Classe Chikugo

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Chikugo
La corvetta JS Ayase (DE-216)
La corvetta JS Ayase (DE-216)
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo corvetta
Classe Chikugo
Identificazione DE 215
Caratteristiche generali
Dislocamento 1470-1500 t.
Stazza lorda 1700-1800 t. tsl
Lunghezza 93,1m. m
Larghezza 10,8m. m
Pescaggio 3,5m. m
Ponte di volo nom
Propulsione 4 diesel Mitsubishi UEV/30, o 28VBC-38, 16.000hp su 2 assi
Velocità 25 nodi nodi
Autonomia n.mi. a nodi ( km a km/h)
Equipaggio 165
Equipaggiamento
Sensori di bordo 1 radar scoperta aerea OPS-14; 1 radar scoperta in superficie OPS-28; 1 radar navigazione OPS-19; 1 sonar a scafo OSQ-3, 1 VDS OSQ-35(J)
Sistemi difensivi ESM NORL-5
Armamento
Armamento *artiglieria alla costruzione:1 impianto binato da 76mm. Mk33, 1 binato da 40mm a poppa.
  • Missili: 1 lanciatore ottuplo ASROC, con 8 missili
  • siluri: 2 tls Mk 68 con siluri Mk 46
siluri:

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La classe Chikugo è stata importante per la JSDN, ovvero le forze navali di autodifesa giapponesi (ufficialmente, al Giappone non sono concesse, a motivo dei trattati postbellici, forze armate letteralmente degne di questo nome).

Identificate come DE, ovvero cacciatorpediniere di scorta, esse sono in effetti delle fregate leggere/corvette, comunque rappresentano la linea evolutiva delle piccole unità navali del periodo bellico, più piccole, meno armate e veloci dei cacciatorpediniere di squadra, ma adatte a difendere i convogli e alla caccia ASW, con quel tanto di velocità, armamento e sensori per svolgere bene il loro compito e difendersi dagli attacchi, per un costo complessivo molto inferiore rispetto a quello di un caccia.

Il loro progetto prevedeva navi pesantemente armate per il compito ASW (Anti-Submarine Warfare), buon bordo libero, sovrastrutture raggruppate in 2 blocchi, con la plancia in quello anteriore e il fumaiolo per quello posteriore.

La propulsione era affidata a soli motori diesel, per garantire un’autonomia e sicurezza di funzionamento elevata, e grazie alle buone linee dello scafo, la velocità si è rivelata certamente ragionevole, a mezza strada tra le qualità tipiche dei vecchi pattugliatori tipo corvetta, come le navi classe ‘Gabbiano’, e quelle delle navi di squadra, oltre 30 nodi: i 25 nodi che i DE del periodo bellico solitamente raggiungevano sono quindi replicati anche su queste navi. In origine, i motori erano Mitsubishi, ma prodotti su licenza, ma nelle navi più recenti della classe sono diventati un progetto nazionale, della divisione motori marini, la Mitsui.

L’armamento era incentrato sul lanciatore ASROC, sistemato a poppa. Da notare, a questo proposito, che le navi della classe sono state progettate per questo armamento, ed esse hanno avuto il record mondiale per essere le unità più piccole che abbiano mai avuto tale armamento (che ha l’ingombro di una torre da 127 mm). I razzi ASROC hanno solo siluri Mk 46, non anche le cariche nucleari delle navi USA, e vengono sparate solitamente in coppia. Non vi sono ricariche per il lanciatore ottuplo.

Il resto dell’armamento era assai limitato, con una torre binata a prua da 76 mm e una a poppa da 40 mm, e 2 tls. tripli da 324 mm.

La dotazione elettronica era piuttosto congrua, e costituita da apparati nazionali o prodotti su licenza, un notevole salto in avanti per l’indipendenza giapponese in tali campi. Solo il cannone di prua aveva un radar apposito, per consentire appieno lo sfruttamento della gittata di 13 km e la cadenza di 90 c/min. La torre a poppa era invece dotata di una centralina Mk51, basata solo su apparati ottici. In termini di sistemi ASW, l’introduzione del sonar VDS, dopo alcuni anni di servizio, ha aumentato molto l’efficienza delle navi nella ricerca ASW.

Le 11 ‘Chikugo’ hanno prestato servizio per molti anni come le principali navi della categoria della marina giapponese, usate nel difficile fronte del Pacifico e del Mar del Giappone, fronteggiando la flotta sovietica del Pacifico e anche quella cinese, entrambe ricce di sommergibili. L’ASROC è stato un valido deterrente su queste navi giapponesi, anche se la difesa antiaerea e antinave era in gran parte sacrificata alla missione primaria.

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