Conulariida

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Conulariida
Conulariid03.jpg
Conulariide dal Carbonifero dell'Indiana
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Cnidaria
Classe Conulariida

Le conularie (Conulariida) sono un enigmatico gruppo di organismi estinti, i cui resti fossili si rinvengono in tutto il mondo, in terreni che vanno dal Proterozoico superiore al Permiano superiore (tra 550 e 250 milioni di anni fa). Alcuni paleontologi dubitano persino che le conularie appartengano al regno degli animali.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I fossili delle conularie si conservano come strutture simili a conchiglie, costituite da file di bastoncini di fosfato di calcio; l’aspetto era quello di un cono gelato, ma la simmetria era quadripolare (ovvero vi erano quattro angoli prominenti). Nuovi bastoncini si formavano durante la crescita dell’organismo; questo tipo di crescita dà l’impressione di avere a che fare con animali segmentati. Fossili eccezionalmente conservati hanno rivelato che dalla parte più ampia del cono si protendevano soffici tentacoli, mentre dalla parte più stretta fuoriusciva una sorta di peduncolo carnoso, che permetteva all’animale di ancorarsi al fondale marino più duro. Le ricostruzioni più verosimili di questi animali li mostrano con un aspetto che richiama gli anemoni di mare: il cono angolato e duro era tenuto perpendicolare al terreno sommerso, e i tentacoli emergevano dall’estremità superiore.

Documentazione fossile[modifica | modifica wikitesto]

A parte i vendoconularidi (che potrebbero o meno appartenere al gruppo), i restanti fossili di conularie appaiono improvvisamente nel Cambriano medio (circa 510 milioni di anni fa); sembra che questi organismi prosperarono per molti milioni di anni, attraversando indenni numerose estinzioni di massa. Le conularie scomparvero del tutto nel Permiano superiore o forse nel Triassico inferiore (250-245 milioni di anni fa).

Possibile stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Apparentemente le conularie vivevano solo in acque marine, come oceani o mari interni. I loro fossili sono comuni in rocce sedimentatesi al largo, anche in ambienti anossici e profondi. Questo fatto ha portato gli studiosi a pensare che questi animali potrebbero essere stati trasportati dalle correnti almeno per una fase della loro vita, finendo per essere sepolti in sedimenti anossici lontani dagli ambienti ricchi di ossigeno nei quali vivevano. In ogni caso, considerazioni meramente funzionali riguardo al notevole peso della conchiglia rendono difficile qualunque interpretazione di questo tipo.

Filogenia[modifica | modifica wikitesto]

I conulariidi comprendono circa una ventina di generi e centocinquanta specie. Tranne che in alcune località, i loro fossili sono relativamente rari. In un primo tempo questi organismi vennero considerati appartenenti agli cnidari, nel gruppo degli antozoi. La mancanza di setti o di qualunque altro carattere diagnostico, però, condusse i ricercatori ad abbandonare questa ipotesi. Nel 2002 Ivantsov e Fedonkin proposero di classificare i conulariidi insieme agli organismi a simmetria triradiale (Trilobozoa), a causa di possibili antenati (Vendoconularia) dotati di struttura esaradiale. La simmetria tripartita è tipica di alcuni organismi precambriani, come Tribrachidium.

I conularidi, in ogni caso, non sono generalmente associati alla cosiddetta fauna di Ediacara, dal momento che i loro resti si rinvengono in sedimenti di epoca successiva, per un periodo di tempo di quasi 300 milioni di anni. Attualmente si pensa che i conulariidi svilupparono la loro struttura quadripartita da un antenato a simmetria esalaterale, come Vendoconularia. Quest’ultimo, quindi, potrebbe essere derivato da trilobozoi primitivi a forma di disco e a simmetria tripartita, come Tribrachidium. I conulariidi potrebbero anche non essere affatto animali veri e propri; in ogni caso, questi esseri rimangono tra i fossili più enigmatici rinvenuti finora.

Perle di conularie[modifica | modifica wikitesto]

I conulariidi producevano perle all'interno delle loro conchiglie, così come le ostriche e alcuni gasteropodi attuali. Queste perle danno alcuni indizi sull’organizzazione anatomica interna di questi animali. A causa della loro composizione di fosfato di calcio e della loro età molto antica, queste produzioni non vengono usati come oggetti decorativi.

Lista dei generi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Babcock, L.E. 1991. The enigma of conulariid affinities. Pp. 133-143 in A.M. Simonetta and S. Conway Morris (eds.). The Early Evolution of Metazoa and the Significance of Problematic Taxa. Cambridge University Press, Cambridge.
  • Ivantsov, A.Y. & M.A. Fedonkin 2002. Conulariid-like fossil from the Vendian of Russia: A metazoan clade across the Proterozoic/Palaeozoic boundary. Palaeontology 45(6): 1219-1229.
  • Van Iten, H. 1991. Evolutionary affinities of conulariids. Pp. 145-155 in A.M. Simonetta and S. Conway Morris (eds.). The Early Evolution of Metazoa and the Significance of Problematic Taxa. Cambridge University Press, Cambridge.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]