Certosa di Vigodarzere

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La Certosa di Vigodarzere è un monastero certosino edificato a Vigodarzere (Padova) nel corso del XVI secolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La costruzione fu decisa dopo che nel corso del cosiddetto "guasto delle mura" (la distruzione ordinata dalla Repubblica di Venezia di tutti gli edifici che circondavano le mura cinquecentesche di Padova) fu abbattuto il vecchio monastero certosino.Il monastero fu consacrato nel 1560 e abbandonato nel 1768 a seguito della soppressione decisa dalla Serenissima. Dopo vari utilizzi durante le ultime guerre la Certosa è attualmente abbandonata. Dopo le distruzioni causate dalla guerra della Lega di Cambrai, i monaci Certosini di Padova ricostruirono il loro monastero in un'ansa del fiume Brenta, sui terreni che il vescovo aveva donato all'Ordine. A partire dal 1534, fino al 1560, grazie all'opera di due celebri architetti dell'epoca: Andrea Moroni e Andrea Da Valle, i lavori vennero portati a termine con grande soddisfazione dei monaci che si insediarono nel nuovo importante edificio fin dall'anno successivo. Anche se la costruzione era imponente e rappresentava un notevole centro di cultura e meditazione, il numero dei monaci presenti non fu mai elevato, tanto che, nel 1768, la Serenissima ne decise la chiusura e incamerò i beni ad essa collegati. Quando – poco dopo - Antonio Zigno ne entrò in possesso, trasformò la struttura in casa di campagna e corte contadina, lasciando intatte le celle sul retro ma creando le ali nobiliari e i magazzini agricoli collegati agli alloggi dei mezzadri. Durante le due guerre la Certosa divenne caserma, polveriera e rifugio per gli sfollati che abbandonavano la città in seguito ai bombardamenti alleati. I conti Passi di Preposulo, una antica famiglia i cui antenati amministrarono Bergamo e furono sudditi fedeli della Serenissima, ereditarono la proprietà dagli Zigno nel '900, senza peraltro trovare le risorse per recuperarne la funzionalità di dimora di campagna o adattarla ad altri usi. Nel frattempo molte parti della struttura stanno cedendo e il complesso è in uno stato di totale abbandono, indifeso dai vandali, l'ingresso interdetto ai numerosi visitatori che passeggiano lungo il Brenta in quella zona.

I dintorni sono protetti dal regolamento del Parco del Brenta e pertanto sono quasi intatti: alberi secolari e suggestivi scorci del fiume rendono gradevoli le passeggiate che portano alla Certosa. L'area si presterebbe – una volta affrontata l'onerosa ristrutturazione della proprietà – ad ospitare un centro di cultura veneta, con notevoli potenzialità commerciali, vista l'affluenza di visitatori che dimostrano di apprezzare l'unicità del manufatto architettonico e il contesto in cui sorge. I timidi tentativi delle istituzioni locali di trovare una destinazione e i danari necessari per restituire la Certosa ai cittadini, non hanno sortito altro effetto che qualche vago dibattito senza seguito.