Stauromedusae

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Stauromeduse
Haeckel Stauromedusae.jpg
Illustrazione di varie forme di stauromeduse in una tavola di Haeckel.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Radiata
Phylum Cnidaria
Classe Staurozoa
Ordine Stauromedusae
Haeckel, 1879
Nomi comuni

Lucernarie

Sottordini

Le Stauromedusae o Stauromedusidae rappresentano un gruppo aberrante di Cnidari Scifozoi comprendente meduse sessili peduncolate ottenute dalla modificazione dell’esombrella. Vivono capovolte, in forma bentonica, litoranee ed epifitiche (ancorate alla vegetazione sommersa). L’ombrella caliciforme presenta 8 ciuffi marginali di tentacoli capitati ricchi di cnidociti e cellule mucipare tra le quali sono allocati i ropali. Tale forma peculiare si ottiene dallo sviluppo di una minutissima larva vermiforme priva di ciglia, sostituente la planula, che si moltiplica per gemmazione dando luogo ad altre larve. Una volta fissate al substrato, le larve assumono forma polipoide, che poi si trasforma a mo’ di ombrella.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Visto che le Staurozoa rappresentano la classe accettata più recente fra gli cnidari [1], l'ordine Stauromedusae è stato recentemente riorganizzato e quelle che erano le famiglie Cleistocarpidae e Eleutherocarpidae sono state promosse a sottordini, mentre ITIS[2] e quindi anche Catalogue of Life [3], menzionano anche la famiglia monospecifica Tesseranthidae non inclusa nei sottordini e altrove considerata come incertæ sedis[4]. Le circa 50 specie di stauromeduse descritte da Haeckel sono quindi attualmente classificate in due sottordini secondo il World Register of Marine Species:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marques, A.C. & Collins, A.G., Cladistic analysis of Medusozoa and cnidarian evolution in Invertebrate Biology, vol. 123, nº 1, 2004.
  2. ^ (EN) ITIS Standard Report Page: Tesseranthidae in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 29 ottobre 2014.
  3. ^ (EN) Catalogue of Life: Stauromedusae, 2014. URL consultato il 25-12-2014.
  4. ^ (EN) WoRMS (2014), Tesserantha connectens Haeckel, 1880 in WoRMS 2015 (World Register of Marine Species). URL consultato il 25 dicembre 2014.

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