Bophuthatswana
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Il Bophuthatswana fu uno stato bantustan ("homeland") sito nel nordovest del Sud Africa. Aveva una superifcie di circa 40.000 km² e consisteva di sette enclave sparse nelle provincie sudafricane di Cape Province, Transvaal e Orange Free State. La capitale Mmabatho era situata in un'area prossima al Botswana. Lo stato fu creato dal National Party sudafricano per rinchiudervi le etnie di lingua Setswana. Nel 1983 ospitava più di 1.430.000 persone.
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[modifica] Storia
Il Bophuthatswana fu reso autonomo nel 1971, e divenne formalmente indipendente il 6 Dicembre del 1977; Kgosi Lucas Mangope fu posto a capo del governo. In realtà il Bophuthatswana fu uno stato dipendente dall'autorità del governo sudafricano, che intendeva racchiudervi diverse etnie nere - vedi apartheid. L'indipendenza dello stato non venne riconosciuta a livello internazionale da nessun paese, ad eccezione del Sud Africa e di Israele. Le persone trasferite - spesso forzatamente - nel Bophuthatswana perseo la propria cittadinanza sudafricana. Nel 1988 un tentato golpe fu soppresso dal Sud Africa, che reimpose Mangope quale capo del governo. Si disse in seguito che il golpe fosse stato organizzato dal partito di opposizione, il People's Progressive Party (PPP), guidato da Rocky Malebana Metsing. Un secondo golpe, nel 1990, ebbe ugualmente insuccesso.
[modifica] Economia
Il Bophuthatswana era il più ricco degli stati del Bantustan, grazie alle sue miniera di platino. Un'altra fonte di guadagno era il casinò di Sun City, città distante un giorno di viaggio da Johannesburg e Pretoria, dove il gioco d'azzardo era illegale sotto il governo del National Party (così come nell'intero Sud Africa).
[modifica] Il golpe nel Bophuthatswana
Agli inizi del 1994, mentre in Sud Africa venivano indette elezioni democratiche, il presidente Lucas Mangope si oppose alla reintegrazione nel Sud Africa. 40 persone furono ferite quando le truppe del "Bophuthatswana Defence Force" aprirono il fuoco su funzionari civili. Mangope assunse progressivamente posizioni sempre più autoritarie: respinse l'appello del giudice Johann Kriegler, presidente della Commissione Elettorale Indipendente sudafricana, per una libera attività politica nel territorio, e azzerò lo staff del Bophuthatswana Broadcasting Corporation, chiudendo due canali televisivi e tre stazioni radiofoniche.
Il gruppo più numeroso della minoranza bianca, l'Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB), colse l'opportunità per provare a restaurare una situazione simile all'apartheid, ma il tentativo fu abortito nei primi giorni di Marzo, quando in presenza di giornalisti e di una troupe televisiva, membri in uniforme dell'AWB in un'incursione armata nell'area di Mmabatho/Mafikeng spararono a gente lungo la strada, ferendone ed uccidendone molte.[1] Loro stessi furono colpiti da membri del Bophuthatswana Defence Force (BDF) e della polizia, e furono costretti a ritirarsi. Tre feriti, membri dell'AWB, furono uccisi con colpi a bruciapelo da Ontlametse Bernstein Menyatsoe, ufficiale del BDF.[2] Queste uccisioni implicarono la fine dell'opposizione militare bianca alle riforme democratiche. Mangope fu rimpiazzaro da un governo ad interim, e il 27 Aprile dello stesso anno tutte le dieci homelands, incluso il Bophuthatswana, furono reintegrate nel Sud Africa del post-apartheid.
[modifica] Il Sud Africa nel post-apartheid
Con la fine dell'apartheid, delle 7 enclavi, 5 furono aggregate alla North West Province. Thaba Nchu divenne parte del Libero Stato e Moretele (la più orientale delle sette) divenne parte del Mpumalanga. La capitale, Mmabatho, è ora la capitale della North West province.
[modifica] Note
- ^ Amnesty Application - Ontlametse Bernstein Menyatsoe. Truth and Reconciliation Commission
- ^ Amnesty granted for killing of three AWB members in 1994. Truth and Reconciliation Commission, 5 August 1999
[modifica] Bibliografia
- The Bang-bang Club: The Making of the New South Africa, Greg Marinovich and Joao Silva, William Heinemann, 2000 ISBN 0-434-00733-1
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Report of the Tebbutt Commission of Inquiry into the violence Bophuthatswana on 11 March 1994
- (EN) 72 days that shaped South Africa - compilation of newspaper excerpts from 1994

