Achille De Zigno

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Achille De Zigno (Padova, 14 gennaio 1813Padova, 15 gennaio 1892) è stato un botanico, geologo e paleontologo italiano.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] La vita pubblica

Di famiglia agiata, Achille De Zigno non seguì alcun percorso scolastico e universitario, ma venne educato da tutori privati. Compì numerosi e prolungati viaggi all'estero, che gli permisero di vantare un'approfondita conoscenza delle principali lingue straniere. Fin da giovanissimo si appassionò alle scienze naturali, agevolato da incontri e confronti con alcuni esponenti del panorama scientifico veneto, fra i quali Tomaso Antonio Catullo, del quale poi, però, avrebbe criticato in modo fondato le identificazioni di fossili.

Rivestì importanti incarici diplomatici e politico-amministrativi - fu podestà di Padova per un decennio (1846-1856), per poi essere eletto deputato della Congregazione Centrale, quindi sedere al Consiglio dell'Impero austriaco, in rappresentenza delle province venete, dal 1860 al 1866 e, infine, sindaco di Vigodarzere dal 1872 al 1885 -, a seguito dei quali fu insignito del titolo di barone dell'Impero austriaco (1857) e di numerose onorificenze, quali i cavalierati della Corona ferrea e, dopo l'annessione al Regno d'Italia, del Merito civile di Savoia.

Socio dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia Nazionale delle Scienze e dell'Accademia delle Scienze di Torino, il barone De Zigno fu presidente dell'Accademia Galileiana nel 1871, dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti nel biennio 1876-78 e della Società Geologica Italiana nel 1885.

[modifica] L'attività scientifica

Si occupò, inizialmente, di botanica, studiando in particolare le piante crittogamiche e le alghe. Il suo intento era quello di confutare le tesi, allora ancora invalse, sulla generazione spontanea del naturalista francese Jean Baptiste Bory de Saint-Vincent. Tuttavia, a causa di una diminuzione della vista, spostò presto i propri interessi nel campo della geologia, con particolare riferimento alla stratigrafia del Veneto, per procedere a datazioni fissate in base allo studio comparato dei fossili. Verso la metà del XIX secolo, invece, si occupò di paleontologia, disciplina che gli permise di riprendere lo studio della botanica. Non è un caso che la Flora fossilis formationis oolithicae, la sua principale opera, pubblicata in fascicoli e poi raggruppata in due volumi (il primo si occupava delle specie di cotiledoni, mentre il secondo era riservato alle monocotiledoni), rappresentasse di fatto un manuale di paleobotanica.

Il suo Catalogo ragionato (1874) dei fossili del calcare eocenico provenienti dai monti Bolca e Postale (1874), dove prelevò numeroso materiale fossile di vertebrati e pesci, si appalesava come lo studio più autorevole sul tema. Tali reperti impreziosirono, peraltro, le sue collezioni di fossili oolitici. Queste, alla morte di Zigno, furono acquistate, unitamente alla sua biblioteca, da Giovanni Omboni, il quale ne compilò i relativi cataloghi, censendo 10818 pezzi, e le donò all'Università di Padova, dove tuttora permangono.

[modifica] Opere principali

[modifica] Volumi

  • Introduzione allo studio della geologia, Tip. A. Sicca, Padova 1843.
  • Sulle ossa fossili di rinoceronte trovate in Italia, s.e., Padova 1855.
  • Flora fossilis formationis Oolothicae, 2 voll., Tip. del Seminario, Padova 1856-1885.
  • Dichopteris: genus novum filicum fossilium, Antonelli, Venezia 1865.
  • Catalogo ragionato dei pesci fossili del calcare eoceno di M. Bolca e M. Postale, Grimaedo, Venezia 1874.

[modifica] Memorie

  • Sopra alcuni corpi organici che si osservano nelle infusioni, Sicca, Padova 1839 (online).
  • Sulla giacitura dei terreni di sedimento del Trivigiano, Sicca, Padova 1841 (online).
  • Sul terreno cretaceo dell'Italia settentrionale, Sicca, Padova 1846 (online).
  • Intorno ai cenni del professore Tomaso Antonio Catullo sopra il sistema cretaceo delle Alpi venete, Sicca, Padova 1846.
  • Coup d'oeil sur les Terrains stratifies des Alpes Venitiennes, Braumuller, Wien 1850.
  • Sui terreni jurassici delle Alpi venete, e sulla flora fossile che li distingue, Sicca, Padova 1852.
  • Prospetto dei terreni sedimentari del Veneto, Antonelli, Venezia 1858.
  • Sulla costituzione geologica dei monti Euganei, Randi, Padova 1861.
  • Sulle piante fossili del trias di Recoaro, Antonelli, Venezia 1862.
  • Sopra i depositi di piante fossili dell'America Settentrionale, delle Indie, e dell'Australia, che alcuni autori riferirono all'epoca Oolitica, Randi, Padova 1863.
  • Osservazioni sulle felci fossili dell'oolite ed enumerazione delle specie finora rinvenute, Randi, Padova 1865.
  • Intorno ai resti di Mastodonte trovati nel Veneto, Randi, Padova 1870.
  • Sulle piante monocotiledoni e dicotiledoni dellepoca giurese, Randi, Padova 1872.
  • Sirenii fossili trovati nel Veneto, s.e., Venezia 1875.
  • Sulla distribuzione geologica e geografica delle conifere fossili, Randi, Padova 1878.
  • Sopra un nuovo sirenio fossile scoperto nelle colline di Bra in Piemonte, Salviucci, Roma 1878.
  • Sopra un cranio di coccodrillo scoperto nel terreno eoceno del veronese, Salviucci, Roma 1880.
  • Sui vertebrati fossili dei terreni mesozoici delle Alpi Venete, s.e., Padova 1883.
  • Sopra uno scheletro fossile di Myliobates esistente nel Museo Gazola in Verona, Antonelli, Venezia 1885.
  • Antracoterio di Monteviale, Antonelli, Venezia 1888.
  • Nuove aggiunte alla ittiofauna dell'epoca eocena, Antonelli, Venezia 1888.
  • Cheloni scoperti nei territori cenozoici delle Prealpi Venete, Antonelli, Venezia 1889.


Zigno è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Achille De Zigno.
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[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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