Cellula staminale embrionale

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Al centro cellule staminali embrionali umane circondate da fibroblasti murini

La cellula staminale embrionale è un tipo di cellula, caratteristica dello sviluppo dell'embrione di una settimana. Essa è ancora non differenziata, ovvero ancora dotata della potenzialità di dare origine a ogni tipo istologico presente nell'organismo di cui fa parte. Questa caratteristica viene espressa in termini di pluripotenza. Le uniche cellule staminali totipotenti sono i blastomeri, derivanti dalle prime divisioni dello zigote. I blastomeri, tuttavia, non possono essere definiti staminali a tutti gli effetti in quanto una delle principali caratteristiche delle cellule staminali è l'autorinnovamento, ossia la capacità di generare, mediante divisione asimmetrica, una cellula staminale ed una cellula che andrà incontro a differenziamento.

Lo zigote, ovvero la prima cellula che darà origine all'embrione e alle strutture per il suo sviluppo, può essere considerata la prima cellula staminale embrionale.

Le cellule staminali embrionali sono usate per vari scopi in biologia; uno di questi è la realizzazione di organismi geneticamente modificati, importantissimi soprattutto in ambito medico, per la comprensione di molte patologie di origine genetica. L'alta capacità di proliferazione, anche mediante la coltivazione in vitro e la possibilità di dare origine a qualsiasi tessuto o organo rende le cellule staminali embrionali particolarmente adatte all'uso terapeutico.

L'estrazione di cellule staminali da embrioni suscita accesi dibattiti di natura bioetica, in quanto provoca la distruzione dell'embrione stesso.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) MJ. Evans, MH. Kaufman, Establishment in culture of pluripotential cells from mouse embryos in Nature, vol. 292, nº 5819, luglio 1981, pp. 154-156, DOI:10.1038/292154a0, PMID 7242681.

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