Chytridiomycota

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Chytridiomycota
Spizellomycete.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Chytridiomycota
Classi

Chytridiomycota Arx (1967).

Quella dei Chitridi (Chytridiomycota) è una divisione del regno dei funghi che contiene due classi e sei ordini [1]. Il nome fa riferimento al chitidrio (dal greco, "chytridion " = piccola pentola), la struttura che contiene le spore.

Appartengono a questa divisione specie acquatiche con ife cenocitiche o scarsamente settate. Le spore sono uni-flagellate (zoospore) e la presenza di flagelli in queste spore portò all'esclusione del phylum dal regno Fungi. La reinclusione è recente ed è stata possibile a seguito di studi di carattere molecolare.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I funghi della divisione Chytridiomycota si presentano sotto forma di cellule singole, o di tallo filamentoso formato da ife non settate (cenocitiche, o ad organizzazione sifonale) plurinucleate. Le cellule mobili (le zoospore) sono dotate di un unico flagello a sferza (cioè privo di ciglia od ornamenti).

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il ciclo vitale è aplodiplonte, con alternanza di generazioni isomorfiche.

La riproduzione vegetativa avviene per liberazione di zoospore diploidi flagellate da sporangi specializzati, nell'individuo diploide. La germinazione di queste spore porterà nuovamente ad un individuo diploide geneticamente identico al genitore.

Spore aploidi, invece, sono rilasciate (anch'esse dall'individuo diploide) da sporangi sessuali con parete spessa che possono sopravvivere anche in condizioni ostili. In questi sporangi avviene la meiosi che porterà alla formazione di zoospore aploidi. Queste ultime, germinando, si svilupperanno in gametofiti aploidi sui quali matureranno le strutture riproduttive (gametocisti) maschili e femminili. A maturazione avvenuta le gametocisti libereranno nell'acqua i gameti maschili e femminili (entrambi flagellati) la cui unione (gametogamia) porterà allo sviluppo di un nuovo sporofito, completando il ciclo. La gametogamia può essere isogama (i gameti maschili e femminili cioè sono uguali tra loro), anisogama (gameti femminili più grandi e meno mobili dei maschili), oogama (gameti femminili immobili fecondati da gameti maschili mobili). In alcune specie può avvenire gametocistogamia, cioè unione delle gametocisti senza che avvenga liberazione dei gameti.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

I Chitridi sono i primitivi tra i fungi e sono generalmente saprofiti (degradano la chitina e la cheratina).

Alcune specie di Chitridi uccidono anfibi bloccandone la respirazione attraverso la pelle; tale infezione è conosciuta come chitridiomicosi. Si tratta in particolare del Batrachochytrium dendrobatidis, o Bd, riconosciuto come una delle cause di estinzione per molte specie di anfibi. Alcuni anfibi sono addirittura stati estinti in seguito all'introduzione di questa specie, come, per esempio, il rospo dorato del Costa Rica, Ollotis periglenes. La comunità conservazionistica internazionale si sta muovendo per monitorare la presenza di questo chitridio al fine di salvaguardare le specie di anfibi. In particolare, in Madagascar, il recente Sahonagasy Action Plan, prevede interventi di studio sulla possibile introduzione di questo patogeno in Madagascar (dove risulterebbe essere ancora assente)

Altre specie, invece, possono infettare anche specie vegetali, come ad esempio il Synchytrium endobioticum, importante patogeno della patata.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Nella vecchia classificazione, gli ordini dei Chitridi (con l'eccezione di Neocallimasticales e Spizellomycetales, recentemente istituiti) erano stati collocati nella classe dei Phycomycetes, appartenente alla sottodivisione Myxomycophyta.

Ordini appartenenti ai Chytridiomycota[1]:

Chytridiales[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine Chytridiales comprende specie parassite di alghe planctoniche o di piante terrestri, provocando malattie come il marciume del cavolo o il cancro della patata. I funghi di questo ordine sono generalmente unicellulari, di forma sferica, dotati di sottili appendici prive di nucleo (rizoidi). La riproduzione sessuata può avvenire per gametogamia isogama, anisogama o gametocistogamia.

Cladochytriales[modifica | modifica wikitesto]

Lobulomycetales[modifica | modifica wikitesto]

Rhizophydiales[modifica | modifica wikitesto]

Spizellomycetales[modifica | modifica wikitesto]

Monoblepharidales[modifica | modifica wikitesto]

Gli appartenenti all'ordine Monoblepharidales sono funghi saprofiti acquatici che si nutrono di resti vegetali. Non possiedono rizoidi, e la riproduzione avviene per gametogamia oogama.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Una variante modificata geneticamente, viene usata nel libro "Tom Clancy's Splinter Cell: Polonio 210" di Tom Clancy, per eliminare ogni traccia di petrolio sulla faccia della terra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b NCBI database. URL consultato il 10 luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barr, D.J.S. 2001. Chytridiomycota. pp. 93-112. In: The Mycota. VIIA Systematics and Evolution. (eds. D.J. McLaughlin, E.G. McLaughlin, P.A. Lemke) Springer-Verlag Berlin.
  • Chambers, J. 2003. Ribosomal DNA, secondary structure and phylogenetic relationships among the Chytridiomycota. Ph. D. Dissertation. The University of Alabama. 116 pp. August 2003.
  • James, T. Y., D. Porter, C. A. Leander, R. Vilgalys, and J. E. Longcore 2000. Molecular phylogenetics of the Chytridiomycota support the utility of ultrastructural data in chytrid systematics. Canad. J. Bot. 78: 336-350.
  • Letcher, P.M. 2003. Systematic analysis of molecular and ultrastructural characters among two clades of zoosporic fungi. Ph. D. Dissertation. The University of Alabama. 149 pp. December 2003.
  • Longcore, J.E., A.P. Pessier, and K.D. Nichols. 1999. Batrachochytrium denderobatidis gen. et sp. nov., a chytrid pathogenic to amphibians. Mycologia 91: 219-227.
  • Powell, M. J. 1993. Looking at mycology with a Janus face. A glimpse at Chytridiomycetes in the environment. Mycologia 85: 1-20.
  • Sparrow, F.K. 1960. Aquatic Phycomycetes. 2nd Rev. Ed. Univ. Michigan Press, Ann Arbor, Michigan

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