiarerà la propria adesione ad una visione di lotta armata ed il sucessivo passaggio alla clandestinità. La data di questo convegno viene considerata come la data di nascita delle Brigate Rosse.

L'ultima attività', prima di passare alla completa clandestinità sul territorio italiano Simioni la compie come redattore (assieme a Mulinaris e Curcio), all'inizio degli anni '70, di alcuni numeri della rivista "Sinistra proletaria", di cui l'ultimo avente sulla copertina rossa disegnato al centro un cerchio nero attorniante le sagome di quattordici mitra.

Si trasferisce in Francia nel 1976, fondando la scuola di lingue Hyperion, a Parigi, scuola che - secondo alcuni - funzionò come vera centrale internazionale del terrorismo. assieme a Duccio Berio, Vanni Mulinaris[4].

Si afferma che fu il capo del Superclan (organizzazione nata da una costola delle BR) [5].

A Parigi Simioni si inserisce nella vita cittadina, frequentando nuovamente agli ambienti cattolici progressisti divenendo vicepresidente della Fondazione Abbé Pierre [6], arrivando nel novembre 1992, ad essere ricevuto da papa Giovanni Paolo II in udienza privata, quale accompagnatore dell'Abbè Pierre. Successivamente si avvicina al buddismo tibetano.

[modifica] Il grande vecchio

Nell'aprile 1980 Bettino Craxi alludendo' alla esistenza di un "Grande vecchio" delle Brigate rosse, ossia l'eminenza grigia ipotizzata da alcuni, che dall'estero avrebbe guidato, come un burattinaio, molte delle azioni terroristiche sul suolo italiano dichiarerà che costui poteva essere cercato “tra quei personaggi che avevano cominciato a fare politica con noi e poi sono scomparsi, magari sono a Parigi a lavorare per il partito armato”, frase che venne da molti interpretata come una indicazione su Simioni quale "gran vecchio" [7]

All'inizio degli anni '90, durante la fase iniziale del periodi di Mani pulite Simioni sarà nuovamente accusato da Silvano Larini di essere il gran vecchio; accuse respinte da Simioni che le ritenne parte di una azione contro Bettino Craxi a causa della comune militanza giovanile nel Movimento giovanile socialista [8].

[modifica] Note

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