Cellore

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Cellore
frazione
Cellore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Comune Illasi-Stemma.png Illasi
Territorio
Coordinate 45°29′04″N 11°10′49″E / 45.484444°N 11.180278°E45.484444; 11.180278 (Cellore)Coordinate: 45°29′04″N 11°10′49″E / 45.484444°N 11.180278°E45.484444; 11.180278 (Cellore)
Altitudine 214 m s.l.m.
Abitanti 1 143 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 37031
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Patrono San Zeno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cellore

Cellore (Sèlore in veneto veronese[1]) è una frazione del comune di Illasi. Si colloca a nord rispetto al capoluogo, sulla strada provinciale che attraversa tutta la Valle d'Illasi.

Come giurisdizione ecclesiastica il paese appartiene alla Diocesi di Verona ed è sede di parrocchia (San Zeno Vescovo).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo ha origine incerta: potrebbe derivare dal latino “Cella” (ovvero deposito, dispensa, magazzino) o da “Cellarius” (dispensiere). Recenti studipropendono per "Cellula",ovvero "galera" "prigione" come dimostrano diversi documenti a partire dal XV secolo. La storia di Cellore ha radici lontane: un insediamento risalente al 700 a.C. venne ritrovato sul monte Gardon. Inoltre, sullo stesso monte, vennero trovati cocci risalenti all'Età del Bronzo, oltre a selci e punte di freccia attribuibili al Neolitico.

Nel 2007, in località Arano, su un'area destinata alla lottizzazione, è stata ritrovata una necropoli risalente a circa 2000 anni a.C., che gli archeologi fanno risalire al periodo Eneolitico. Gli scavi sono terminati nel 2009 e hanno rivelato una settantina di sepolture contenenti scheletri rannicchiati in posizione fetale. Ritrovamenti di monete, reperti e il monumento funebre ai Sertorius (in località Cisolino) indicano la presenza degli antichi romani nell'area, ampiamente confermata dalle ultime ricerche dello Zorzi.

Nel 1878, durante gli scavi per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, venne ritrovata una necropoli attribuita ai longobardi di Alboino (anno 570). E circa alla stessa data si presume risalga l'antica Abbazia di San Zeno minore, dipendente da quella omonima presente in città, ma che prima dipendeva dalla antica Pieve di San Giorgio di Illasi. Sia Federico Barbarossa (nel 1163) che Papa Urbano III (nel 1187) confermarono l'assoggettamento dell'Abbazia di Cellore a quella di San Zeno in Verona.

Contrariamente a quello che si pensa a Cellore non esistevano conventi, ma solo dimore padronali come il cosiddetto "Arco delle Madonne" e la dimora nobiliare della famiglia De Nicolis (ad Arano), ancor oggi ben conservata e che presentava in facciata lo stemma gentilizio del 1437 (asportato con l'ultima ristrutturazione). Già nel 1488 si ritrova citata nei documenti la fontana di Arano (la vasca odierna non è quella originale che però è visibile nella recente pubblicazione "Le origini di Illasi"). Il paese seguì le vicende della zona, soggetto dunque per secoli alla dominazione veneziana ma comunque un comune a sé stante (fino al 1825 circa).

La fontana in località Arano.

All'ombra del leone veneziano si ebbe la disputa con i Pompei (famiglia nobile residente ad Illasi) e il Comune d'Illasi per il controllo delle sorgenti d'acqua che nascevano a Cellore. Dopo una battaglia a colpi di carte bollate, i celloresi si videro riconosciuti i loro diritti dalla ormai decadente Serenissima che non avendo più bisogno di condottieri in armi si disinteressò dei desideri dei Conti Pompei.

Nel 1773 la Serenissima decretò la soppressione della giurisdizione civile dell'Abazia di San Zeno Maggiore e nel 1797 del non monastero di Cellore passa al Vescovo di Verona. Per la parte religiosa la comunità continuò, come da sempre a far parte della parrocchia di Cazzano di Tramigna fino al 1853 quando la Curia vescovile emise il decreto di istituzione della parrocchia di Cellore. Salvo un rimborso di £ austr. 3500 per la perdita causata al parroco di Cazzano, la somma vide la garanzia del comune di Illasi.

Da ricordare che fu curato (dal 1923, per cinque anni) della parrocchia di San Zeno Don Domenico Mercante, l'eroico parroco di Giazza che venne fucilato dai tedeschi (assieme ad un soldato che si rifiutò di sparare) alla fine della seconda guerra mondiale a Passo Pertica, sul gruppo del Carega. Al sacerdote sono dedicate le scuole elementari del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

L'Abbazia di San Zeno, il campanile e la chiesa parrocchiale, sempre dedicata a San Zeno Vescovo, in Cellore

L'Abbazia di San Zeno[modifica | modifica sorgente]

Fondata probabilmente nell'anno 600, sorge nella piazza centrale del paese, a sinistra della chiesa parrocchiale per l'osservatore, vicina al campanile.

Le dimensioni originarie erano molto ampie ma furono ridotte nel 1878 con la costruzione della parrocchiale. Era dotata di quattro altari (compreso quello maggiore): l'unico ancora esistente a Cellore è quello della Madonna col Bambino conservato nella parrocchiale mentre l'altare maggiore si trova nella chiesa di Pai (comune di Torri del Benaco). Sempre in questa chiesa era presente il famoso “Gruppo del Calvario”.

Sono presenti affreschi: da notare quelli di Francesco Morone datati 1517 (“Il Padre Eterno”, “Annunciazione” e “Gli Evangelisti”).

La chiesa parrocchiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa_di_San_Zeno_(Cellore).

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Pearà, salsa a base di midollo che si abbina con i bolliti misti (Terza domenica di Marzo)
  • Festa della Croce sul Monte Garzon (25 aprile), a ricordo dell'evitata escavazione del monte per trarne materiale con cui costruire la terza corsia dell'autostrada A4. Sul monte, per tale motivo, sorge una grande croce, un altare e una campana.
  • Valpolicellore (Seconda domenica di maggio), festa del vino con mostra, degustazione e musica.
  • CellorEstate (Mese di Agosto), serate con spettacoli di teatro, musica e cabaret.
La Croce sul Monte Garzon

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Cellore è interessata dal percorso della Strada Provinciale 10, che la mette in collegamento con la direttrice padana superiore.

Fra il 1883 e il 1956 era presente una fermata della tranvia Caldiero-Tregnago, diramazione della Verona-San Bonifacio che rappresentò il mezzo di trasporto principale per il collegamento di persone e merci fra Verona e la bassa Val d'Illasi. Soggetta nel corso della sua storia a diversi passaggi di gestione, la linea venne elettrificata nel 1922.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giancarlo Volpato, Civiltà cimbra. La cultura dei Cimbri dei Tredici Comuni veronesi, Verona, Bi & Gi, 1983, p. 69.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierluigi Zorzi, Cellore d'Illasi - Documenti e storia fino al 1800, Edizioni Taucias Gareida, Giazza-Verona, 1991.
  • Pierluigi Zorzi, "Le Origini di Illasi", Jago Edizioni (Verona), 2009.