Bastida de' Dossi

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Bastida de' Dossi
comune
Bastida de' Dossi – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Stefano Cassola (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 45°00′00″N 8°56′00″E / 45°N 8.933333°E45; 8.933333 (Bastida de' Dossi)Coordinate: 45°00′00″N 8°56′00″E / 45°N 8.933333°E45; 8.933333 (Bastida de' Dossi)
Altitudine 77 m s.l.m.
Superficie 1,7 km²
Abitanti 173[1] (31-12-2010)
Densità 101,76 ab./km²
Comuni confinanti Casei Gerola, Corana, Cornale, Mezzana Bigli, Sannazzaro de' Burgondi, Silvano Pietra
Altre informazioni
Cod. postale 27050
Prefisso 0383
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018010
Cod. catastale A711
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bastidesi
Patrono san Giovanni battista, san Mauro, santa Scolastica
Giorno festivo seconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bastida de' Dossi
Posizione del comune di Bastida de' Dossi nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Bastida de' Dossi nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Bastida de' Dossi è un ex comune italiano di 178 abitanti[2] della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella pianura dell'Oltrepò Pavese, alla destra del torrente Curone, poco prima della sua confluenza nel Po. Il territorio comunale era composto anche da 2 altri corpi di territorio oltre il Po, nell'attuale Lomellina. Storicamente anche il castello di Armentera (ora in comune di Silvano Pietra) era parte del territorio. Le 4 losanghe dello stemma (adottato durante l'amministrazione Angeleri) simboleggiano i 4 territori storici della comunità.

Il 4 febbraio 2014, a seguito di un referendum, Bastida de' Dossi si è unita insieme al limitrofo comune di Cornale nel nuovo ente comunale di Cornale e Bastida.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'attuale Bastida de' Dossi dipendeva nell'alto medioevo dalla Corte regia di Corana, donata nel X secolo dall'imperatrice Adelaide al monastero di San Salvatore di Pavia. A questa corte faceva capo la più piccola corte di Blundi, da cui a sua volta dipendeva il castello di Gazzo, che attorno al XIV secolo prese il nome di Loco Dossorum dal nome dei suoi signori, probabilmente subfeudatari del monastero del Salvatore. Essi sono anche ricordati dalla cascina Ca de' Dossi di Corana. Nei pressi si trovava anche il Porto Dossorum, che serviva per il transito sul Po, e a difesa di questo passo dal 1452 appare anche Bastida Dossorum.

Bastida rimase sempre legata a Corana del Comune (vedi Corana (storia)), e con essa fu infeudata dal monastero del Salvatore ai Bottigella di Pavia (salvo un'interruzione tra il 1450 e il 1468), fino alla loro estinzione nel 1690, dopo di che Bastida rimase sotto la diretta giurisdizione del monastero fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Dal 1802 al 1814, in epoca napoleonica, il comune fu soppresso e unito a Silvano Pietra.

La collocazione geografica di Bastida fino ad allora era diversa da oggi, trovandosi alquanto più a nord, sempre alla destra del Curone. All'inizio del XIX secolo il Po si spostò temporaneamente più a sud, e ciò costrinse gli abitanti a ricostruire il paese nella posizione attuale più sicura.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 31/7/2010.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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