Chiesa di Santa Maria degli Angiolini

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Coordinate: 43°46′31.71″N 11°15′49.08″E / 43.775475°N 11.2636333°E / 43.775475; 11.2636333

Chiesa di Santa Maria degli Angiolini
Facciata
Facciata
Paese Italia
Regione Toscana
Località Firenze
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Firenze
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico
Inizio costruzione
Completamento
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web
Questa voce riguarda la zona di:
Borgo Pinti
Voci principali
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La chiesa di Santa Maria degli Angiolini, situata in via della Colonna, è una piccola chiesa barocca di Firenze.

[modifica] Storia

La chiesa deve il suo nome al fatto di essere la cappella dell'ex-monastero di Santa Maria degli Angiolini. Nel 1507 un gruppo di pie donne fiorentine acquistarono una casa in Via Laura, vicino a Borgo Pinti, per dedicarsi alla vita religiosa ed alle opere caritatevoli. Con l'avvicinamento di un numero di donne sempre crescente, l'edificio venne ampliato e trasformato in un vero e proprio monastero di clausura. Forse il nome venne scelto per riecheggiare quello del più grande e antico Monastero di Santa Maria degli Angeli.

Nel 1784, il Granduca Pietro Leopoldo, in una delle prime ondate di soppressioni monastiche, secolarizzò il monastero e lo trasformo in conservatorio, funzione che viene tutt'oggi esercitata.

La decorazione della piccola chiesa risale al momento di maggior splendore del monastero, verso la metà del Seicento. Vi sono conservate alcune grandi pale d'altare dipinte dai maggiori maestri fiorentini dell'epoca, a testimonianza della ricchezza e del prestigio raggiunti da quest'istituzione religiosa. Tra i nomi si citano Francesco Curradi, Matteo Rosselli e Domenico Puligo.

L'organo della chiesa fu costruito nel 1793 su uno strumento preesistente, ad opera di Luigi e Benedetto Tronci.

La chiesetta, danneggiata gravemente dall'alluvione di Firenze del 1966 con l'acqua arrivata fino a circa due metri di altezza, è stata chiusa per quarant'anni ed è stata riaperta solo nel novembre del 2006, poche settimane dopo la celebrazione del quarantennale della grande inondazione, al termine di un restauro iniziato solo nel 1996 su finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

[modifica] Bibliografia

  • Maurizio Busia, Il barocco torna alla luce, articolo su il Firenze, 22 novembre 2006, pag. 41.
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