Classe Yushio

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Classe Yushio
Il Mochishio (SS-574), in arrivo alla base navale di San Diego per prendere parte alla esercitazione RIMPAC 92
Il Mochishio (SS-574), in arrivo alla base navale di San Diego per prendere parte alla esercitazione RIMPAC 92
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo sottomarino diesel-elettrico
Classe Yushio
Numero unità 10
Entrata in servizio 1975
Caratteristiche generali
Dislocamento 2250
Lunghezza 76 m
Larghezza 9,9 m
Altezza 10,2 m
Pescaggio 7,4 m
Profondità operativa max. m
Propulsione 2 diesel Kawasaki V8V24/30AMTL e un motore elettrico con elica a 7 pale
Velocità 12 (emersione), 20 (immersione) nodi
Autonomia n.mi. a nodi ( km a km/h)
Equipaggio 75
Equipaggiamento
Sensori di bordo 1 radar scoperta in superficie ZPS-6, 1 sonar di prua a medio-bassa frequenza ZQQ-4, ZQR-1 (poi sostituito dalla parte attiva dello AN/SQS-36), 1 trainato a bassissima frequenza (probabilmente ZQR-1A[1])
Sistemi difensivi ESM di tipo ZLA-6
Armamento
Armamento 6 tubi di lancio HU-603 siluri:

[senza fonte]

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La classe Yushio è una classe di sottomarini diesel-elettrici entrati in servizio con la Marina militare giapponese (JMSDF- Japan Maritime Self-Defense Force) a partire dal 1975. Seguito ai precedenti classe Uzushio. Anche per questa classe la politica di costruzione è stata quella di produrre 1 esemplare l’anno, in modo da mantenere sempre in servizio un numero costante di 16 unità. Però, visto l'elevato ritmo di produzione mantenuto, quattro di questi battelli è divenuto ausiliario prima dei venti anni di vita operativa[1].

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il sommergibile Akishio dopo la radiazione, esposto al pubblico

La loro struttura è sostanzialmente simile a quella dei battelli precedenti, e può essere sintetizzata in questi termini: doppio scafo, struttura ‘a goccia allungata’, timoni di profondità sulla vela e di direzione, cruciformi, a poppa. Apparato motore dato da 2 diesel e 1 motore elettrico calettati su di un unico asse portaelica, siluri e missili antinave presenti assieme ai tubi di lancio. La dotazione elettronica e elettro-acustica è simile ai battelli precedenti, con prestazioni di elevato livello (il sonar principale occupa praticamente tutta la prua ed è stato evoluto nel tempo con un modello più avanzato).

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

Queste unità sono derivate dallo sviluppo della precedente classe Uzushio, ingrandita e aggiornata, con prestazioni migliorate in molti ambiti, ma un'impostazione simile.

La forma dello scafo è basata su di una struttura estremamente simile a quella dei sottomarini nucleari americani, il che non deve sorprendere vista la strettissima dipendenza tecnologica della marina giapponese postbellica dalla tecnologia americana. Non esiste infatti, causa le vicissitudini postbelliche, un'altra grande marina altrettanto dipendente dalla tecnologia USA, con l'intera flotta di superficie basata su unità con armi, sensori e progettazione essenzialmente derivati da progetti di scuola statunitense.

La struttura dello scafo comprende una forma idrodinamica del tipo 'a goccia allungata', con piccoli piani di coda del solito tipo cruciforme, e un'unica grande elica. A differenza dei sommergibili americani, però, questa struttura ha un doppio scafo, con quello resistente separato da quello esterno da una zona a libera circolazione d'acqua, che fluisce da una serie di aperture orizzontali, scalate tra di loro, presenti tra la coda e la torre.

Uno dei vantaggi non trascurabili è, rispetto alla configurazione a scafo unico, quello di una riserva di galleggiabilità molto più elevata, tipicamente del 20-25% piuttosto che il 12-16%. Un altro è la minore vulnerabilità agli urti e alle esplosioni, con la possibilità di stivare qualche equipaggiamento, o riserva di combustibile, al di fuori dello scafo resistente, che così può essere costruito più piccolo e compatto, e siccome questo è molto spesso e pesante, il guadagno in leggerezza è considerevole.

Un difetto è invece la maggiore resistenza idrodinamica, come anche la maggiore rumorosità dovuta alle aperture di circolazione d'acqua. Quanto alla torre, essa ha una forma alta e molto allungata, con i timoni di profondità sistemati a metà, per permettere di aumentare la manovrabilità del battello, come praticato anche sui progetti nucleari americani. In cima vi sono vari sensori, radar, 2 periscopi e la tubazione dello snorkel (altra cosa che non esiste sugli SSN) per ricaricare le batterie stando sott'acqua.

Le disposizioni interne dovrebbero essere convenzionali: i motori elettrici nella zona poppiera, avanti ad essi quelli diesel e le batterie, mentre la centrale di controllo del tiro e combattimento è al centro. Gli alloggi sono sistemati a prua e al centro nave, i sensori a prua, con il grande trasduttore sonar sferico.

L’apparato motore è costituito da due motori diesel tedeschi costruiti su licenza, di elevata potenza, e un motore elettrico collegato all’unico asse, che potenzia l’elica, posta tra gli impennaggi cruciformi di poppa.

Armi[modifica | modifica wikitesto]

Infine, vi sono le armi, sistemate a mezza nave, come negli SSN americani e i precedenti classe Uzushio. La disposizione dei siluri è localizzata qui per liberare la prua, rendendola totalmente disponibile per installare il sonar più grande e potente possibile.

Solo le grandi dimensioni dello scafo rendono possibile pensare a questo tipo di sistemazione per via che l'angolazione dei tubi deve essere prevista verso l'esterno, cosa che per 6 tubi di lancio da 533mm porta via inevitabilmente spazio, e un sottomarino non ha mai uno scafo resistente molto largo. In effetti, le dimensioni di queste unità giapponesi sono simili, quando non superiori, a quelle di parecchie classi di SSN, e solo la presenza delle fessure per la libera circolazione d'acqua posteriori alla torrette permettono di riconoscere tali sommergibili, che somigliano curiosamente ad un incrocio tra un sommergibile americano e uno sovietico (per via dei timoni sulla torre e il doppio scafo).

I sensori comprendono sistemi statunitensi costruiti su licenza, come il sonar SQS-36, e sono molto avanzati nel loro insieme, specialmente con gli aggiornamenti che hanno avuto nel corso degli anni.
Le armi vere e proprie, invece, comprendono un totale di 18-20 siluri (3 ricariche) con la possibilità almeno teorica di sostituirli ciascuno con 2 mine. Inoltre, dalla terza unità sono apparsi i missili antinave UGM-84 Harpoon, da 90–130 km di gittata e intercambiabili con i siluri in un rapporto di parità. Il siluro standard è il Type 89, simile all’Mk 48 americano, che è un'arma a lungo raggio. È un siluro a doppio ruolo antinave e antisommergibile filoguidato con sonar autonomo per la ricerca finale del bersaglio. Anche i precedenti Type 80, da 480mm, derivati dall’Mk 37 americano, sono utilizzati.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

I sottomarini classe Yushio sono entrati in servizio al ritmo di uno l'anno, a far tempo dal 1980. Con questa programmazione, hanno sostituito progressivamente i precedenti classe Uzushio, ma dal momento che la marina giapponese ha avuto nei suoi piani di programmazione fondi per un sottomarino l'anno, e ha la necessità di una ventina di navi, già nel 1998 lo Yushio è passato come unità addestrativa.
La cosa è rimarchevole perché mentre i giapponesi hanno posto fuori dal servizio di prima linea una serie di sottomarini così moderni come gli Uzushio e i primi Yushio, altre marine hanno tenuto in servizio vecchi scafi residuati della Seconda guerra mondiale per 40-50 anni, per non parlare delle vecchie unità postbelliche come la classe Daphné francese o i classe Romeo/Ming cinesi.
Originariamente si pensava di costruire un totale di 14 battelli, ma ci si è fermati a 10 per via dell’apparizione di una classe successiva e perfezionata di unità subacquee.
Dei sottomarini della classe uno in particolare è balzato alla attenzione delle cronache, quando nel 1988 il Nadashio (SS 577) entrò in collisione, mentre navigava in superficie diretto alla base di Yokosuka, con un peschereccio. Nel tragico incidente 30 marinai della nave persero la vita, mentre il sommergibile riuscì a rientrare con i propri mezzi in porto. In casi come questi la costruzione a doppio scafo, con la sua robustezza e riserva di galleggiabilità, dimostra effettivamente le proprie qualità.
A parte questo, 7 dei battelli hanno ricevuto i missili Harpoon, e tutti il sonar rimorchiabile a bassissima frequenza ZQR-1 (equivalente dell’americano BRQ-15) a bassissima frequenza, che abbinato al sonar prodiero, che copre invece quelle medio-basse, rende molto elevata la resa di tali battelli nelle azioni di localizzazione dei sottomarini. Un sonar rimorchiato non è comune per i sottomarini diesel-elettrici.

Il sostituto della serie Yushio è apparso negli anni '90, si tratta del progetto classe Harushio, ancora più avanzato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le unità dalla quinta in poi sono state in grado di lanciare il missile Sub-Harpoon.

Unità della Classe Yushio della Japan Naval Self Defence Force[2]

JNSDF - Classe Yushio
Matricola Nome Cantiere Entrata in servizio Destino finale
SS-753 Yushio Cantiere Mitsubishi, Kobe 26 febbraio 1980 Radiata il 11 marzo 1999
SS-754 Mochishio Cantiere Kawasaki, Kobe 5 marzo 1981 Radiata il 10 marzo 2000
SS-755 Setoshio Cantiere Mitsubishi, Kobe 17 marzo 1982 Radiata il 30 marzo 2001
SS-756 Okishio Cantiere Kawasaki, Kobe 1º marzo 1983 Radiata il 4 marzo 2003
SS-757 Nadashio Cantiere Mitsubishi, Kobe 6 marzo 1984 Radiata il 1º giugno 2001
SS-758 Hamashio Cantiere Kawasaki, Kobe 5 marzo 1985 Radiata il 9 marzo 2006
SS-759 Akishio Cantiere Mitsubishi, Kobe 5 marzo 1986 Radiata il 3 marzo 2004
SS-760 Takeshio Cantiere Kawasaki, Kobe 3 marzo 1987 Radiata il 9 marzo 2005
SS-761 Yukishio Cantiere Mitsubishi, Kobe 11 marzo 1988 Radiata il 7 marzo 2008
SS-762 Sachishio Cantiere Kawasaki, Kobe 24 marzo 1989 Radiata il 14 aprile 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b SS Yushio Class
  2. ^ SS Yushio Class