Colloqui sull'Asse Tedesco-Sovietico

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Nell'ottobre e nel novembre 1940, i colloqui dell'asse tedesco-sovietico si focalizzarono sulla possibilità da parte dell'Unione Sovietica di diventare la "Quarta Potenza dell'Asse". Il programma dei negoziati comprendeva una conferenza di due giorni a Berlino fra il Ministro degli Esteri sovietico Vyacheslav Molotov, Adolf Hitler ed il Ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop, quindi la stipula degli accordi scritti proposti da entrambi i Paesi. La Germania non rispose ad una proposta sovietica datata 25 novembre 1940, lasciando quindi in sospeso i negoziati per rompere definitivamente il Patto Molotov-Ribbentrop nel giugno successivo, con l'invasione dell'Unione Sovietica.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Ribbentrop e Stalin alla firma del Patto
Soldati tedeschi e sovietici durante il trasferimento ufficiale di Brest sotto il controllo sovietico diffronte alla foto di Stalin
Generali sovietici e tedeschi sfilano in parata durante il trasferiemnto di Brest sotto il controllo sovietico, il 23 settembre 1939

Accordi sovietico-tedeschi del 1939[modifica | modifica sorgente]

Nel agosto del 1939, la Germania e l'Unione Sovietica stipularono il Patto Molotov-Ribbentrop, un trattato di non aggressione che conteneva protocolli segreti finalizzati a dividere l'Europa orientale fra le parti. Successivamente, i Paesi dell'Europa orientale invasi sarebbero stati annessi all'interno delle rispettive "sfere di influenza" ai sensi dell'accordo. I due Paesi inoltre firmarono una serie di accordi commerciali ed iniziarono un rapporto economico di quasi due anni, in base al quale l'Unione Sovietica fornì le materie prime alla Germania in cambio di armi e tecnologia. Il 27 settembre 1940, la Germania entrò in rapporti separati, nel "Patto dell'Asse", con l'Italia e il Giappone che di fatto divise il Mondo in sfere di influenza.

Durante l'estate del 1939, dopo aver condotto i negoziati con il gruppo anglo-francese con la Germania per quanto riguarda possibili accordi politici e militari,[1] l'Unione Sovietica scelse la Germania, con il conseguente accordo commerciale tedesco-sovietico del 19 agosto che prevedeva il commercio di determinate attrezzature militari e civili tedesche in cambio di materie prime sovietiche[2][3]. Quattro giorni dopo venne firmato il Patto Molotov-Ribbentrop, che conteneva protocolli segreti che dividevano gli Stati Settentrionali e dell'Europa orientale all'interno delle rispettive sfere di influenza.[4]

Relazioni all'atto della spartizione della Polonia[modifica | modifica sorgente]

Una settimana dopo la firma del Patto Molotov-Ribbentrop, iniziò la spartizione della Polonia con l'invasione tedesca della Polonia occidentale.[5] Il Comintern sovietico sospese tutta la propaganda anti-nazista e anti-fascista, spiegando che la guerra in Europa era una questione fra Stati capitalisti che si attaccavano a vicenda per scopi imperialistici.[6] Quando scoppiarono le dimostrazioni anti-tedesche a Praga, il Comintern ordinò al Partito Comunista di Cecoslovacchia di impiegare tutta la sua forza per paralizzare gli "elementi sciovinisti."[6] Mosca costrinse presto il Partito Comunista Francese e Partito Comunista Britannico a schierarsi contro la guerra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Shirer 1990, p. 515-540
  2. ^ Shirer 1990, p. 668
  3. ^ Ericson 1999, p. 57
  4. ^ Testo del patto di non-aggressione tedesco-sovietico
  5. ^ Roberts 2006, p. 82
  6. ^ a b Cohen, Yohanon, Small Nations in Times of Crisis and Confrontation, SUNY Press, 1989, ISBN 0-7914-0018-2, page 110