Antinomismo

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L'Antinomismo (dal greco ἀντί, "contro" + νόμος, "legge"), in teologia, è l'idea che i membri di una particolare comunità religiosa non siano obbligati ad obbedire a precetti etici o morali e che la salvezza si consegua solo per predestinazione.[1] Antinomismo è l'esatto opposto di legalismo, la dottrina per cui l'obbedienza ad un codice di precetti religiosi porti alla salvezza.

Il termine è stato usato come un'accusa tra diverse autorità religiose. Pochi gruppi o sette, eccetto l'anarchismo cristiano o l'anarchismo ebraico, si dichiarano esplicitamente "antinomisti", ma il termine è spesso usato per riferirsi ad altri in dispute tra diverse denominazioni cristiane, o ad esempio, dalla Jewish Encyclopedia contro Paolo di Tarso[2].

La locuzione latina sola fide ("per sola fede") si riferisce all'originaria dottrina protestante della salvezza attraverso la sola fede, un concetto predicato intensamente da Martin Lutero, ma che fu anche una critica vibrante all'antinomismo, come ad esempio nella sua Contro gli Antinomisti (1539).

L'uso dell'ideale antinomico in un contesto secolare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anarchia.

Nel suo studio sulla società occidentale della fine del XX secolo, lo storico Eric Hobsbawm[3] dichiara che si ebbe una nuova fusione tra caratteristiche "demotiche e antinomiche" che rese distintivo tale periodo, e che sembrò probabile potesse estendersi nel futuro. In questo non pose alcun particolare accento sulla religione. Egli iniziò la sua carriera accademica prima della Seconda guerra mondiale ed è sempre stato un Marxista, e ha continuato a vedere il lavoro dello storico come quello di identificare le cause del cambiamento. Secondo Hobsbawm c'è oggi una predisposizione delle masse ad avere uno scarso senso dell'obbligo ad obbedire a un dato insieme di regole che vengono considerate arbitrarie, o anche solo limitanti, indipendentemente dalla loro fonte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The American Heritage Dictionary of the English Language, Fourth Edition, 2000.
  2. ^ Jewish Encyclopedia: Saul of Tarsus: Antinomianism and Jew-Hatred
  3. ^ Age of Extremes, 1992

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Badenas, Robert. Christ the End of the Law, Romans 10.4 in Pauline Perspective 1985 ISBN 0-905774-93-0 sostiene che telos viene tradotto correttamente con "il fine", non con "la fine", così che Cristo è il fine della Legge, la fine della Legge sarebbe antinomismo.
  • Bar-Asher, Me'ir Mikha'el and Kofsky, Aryeh. The Nuṣayrī-ʿAlawī Religion: An Enquiry into its Theology and Liturgy. Leiden: Koninklijke Brill NV, 2002. ISBN 90-04-12552-3.
  • J. H. Blunt Dict. of Doct. and Hist. Theol. (1872)
  • Chittick, William C. The Sufi Path of Knowledge: Ibn Al-Arabi's Metaphysics of Imagination. Albany: State University of New York Press, 1989. ISBN 0-88706-885-5.
  • Clarence-Smith, W.G. Islam and the Abolition of Slavery. London: C. Hurst & Co. (Publishers) Ltd, 2006. ISBN 1-85065-708-4.
  • Daftary, Farhad; ed. Mediaeval Ismaʿili History and Thought. Cambridge: Cambridge University Press, 1996. ISBN 0-521-45140-X.
  • Dunn, James D.G. Jesus, Paul and the Law 1990 ISBN 0-664-25095-5
  • Encyclopaedia of the Orient. "Isma'ilism". Retrieved 10 October 2006.
  • Freedman, David Noel, editor. (1998). Anchor Bible Dictionary, article on Antinomianism by Hall, Robert W., ISBN 0385193513
  • J. C. L. Gieseler, Ch. Hist. (New York ed. 1868, vol. iv.)
  • G. Kawerau, in A. Hauck's Realencyklopadie (1896)
  • Pratt, Douglas. The Challenge of Islam: Encounters in Interfaith Dialogue. Aldershot, Hampshire: Ashgate Publishing Limited, 2005. ISBN 0-7546-5122-3.
  • Riess, in I. Goschler's Dict. Encyclop. de la théol. cath. (1858)
  • Schimmel, Annemarie. Mystical Dimensions of Islam. ISBN 0-8078-1271-4.
  • Weir, Anthony. "Differences Between Bektashism and Islamic Orthodoxy" in The Bektashi Order of Dervishes. Retrieved 10 October 2006.
  • Hugh Chisholm (a cura di), Encyclopædia Britannica, XI edizione, Cambridge University Press, 1911.
  • Peter Linebaugh and Marcus Rediker. The Many-Headed Hydra. Beacon Press, Boston, 2000

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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